Harry Potter, “Return to Hogwarts”: 5 motivi per guardare la reunion

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Lo scorso 1° gennaio è stato trasmesso su Sky Cinema, in contemporanea con gli Usa, lo speciale Harry Potter 20th Anniversary: Return To Hogwarts. L’attesissima reunion targata Max Original, disponibile anche in streaming su Now Tv, vede la partecipazione di gran parte del cast e dei registi degli otto film, Chris Columbus, Alfonso Cuarón, Mike Newell e David Yates. Per l’occasione, fino al 16 gennaio, il Canale 303 di Sky, prende il nome proprio di Sky Cinema Harry Potter e ospita, inoltre, tutti i film della saga. Film che, ricordiamo, sono recentemente disponibili anche su Prime Video.

Return to Hogwarts è un puro omaggio celebrativo della saga. Come ci si aspettava, non ci sono rivelazioni o annunci sensazionali e poteva forse essere maggiormente accurato, tuttavia è ricco di momenti suggestivi ed emozionanti da non perdere. Ecco almeno 5 motivi per cui, se siete dei fan, dovreste vederlo.

1. Il fattore nostalgia

Per gran parte di coloro che sono stati bambini negli anni ’90, la saga di Harry Potter riesce a evocare emozioni come nessun’ altra.

Erano gli anni in cui esisteva internet ma non i social, c’erano i cellulari ma non gli smartphone e gli acquisti online erano rarissimi. Tra un’uscita e un’altra si andava volutamente a caccia di indiscrezioni e anticipazioni per ingannare l’attesa: lo spoiler non era ancora così diffuso e condannato da tutti come reato sociale.

Harry Potter voleva dire file in libreria a mezzanotte per l’uscita del nuovo volume, notti insonni passate a leggere rapiti dalla magia di Hogwarts, corse al cinema per acquistare i biglietti per l’ultimo film, cotte adolescenziali per Emma Watson, Daniel Radcliffe, Rupert Grint e Tom Felton.

Proprio questi attori sono tra i principali protagonisti della reunion. Lo speciale tv, della durata di quasi due ore, punta tutto sul fattore emotivo e nostalgico dei fan quanto degli attori. Ripercorriamo così le prime fasi della realizzazione della saga cinematografica con il regista Chris Columbus alle prese con la ricerca del cast perfetto. I tre protagonisti si rincontrano sul set della sala comune di Grifondoro, ormai adulti, e rievocano insieme i dieci anni più importanti della loro vita. Una delle cose straordinarie della saga Harry Potter è che ha visto crescere insieme ai personaggi dei romanzi, non solo gli attori dei film ma anche i lettori e gli spettatori di tutto il mondo.

2. I retroscena sul set

Con l’avanzare dell’età, i toni dei libri si fanno più seri, tormentati, cupi e lo stesso avviene nella trasposizione cinematografica, compreso in chi ne ha fatto parte.

I tre attori protagonisti ricordano i dubbi e le crisi esistenziali, legate al fatto di aver iniziato ad interpretare questi personaggi in tenera età e di aver raggiunto presto una fama inimmaginabile. Rupert Grint (alias Ron Weasley) a un certo punto dichiara che non sapeva più dove finisse il personaggio e dove iniziasse la sua vera identità. Emma Watson (Hermione Granger) rivela che, prima del quinto episodio, fu sul punto di abbandonare tutto.

Non sono mancate poi le cotte tra i giovani attori. Emma ha dichiarato di aver avuto un debole per Tom Felton (Draco Malfoy), mentre scopriamo attraverso una lettera inedita che Daniel Radcliffe (Harry Potter) era totalmente perso per Helena Bonam Carter (Bellatrix Lestrange): le scrisse addiruttura che avrebbe voluto nascere un decennio prima per avere qualche chances con lei!

Veniamo a sapere poi che l’attore che interpreta Lucius Malfoy, Jason Isaacs, inizialmente fece il provino per un altro personaggio, Gilderoy Allock, deciso a non accettare nuovamente un ruolo da cattivo, dopo quello interpretato in Peter Pan. Fu invece proprio questo suo atteggiamento sprezzante e irritato che gli fece guadagnare il ruolo del padre di Draco.

