Le cantanti italiane ora si riprendono la musica!

cantanti italiane

Premessa: in questo articolo non si parla di Fiorella Mannoia e della sua famosa canzone, scritta da Enrico Ruggeri, “Quello che le donne non dicono”.

Non siamo “dolcemente complicate”, e per quanto tutte la cantino con gli occhi a cuoricino, quel pezzo non rappresenta le donne. È una farsa, un miscuglio di cliché ben assemblati.

C’è una nuova generazione di cantanti, anche italiane, nella scena musicale. Donne che parlano apertamente della realtà femminile, dalla sessualità alla libertà del proprio corpo.

La musica è sempre stata un veicolo per normalizzare qualsiasi cosa all’interno della società. Che la realtà delle donne sia stata trasposta nella musica è di fondamentale importanza.

Ora più che mai i ragazzi ascoltano canzoni in cui rivedere se stessi e la propria quotidianità. Per questo che in Italia la musica indie è esplosa, cambiando anche il mercato musicale.

I temi affrontati sono svariati. Sessualità, libertà di essere donne di successo, in carriera quindi, femminismo intersezionale, che non è concentrato esclusivamente sulle donne ma su tutti in quanto persone, e temi sociali.

Nell’industria musicale italiana sono le cantanti e cantautrici indie a smantellare il taboo sulla sessualità femminile, un pezzo alla volta.

La Rappresentante di Lista, nella canzone Questo Corpo, racconta l’orgasmo e il piaccere femminile che attraversa tutto il corpo. L’attenzione ai dettagli è importante in questi casi. Nel brano Veronica Lucchesi cantando cita il suo sesso, non la vagina. Questo perché il piacere nella donna non si concentra solo lì, come porta a credere una cultura sessuale fallocentrica, ma coinvolge l’intero organo sessuale (e tutto il corpo, appunto).

M¥ss Keta, che molti hanno conosciuto a Sanremo quest’anno ad Altro Festival e nella serata dei duetti con Elettra Lamborghini, è una cantante che desta molto scandalo. I testi delle sue canzoni parlano di sessualità promiscua e chiari riferimenti alla droga.
La maggior libertà sessuale è un tema presentissimo nelle canzoni nelle canzoni di M¥ss Keta.

Alcune sono anche caratterizzate da quella sicurezza e iniziativa che siamo stati abituati a vedere e accettare solo negli uomini, mentre nelle donne è ancora vista male.

Le dichiarazioni di Luca Argentero sono un tristissimo esempio.

Questa tipa pazzeska indossa una maschera che le copre metà viso. Sarà una trovata di marketing, come per Sia o Liberato, o una strategia per non aver ripercussioni nella sua vita privata, con commenti sessisti o aggressioni di altro tipo? Perché ancora in Italia le donne possono andare a letto con chi vogliono, però ancora vengono giudicate o colpevolizzate per per il numero di partner, gravidanze indesiderate, MST, stealthing e stupri.

Levante è un’altra cantautrice italiana che parla di femminismo e temi sociali, senza tirarsi indietro e scatenando a volte delle polemiche. Nelle sue canzoni traspare il femminismo intersezionale: non si rivolge esclusivamente al suo pubblico femminile ma a tutti, in quanto persone.

A metter in atto questa rivoluzione non sono solo le cantanti italiane.

Andate su Google e provate a cercare “rapper italiane“. La prima cosa che appare è una lista di rapper maschili suggeriti dal motore di ricerca.

Questo perché il genere è spesso composto quasi totalmente da uomini che quasi sempre rappano su testi misogini, violenti, pregni di machismo e maschilità tossica.

Piano piano l’ambiente si sta aprendo anche al sesso femminile, che sta portando dentro con sé anche le tematiche sull’identità di genere e sulla sessualità. Alcuni esempi sono Mc Nill, ANNA, Priestess, Madame e l’apripista La Pina.

Negli Stati Uniti sono sempre più avanti di noi e il ruolo attivo che le cantanti italiane stanno mettendo in atto ora nella musica, lì succede già da almeno dieci anni. In America, per esempio, ci sono molte più donne rapper da più tempo.

I temi che tutte trattano sono gli stessi, ma ben più approfonditi, e toccano anche altri argomenti.

Taylor Swift canta fieramente la sua indipendenza e, dopo alcune assurde polemiche, rivendica la sua libertà di cantare e scrivere sui suoi ex e sulle delusioni d’amore. Come qualunque cantante maschio ha mai fatto fino ad ora!

Nell’album Dirty Computer, Janelle Monae ha dedicato più di un inno, potremmo dire, ai nostri genitali.

La giovanissima Ariana Grande nelle sue canzoni parla di indipendenza, di fare successo, di amare se stessi e reclama il diritto di una donna ad essere sensuale.

Invece, dopo essersi gettata alle spalle l’immagine da brava e casta ragazza legata ad Hannah Montana, Miley Cyrus ha deciso di interpretare solo se stessa. In seguito al coming out come pansessuale, ha pubblicato un EP, i cui temi sono lontani anni luce dall’immaginario comune dei boomer (per età o mentalità), e che sono, però, conosciutissimi ai ragazzi dalla Gen Z in poi: identità di genere, persone non binary, transgender e gli ormai molteplici orientamenti sessuali.

Aspettavamo tutte con impazienza queste Guerriere Sailor della musica!

Ecco la nostra playlist di cantanti, italiane e non solo, da ascoltare l’8 marzo.

Ambra Martino

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