Pierfrancesco Favino: i 5 film che devi vedere

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credits Daniele Barraco

La prima cosa che ho pensato quando ho visto Pierfrancesco in televisione è che aveva un viso familiare. E’ uno di quei volti noti che ci sono sempre dietro lo schermo e, bello e bravo com’è, ho passato quindici giorni a guardarmi quasi tutta la sua filmografia. Ho scelto per voi cinque film di Favino da vedere asolutamente!

Gli anni più belli (2020)

Muccino torna dietro la camera e immagina la storia di un gruppo di amici dal 1980 ad oggi. Con sapienza, l’occhio di chi guarda coglie le vicende del gruppo, sprofonda nella vita del singolo, ancora si allarga alle sue aspirazioni. E’ un film corale ma che, nel coro, non perde nessuno dei suoi protagonisti. Il tempo ci cambia profondamente: un assunto fondamentale che Muccino trasforma in immagini.

Hammamett (2020)

Vengono raccontati gli ultimi sei mesi di vita di Bettino Craxi e sì, il protagonista è interpretato da un irriconoscibile Favino. Il trucco certosino a cui l’attore si è sottoposto giornalmente richiedeva, come ha raccontato lui stesso, circa sei ore al giorno. Grazie a questo titolo proprio di recente sul nostro attore son piovuti i premi ed effetti l’interpretazione è magistrale: le somiglianze tra l’uno e l’altro sono incredibili.

A casa tutti bene (2018)

Un signor film che lascia una profonda sensazione di disagio: sul modello di Perfetti sconosciuti”, Muccino ci mostra all’inizio del film una famiglia tutta composta che si ritrova in un’occasione speciale e alla fine invece la camera si muove su quel che ne è rimasto. Minuto dopo minuto, si palesano trame sotterranee, rancori, segreti che rovinano un equilibrio fragile e solo apparente.

Suburra (2015)

E’ il dipinto di una Roma corrotta e malata: racconto dal grande eco seguito dall’omonima serie prodotta da Netflix. Pierfrancesco Favino interpreta l’onorevole Filippo Malgredi coinvolto nella gestione edilizia di Ostia, uomo disonesto che si ritrova nei guai quando una prostituta minorenne gli muore nel letto per overdose. Alla sua, ugualmente perverse, si intrecciano altre storie.

Senza nessuna pietà (2014)

Uno dei film di nicchia, di cui pure la filmografia di Pierfrancesco abbonda. Cos’ha di diverso? La delicatezza, nonostante il titolo. Mimmo fa parte di una famiglia mafiosa, e pur introverso e di indole pacifica, si limita ad obbedire passivamente ai comandi che gli vengono dall’alto. Qualcosa si rompe: a chi guarda viene lasciato intuire un amore che non viene mai esplicitamente raccontato ma che di colpo cambia il finale del film.

Serena Garofalo

Foto di credits immagine di copertina Daniele Barraco 
Figlia di Partenope e degli anni 2000, scribacchina ambulante, studentessa di Lettere per folle amore

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