“Roe e il segreto di Overville”, il romanzo postmoderno tra citazioni e serie tv

Roe e il segreto di Overville recensione

Penso all’atteggiamento post-moderno come a quello di chi ami una donna, molto colta, e che sappia che non può dirle “ti amo disperatamente”, perché lui sa che lei sa (e che lei sa che lui sa) che queste frasi le ha già scritte Liala. Tuttavia c’è una soluzione. Potrà dire: “Come direbbe Liala, ti amo disperatamente”

Con queste parole, Umberto Eco sanciva una consapevolezza che nel tempo si è andata sempre più consolidando: quasi tutto quello che c’è da dire è stato già detto. D’altronde, se si volesse semplificare, si potrebbe affermare che, sin dal mito greco, la letteratura non è che una ripetizione di topoi variamente declinati, sviscerati e adattati alle epoche storiche.

Raccontare nuove storie è possibile?

Proprio per questo, l’assoluta originalità di cui alcuni romantici si illudevano è, soprattutto in epoca postmoderna, irrealizzabile. E ciò è ancor più vero nello scenario degli ultimi decenni nel quale un bombardamento costante di stimoli e informazioni rende sempre più raro “meravigliarsi”. Inoltre, già da un po’, i romanzi in quanto latori di storie, hanno passato il testimone a film e serie tv . Anzi, con il global novel si assiste a una inedita transmedialità per cui dai libri si passa naturalmente ai mezzi audiovisivi e a sua volta la stessa letteratura viene scritta con tecniche tipiche dei film e delle serie tv. Si pensi ad esempio all’utilizzo sempre più frequente del flashback o della focalizzazione multipla, ossia la narrazione della storia da diversi punti di vista. In questo mondo, quindi, in cui tutte le storie possibili sembrano in qualche modo essere già state raccontate non solo dalla letteratura ma anche da film e serie tv, è inutile, come diceva Eco, far finta di niente e tentare di distruggere il passato. Piuttosto occorre prenderne consapevolezza, riconoscerlo, raccontarlo e rivisitarlo in modo tutt’altro che passivo.

Roe e il segreto di Overville

Questo è esattamente quello che ha fatto per il suo pubblico Daniele Giannazzo, meglio noto come Daninseries, nel suo primo romanzo Roe e il segreto di Overville. L’autore si è fatto conoscere nell’ultimo decennio principalmente per il suo sito internet in cui scrive, insieme al suo team, recensioni, notizie e approfondimenti su tutto ciò che riguarda il mondo delle serie tv. Il giovane toscano è riuscito in poco tempo a creare una vera e propria community e a fare della sua passione un lavoro, arrivando a scrivere questo romanzo pressoché unico nel suo genere. Il successo è stato immediato, grazie soprattutto al passaparola sui social, tanto che, dopo soli tre mesi dall’uscita, la Mondadori ha confermato la prossima pubblicazione di un sequel. Si tratta di un teen drama abbastanza classico nelle ambientazioni e nelle situazioni, che però presenta alcuni elementi innovativi ed è in grado di rivolgersi anche a un pubblico più adulto.

La trama

Roe è una normalissima quindicenne appassionata di serie tv e di Harry Styles. Rimasta orfana di entrambi i genitori da quando era ancora in fasce, vive a New York con la zia paterna. Tuttavia, a causa di un nuovo lavoro all’estero della zia, Roe deve trasferirsi per un anno dalla nonna materna a Overville. Questa piccola e pittoresca città, che sembra uscita dal set di Gilmore Girls, rappresenta per la giovane ragazza un’opportunità per costruirsi una nuova vita, nuove amicizie e trovare, chissà, anche l’amore. Ancora non sa, però, che questo luogo nasconde un grandissimo segreto che riguarda proprio se stessa e la sua famiglia…

Tra libri, film e serie tv: un mondo ricco di citazioni

Fedele al background del suo autore, Roe e il segreto di Overville presenta un forte citazionismo esplicito e implicito. È evidente come Daniele Giannazzo strizzi l’occhio al suo pubblico (102 milioni di visite sul suo sito e circa 250 mila followers su Instagram) con chiari riferimenti alla cultura pop degli ultimi decenni. Il bello è che, oltre alle citazioni esplicite che spesso fa la stessa protagonista, ogni lettore, in base alla propria esperienza, può rintracciare richiami qua e là. È quasi un gioco di sapore postmoderno tra l’autore e il suo pubblico. Ed è allora che nella dicotomia e nella lotta tra il bene e il male ci si può vedere per esempio Star Wars o Harry Potter. A quest’ultimo, soprattutto, si richiama la condizione di orfana della protagonista, la questione di una “razza” pura e superiore e più in generale il realismo magico, ossia la presenza nel mondo reale quotidiano, apparentemente identico al nostro, di elementi magici. Per alcune tematiche relative al sovrannaturale qualcosa ci ricorderà Buffy, Streghe, Sabrina, The Vampire Diaries.

Nelle descrizioni poi si possono notare somiglianze con telefilm come Once upon a time, Gilmore Girls, Riverdale. Si affrontano anche argomenti quali violenza e bullismo tra i banchi di scuola, sulle orme di Gossip Girl e 13 Reasons Why.

Insomma, questa piccola carrellata per rendere l’idea (senza spoiler) di quanto sia vasto ed eterogeneo l’orizzonte di riferimento. Di primo acchito, sembrerebbe un po’ un calderone, un collage di citazioni appiccicate insieme e di “già visto/letto”. Invece, tutto questo viene utilizzato con maestria per raccontare una storia nuova che, pur basandosi su situazioni già note e cliché, li rovescia regalando inaspettati colpi di scena. E Giannazzo lo fa con una scrittura chiara e lineare, ma coinvolgente; uno stile telefilmico, ricco di cliffhanger e plotwist. Se si assume quell’atteggiamento postmoderno, di cui parlavamo, la lettura diventa piacevole e stimolante. Perché l’autore sa che non può raccontare certe cose senza che i lettori abbiano in mente qualcos’altro; eppure decide comunque di usare la sua voce per parlare di temi e argomenti importanti.

“Nonostante Liala, ti amo disperatamente” dice Wu Ming 1 nel suo saggio sul New Italian Epic.

Cioè: il fatto che sia stato già detto tante volte da altri, non banalizza il concetto né tantomeno lo rende meno vero. Ed ecco quindi che Roe e il segreto di Overville, pensato principalmente per un pubblico di adolescenti, è un romanzo che affronta argomenti fondamentali nel percorso di crescita e nella vita dei giovani, trattando valori come la famiglia, l’amicizia, l’amore. Parla, poi, di quanto sia importante rimanere fedeli a sé stessi e alla propria personalità senza fingere solo per piacere agli altri; e di quanto sia difficile avere fiducia in sé stessi, anche quando chi ci circonda sembra voglia trascinarci sul fondo.

Fondamentalmente, ancora una volta, nulla di nuovo: come potrebbe? Ma Daniele ce lo ri-dice in un modo appassionante, leggero, moderno. Piacevole e divertente per i lettori adulti in cerca di qualche ora di svago e relax; potenzialmente educativo e formativo per i più giovani. Chissà che con questo nuovo raccontare in “stile telefilmico” non si riesca ad avvicinare qualcuno di loro alla lettura!

Francesca Papa

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