Gli Impressionisti segreti a Roma raccontati da Nexo Digital

Impressionisti segreti Roma
"L'isola delle ortiche" Claude Monet

Il successo di Nexo Digital con “La grande arte al cinema” ha ampliato la lista di film presenti a cadenza mensile nelle sale.

Il nuovo appuntamento, in sala fino al 12 Febbraio, è sulla mostra “Impressionisti segreti” a Roma, in esposizione a Palazzo Bonaparte fino all’8 marzo.

In mostra a Roma gli “Impressionisti segreti”

È stato bello vedere per la prima volta Roma, la mia città, essere al centro di un documentario della Nexo su una mostra. Ho “visitato” tante città diverse attraverso i loro documentari e vedere Roma mi ha resa molto orgogliosa.

Sapere che tante persone nel mondo lo vedranno e sogneranno ad occhi aperti la mia Roma, come io ho sognato altri luoghi, mi ha fatta un po’ pavoneggiare interiormente. Roma è una città unica e moltissime persone in tutto il mondo desiderano visitarla. Nonostante i suoi disagi, sono veramente fortunata a vivere qui.

In questo documentario si ripercorre la storia dell’impressionismo, dalla sua nascita alla sua evoluzione.

In esso sono riportate tante testimonianze interessanti delle persone che hanno contribuito alla creazione e realizzazione della mostra. Dal light designer, ad un fotografo, un pittore, la curatrice della  mostra, uno dei collezionisti e una discendente del mercante d’arte che credette negli impressionisti, supportandoli: Claire Durand-Ruel.

Questo movimento ha aperto una breccia nel mondo dell’arte per permettere all’artista di esprimersi liberamente. Tutto ciò che è esistito successivamente è nato grazie a quei pittori che nell’Ottocento sono andati controcorrente e hanno avuto il coraggio di fare quello che volevano.

Nel docufilm sulla mostra “Impressionisti segreti” a Roma viene raccontata l’evoluzione stessa dell’impressionismo negli anni. Il puntinismo o il fauvismo o altri stili, sono nati con lo stesso obiettivo ma si sono trasformati in qualcosa di diverso, seppur apparentemente simili.

Il nome “impressionisti segreti” nasce poiché i quadri sono in esposizione per la prima volta e vengono tutti da collezioni private.

In questa mostra si capisce quanto sia importante il ruolo dei collezionisti e dei mercanti d’arte. Collezionare dipinti però non vuol dire avere un quadro in casa da ammirare e basta. Significa custodirlo, tutelarlo, sottoporlo a controlli per eventuali restauri affinché anche i posteri possano ammirarlo e innamorarsene. Esattamente come hanno fatto tantissime persone fino ad oggi.

Custodire dei dipinti in casa comporta oneri e onori. Bisogna tenere sempre a mente che i quadri sono delicatissimi, sensibili al passare del tempo e ai danni della luce solare.

Come è stato spiegato il movimento impressionista in questo documentario mi è alquanto piaciuto. L’impressionismo non è solo un movimento artistico: è stato, ed è tuttora, di più.
I dipinti rivelano un’introspezione che difficilmente prima era descritta in un quadro. Uno solo è capace di proiettarti all’esterno, verso il paesaggio o la scena rappresentata, e allo stesso tempo interiormente.

L’introspezione non è solo nello spettatore, ma anche nella natura o nelle persone del dipinto. Per esempio, si parla non a caso di «l’occhio di Monet» quando si analizzano i suoi quadri, specialmente le ninfee.

È l’emozione quel tratto del pennello sulla tela, che poi posandosi diventa colore.

Solo nei dipinti dei puntinisti o dei macchiaioli, per citare due esempi, il tratto assume una forma diversa. In esso non c’è l’emozione ma il metodo. Non c’è la fretta di rappresentare la luce in quel preciso momento, benché la luce la rappresentino comunque, ma con la pazienza di un punto per volta.
Il risultato è, in ogni caso, un sentimento ritratto nelle gradazioni della luce. Forse un precursore di questo movimento, prima ancora di Turner, fu proprio Caravaggio.

Ambra Martino

Crediti foto in evidenza: Nexo Digital

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