Vivo: amicizia e musica protagoniste su Netflix. Basteranno?

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Arriva il 6 agosto 2021 in streaming su Netflix l’ultimo film di animazione della Sony Pictures Animation.

Protagonista un animale davvero insolito: un cercoletto. Cosa diavolo è un cercoletto? Una sorta di procione. Ma la natura di Vivo – così si chiama l’animaletto – non è l’unica novità di questo film. Location d’eccezione l’Avana, quindi le lingue che sentirete sono tre. L’inglese (o l’italiano se lo guardate doppiato), lo spagnolo e la lingua animale del cercoletto. Fattore molto interessante, questo, che mi porta alla mente due riflessioni.

La prima è quella legata alle realtà che stanno diventando protagoniste dei film di animazione: pensiamo anche a Luca, ambientato in Italia, dove viaggiano milioni di parole italiane. Le Colonne d’Ercole sono state abbattute e tutto il mondo può essere protagonista al cinema, anche se si tratta di “cartoni”.

La seconda riflessione è sulla maturità che i film di animazione iniziano a proporre: nessuno comprende il cercoletto quando parla. Andatelo a dire a Cenerentola: vi tirerà una scarpa dietro! Lo abbiamo già visto anche con Raya e L’Ultimo Drago: il mondo dell’animazione sta prendendo una piega molto vicina al realismo, specialmente per i temi che affronta. Non importa se il protagonista è un animaletto o se nel film ci sono dei draghi: il messaggio è quello che conta.

Una storia di amicizia

Che temi affronta, quindi, Vivo? Primariamente quello dell’amicizia. Vivo intraprenderà un bel viaggio fino a Miami proprio per realizzare il sogno del suo amico umano Andres, compagno di suonate, compagno di vita. Il sogno in questione è quello di fare arrivare al grande amore di Andres, la famosa cantante Marta Sandoval (doppiata da Gloria Estefan), una vecchia canzone in occasione del suo ultimo concerto.

Il bello di Vivo, nonostante sia un cercoletto, è l’umanità dei suoi sentimenti e delle sue riflessioni: nei momenti di sconforto l’animaletto tira fuori tutta la sua forza. Sicuramente è un esempio fantastico per i bambini, ma anche per noi grandi quando ci abbattiamo di fronte a cose di poco conto.

Compagna nel viaggio verso Miami è l’eccentrica Gabi: una bambina, una musicista incompresa, che non ha nessuna intenzione di mollare Vivo nonostante le sue iniziali reticenze sul viaggio a due. Anche la figura della bambina rafforza fortemente il concetto di amicizia, regalando fluidità al concetto di vecchi e nuovi amici: ogni fase della vita ha i suoi compagni, non bisogna essere chiusi.

La Musica per esprimersi

Seconda prima donna di Vivo, insieme all’amicizia, è naturalmente la musica: il cercoletto canta a più non posso grazie al doppiaggio originale di Lin-Manuel Miranda e da quello italiano di Stash dei The Kolors. Nonostante le due grandi voci, le canzoni che mi hanno colpito di più sono state gli inni di Gabi alla sua “diversità” per raccontarsi al mondo: anche se questo significa dover lottare di più per essere capiti, specialmente dalla propria famiglia, la bambina non si perde d’animo e prosegue per la sua strada.

Alla fine dei giochi Vivo punta tantissimo sul sentimentalismo: la stessa Gabi nel finale avrà un momento di fragilità degno di mille kleenex. Il film è carino, ma non mi ha convinta, nemmeno con tutto questo pathos. Gli manca il quid per essere qualcosa di più del solito film di animazione con gli animali che cantano, ma alcuni spunti sono sicuramente interessanti.

Alessia Pizzi

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