In mostra a Roma gli “Impressionisti segreti”

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impressionisti a roma
Davanti alla Psiche - Berthe Morisot

Gli impressionisti in mostra a Roma: Palazzo Bonaparte apre per la prima volta le porte al pubblico.

Dal 6 ottobre 2019 fino all’8 marzo avrete la possibilità di visitare la mostra degli “Impressionisti segreti” ospitata nelle bellissime stanze affrescate di Palazzo Bonaparte.

Ma perché “segreti”?

Il motivo è semplice, si tratta di opere che appartengono a dei collezionisti privati e che per la prima volta vengono esposte al pubblico.

Non aspettatevi quindi di trovarvi davanti ai capolavori più famosi degli Impressionisti. Alle pareti non ci saranno le ninfee di Monet, le ballerine di Degas o le donne Tahitiane di Gauguin ma opere meno conosciute con una storia da raccontare.

Chi si intende celebrare con questa mostra?

Uno degli intenti di questa mostra è di celebrare collezionisti, mercanti e semplici appassionati d’arte che, pagando i debiti, supportando e comprando i dipinti degli Impressionisti, li hanno fatti arrivare, non senza difficoltà, ad un successo di fama mondiale.

Sicuramente il mercante d’Arte Paul Durand-Ruel giocò un ruolo molto importante nella scalata al successo degli Impressionisti. Fu proprio lui che nel 1886, seguendo il suggerimento della pittrice americana Mary Cassatt, inviò ben 300 dipinti a New York per farli esporre in una istituzione culturale no profit chiamata American Art Association. Il resto è storia.

Una piccola curiosità: una delle curatrici della mostra è una parente diretta del famoso mercante. Claire Durand-Ruel ha quindi ereditato non solo il cognome ma anche la passione per l’arte. L’altra curatrice è Marianne Mathieu, direttrice scientifica del Musée Marmottan Monet di Parigi.

Le sale dove abitava la madre di Napoleone

La mostra è ospitata nelle stanze dove visse Maria Letizia Ramolino, la madre di Napoleone Bonaparte. Quindi quando andrete ad ammirare le circa 50 opere esposte non scordatevi di posare gli occhi anche sui soffitti affrescati, i pavimenti, le decorazioni marmoree dei camini, gli sguinci delle finestre, la vista su Piazza Venezia, le decorazioni del balconcino ma soprattutto la bellissima sala dei ricevimenti.

La visita comincia con un video introduttivo sulla storia del palazzo e degli Impressionisti in mostra a Roma proiettato sul muro della sala delle Panoplie alla presenza di un’imponente gesso, copia dell’originale in marmo dello scultore Canova, che rappresenta Napoleone nelle sembianze di Marte.

Gli impressionisti in mostra a Roma

Dopo aver ascoltato il video potrete iniziare il percorso che vi porterà indietro nel tempo, alla fine dell’800, ad osservare opere che riproducono istantanee di vita, paesaggi e persone.

Gli artisti erano stati capaci di imprigionare sulla tela, grazie alla velocità d’esecuzione delle loro pennellate, luci, gesti e sentimenti della loro quotidianità.

L’arte delle opere degli Impressionisti, si era spogliata dei temi religiosi, storici, mitologici e letterari, ed era in grado di parlare a tutti. Non serviva aver studiato per capire i loro soggetti.

Inoltre questi artisti non dipingevano più le loro tele all’interno dei loro studi, ma all’esterno, en plein air (all’aria aperta), dando maggior risalto al colore e alla luce, trascurando invece il disegno e la forma.

Sicuramente questi furono i motivi che garantirono l’esclusione dei loro quadri dal rinomato Salon di Parigi (esposizione di pittura e scultura con cadenza biennale e poi annuale) che rifletteva il gusto dell’arte accademica.

In ogni sala troverete tantissimi pannelli esplicativi ricchi di informazioni. Ogni artista è infatti accompagnato da un’introduzione e ogni opera da una breve descrizione.

Nel caso la mostra fosse molto affollata vi consiglio di prendere l’audioguida, solo un euro in più sul prezzo del biglietto, così da poter ascoltare anche a distanza.

In ogni caso le opere degli Impressionisti vanno osservate sia da vicino, per esaminare il tratto dell’artista, sia da lontano per avere una visione d’insieme dell’opera.

