Torna al cinema la storia più emozionante di Natale: Il Grinch

Il Grinch 2018

Come ogni anno arriva il Natale, le città si riempiono di luminarie e decorazioni e la gente si divide in chi adora follemente tutto ciò e chi lo tollera malapena.

Le persone appartenenti alla categoria, come la sottoscritta, fanno quasi difficoltà ad accettare e capire gli altri e ogni anno si crogiolano con film e playlist natalizi.

Ma la seconda categoria? Chi è il loro spirito guida? Oltre all’avaro Scrooge, il personaggio più famoso per odiare è il Grinch.

Inventato dal fumettista Dr. Seuss, già rappresentato in un film di animazione del ‘66 e nel celeberrimo film di Ron Howard interpretato da Jim Carrey, il Grinch tornerà al cinema in una veste nuova (ma sempre verde) il 29 Novembre!

Il film, come tutti quelli prodotti da Illumination, è davvero molto divertente e carino. È ricco di gag per divertire lo spettatore tra un frammezzo e l’altro mentre la storia procede.

Io ho riconosciuto me stessa in una di queste e ho riso davvero di gusto.

La storia la conosciamo tutti, idem l’evoluzione dei personaggi. In questa versione però ci sono delle piccole differenze che ho notato con piacere… Quella che mi ho apprezzato di più riguarda la tenera bimba che aiuterà il cuore del Grinch a diventare due taglie più grande.

La piccola Cindy Lou ha meno l’aria da bimba innocente che vive nel suo mondo di dolcezza e spensieratezza: è una piccola abitante di Chistaqua energica, grintosa, impavida ma dal cuore grande e buono!

Quello che importa di più del film sono i messaggi che vuole trasmettere.

Come ha detto Alessandro Gassmann, che ha doppiato il verde protagonista, il Grinch è bello perché “è la storia di un diverso che viene accettato, è una storia di inclusione”.

La lezione che si impara da questo film è di accettare anche ciò che non possiamo avere o che non abbiamo. Solo perché in quel momento è così non vuol dire che la cosa sarà uguale per sempre. Odiare non aiuta, ci allontana da ciò che vorremmo, ci isola e ci ferisce più di tutto il resto.

Vedendo Il Grinch scopriamo che il Natale non è regali, lucine luminose, dolci e canti gioiosi, è qualcosa di magico, una felicità antica che portiamo dentro di noi. Ci scalda il petto, ci rende allegri, ci unisce e riempie i nostri cuori di bei ricordi.

La storia creata in background su di lui è senza dubbio di effetto. Chiunque si è ritrovato in una situazione analoga al Grinch, a tutti è capitato di non poter avere qualcosa e ha provato rabbia e infine odio. È impossibile non provare empatia per questo cattivo.

A me è piaciuto molto di più il doppiaggio originale, con la voce di Benedict Cumberbatch, rispetto a quello italiano con Alessandro Gassmann, che è stato molto bravo ma come ha detto lui stesso, la voce di Cumberbatch è più pulita e più metallica rispetto alla sua. Gassmann ha dato la sua interpretazione al personaggio, ispirandosi anche all’attore inglese.

Tuttavia mi sembra che nel doppiaggio originale abbiano dato più carattere e personalità ai personaggi.

La grafica, seppur non molto sviluppata nell’aspetto, è stata molto accurata nelle scenografie e nei paesaggi. In particolare mi hanno colpito molto le luminarie sparse per la città e sulle case: sembrano proprio vere, al punto che vi capiterà spesso di chiedervi durante il film “Perché non sono lì anche io?”.

Ah ma solo se appartenete alla sopra citata prima categoria!

 

Ambra Martino

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