Gli artisti presenti alla mostra

In questa mostra figurano 16 artisti: Gustave Caillebotte, Paul Cézanne, Henri-Edmond Cross, Paul Gauguin, Eva Gonzalès, Armand Guillaumin, Achille Laugé, Édouard Manet, Claude Monet, Berthe Morisot, Camille Pissarro, Pierre-Auguste Renoir, Paul Signac, Alfred Sisley, Théo van Rysselberghe e Federico Zandomeneghi.

I paesaggi degli Impressionisti in mostra a Roma

Nella prima sala salta agli occhi un luminoso olio su tela intitolato “Una strada a Napoli” di Gustave Caleibotte che si ispira sicuramente all’opera dell’amico Italiano Giuseppe de Nittis “La strada da Napoli a Brindisi” esposta al Salon di Parigi nel 1872.

Molto bello anche “Neve a Ivry” di Armand Guillaumin che mostra un paesaggio industriale innevato a ridosso del mare e dove si rimane incantati ad osservare il turbinio di nuvole miste ai fumi delle ciminiere.

Interessante anche il quadro di MonetBraccio della Senna presso Vétheuil” dove l’artista dipinge un cielo minaccioso a fine giornata che trasmette un senso di inquietudine che raramente percepiamo nelle sue opere. Infatti poco più in là lo ritroviamo con “L’isola delle ortiche“, “Antibes” e “Ciglio della falesia a Pourville“, che ci donano invece serenità grazie a paesaggi dalle ampie vedute e dalle tonalità più chiare e morbide.

Di Pissarro ho apprezzato in particolar modo il quadro “Il grande noce di Éragny“. Le sue pennellate dense ma minute proiettano l’albero all’esterno della tela dandoci un assaggio di quello che verrà poi definito neoimpressionismo.

I ritratti degli Impressionisti esposti a Roma

L’unico quadro di Manet in mostra, che non possiamo annoverare tra le sue opere più riuscite, è il “ritratto di Berthe Morisot con la veletta“. L’amica pittrice verrà raffigurata in molte sue tele e finirà per sposare il fratello minore dell’artista.

Ed è proprio Berthe Morisot a farla da protagonista in questa sala con le sue tre tele “In riva al lago“, “Bambina con la bambola“, “Davanti alla Psiche“. Bellissimo il taglio quasi fotografico delle sue opere, il suo tocco veloce ed irrequieto che dà movimento alle scene dipinte. Dai volti spariscono i tratti ma i colori ci aiutano a percepirne le emozioni. La parte principale è sempre quella più elaborata, mentre agli angoli la pittura sembra sfaldarsi, anzi, in alcuni punti è completamente assente.

Nella stanza spicca anche un bellissimo ritratto realizzato da Eva Gonzalèz che, come si può intuire dal suo stile, fu allieva di Manet. Nel quadro “L’indolenza“, la sorella dell’artista, Jeanne Gonzalèz, viene rappresentata assorta nei pensieri. Una composizione perfetta dove nessun elemento è lasciato al caso e tutto è studiato nei minimi particolari.

Di Renoir non fatevi sfuggire il doppio ritratto a “I figli di Martial Caillebotte” (fratello del pittore Gustave Caillebotte). L’artista in questa tela ha catturato, come in una foto, un momento di vita quotidiana.

In mostra anche le opere dei Neoimpressionisti

L’ultima sala è dedicata ai neoimpressionisti dove figura anche Paul Signac, uno dei suoi fondatori, con “Vele e Pini“. Avvicinandovi a questo quadro di piccole dimensioni noterete come i colori venissero stesi sulla tela senza essere mischiati. Puntini di colore puro, accostati l’uno all’altro, venivano applicati secondo teorie ottiche moderne e dando così vita a particolarissimi effetti cromatici.

Paul Signac Vele Pini
Vele e Pini (dettaglio) – Paul Signac

La tecnica del divisionismo viene utilizzata in maniera magistrale anche da Théo van Rysselberghe con il suo “ritratto della violinista Irma Sèthe“. Da notare il riflesso del bel vestito elegante sul pavimento.

Usciti da questa stanza vi troverete nell’elegante Sala dei Ricevimenti. Qui vi consiglio di sedervi ad ammirare gli affreschi soffermandovi, in particolare, sullo scenografico paesaggio in stile fiammingo.

Prima di recarvi alla mostra controllate sul sito di Artemisia se avete diritto a delle riduzioni. Il prezzo del biglietto intero è di ben 15 euro, 16 con l’audioguida ma se, ad esempio, presenterete il biglietto della mostra “Canova. Eterna Bellezza” pagherete 13 euro, 14 con l’audioguida.

Giulia Tiddens

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