Infine, qualche simpatica chicca legata alla realizzazione tecnica di alcuni particolari dei primi film, che oggi probabilmente sarebbero stati prodotti in computer grafica. La fenice Fanny, ad esempio, era un animatronix, ma l’attore che interpretò Silente nei primi due film, Richard Harris, era convinto fosse un animale vero! Nessuno gli rivelò mai la verità…

Un’altra curiosità riguarda le suggestive candele sospese in aria nella Sala Grande: erano vere candele legate a fili trasparenti! Daniel Radcliffe racconta divertito di quella volta in cui le fiamme bruciarono i fili e le candele caddero tra i tavoli!

3. L’amicizia sopra ogni cosa

Un altro elemento che come per magia è passato dalla creazione fantastica alla realtà è l’importanza dell’amicizia. Questo sentimento agisce in maniera profonda all’interno della saga e, insieme all’amore, è struttura portante della storia. Così come i tre protagonisti, anche gli attori, cresciuti praticamente insieme, sono legati da un’amicizia straordinaria che sopravvive al passare del tempo.

Particolarmente emozionante è stato il momento tra Emma Watson e Rupert Grint, durante il quale i due rievocano scherzosamente l’imbarazzo del bacio dell’ultimo film per poi dichiararsi il proprio affetto. “I love you… as a friend”, specifica Rupert, per non creare fraintendimenti tra i fan! Nonostante il tentativo di sdrammatizzare, l’emozione è palpabile e si notano gli occhi lucidi di Emma.

Interessante è anche il rapporto tra Daniel Radcliffe e Gary Oldman, molto simile a quello dei personaggi che interpretano. Dopo un’iniziale soggezione dovuta alla profonda stima e ammirazione del giovane Daniel per il noto attore inglese, la relazione tra i due diventa esattamente come quella tra Harry e Sirius Black: figlioccio e padrino, un padrino che è insieme padre, fratello maggiore e amico.

4. La rivincita dei “diversi”

Alla reunion ha preso parte anche Evanna Lynch, alias Luna Lovegood, il personaggio più stravagante dell’intera saga. La giovane attrice rivela di essere una delle poche fortunate “amiche di penna” di J.K. Rowling. Ben prima di ottenere la parte nel film, infatti, la giovane scrisse una lettera all’autrice per ringraziarla: grazie alla sua opera letteraria, finalmente, non si sentiva più sola e fuori posto. Evanna ebbe la fortuna di ricevere una risposta dalla stessa Rowling e ovviamente appena furono annunciati i provini, aperti a tutti, si precipitò a Londra. L’incredulità di trovarsi di fronte a quei personaggi che fino ad allora aveva visto solo dietro uno schermo le conferì quell’aria spaesata e “svanita” che contraddistingue il personaggio, di cui ottenne immediatamente il ruolo.

Il personaggio di Luna, insieme a quello di Neville Paciock e dell’elfo domestico Dobby rappresenta la rivincita dei cosiddetti “misfits”, di tutti coloro che per qualche ragione sono considerati “diversi” e per questo discriminati ed emarginati dalla società. Essi hanno un ruolo centrale nella storia e sono tra i personaggi più amati dai fan.

5. Il ricordo di chi non c’è più

Infine, la parte decisamente più toccante e commovente è stata la commemorazione di tutti quegli attori che sono scomparsi troppo presto, in particolare Richard Harris (il Silente dei primi due film), Helen McCroy (Narcissa Malfoy) e Alan Rickman (Severus Piton). Quest’ultimo, interprete di un personaggio chiave di tutta la storia, era l’unico a conoscerne la conclusione prima che venisse scritta. Fu la stessa Rowling a rivelarglielo per permettergli di interpretare al meglio la parte. “Quelli che ci amano non ci lasciano mai veramente…” a queste parole, pronunciate nel film da Sirius Black, le lacrime sono praticamente incontenibili.

Allo stesso modo emozionanti e struggenti sono le parole di Robbie Coltrane (Hagrid):

“Tra 50 anni i figli dei miei figli vedranno ancora Harry Potter. Peccato che io non ci sarò più, ma Hagrid sì”.

Una reunion da vedere, nonstante qualche mancanza

Non mancano ovviamente, nello speciale, alcune imprecisioni e difetti che sono stati notati dagli spettatori più attenti. Ad esempio una foto d’infanzia di Emma Watson che in realtà ritrae un’altra attrice, Emma Roberts, oppure lo scambio (voluto?) dei nomi degli attori dei due gemelli Weasley.

Si fanno sentire poi alcune assenze importanti come quelle di Micheal Gambon, interprete di Silente dopo la morte di Harris, della grande Maggie Smith alias Minerva McGranitt e, naturalmente, di colei che ha inventato tutto questo: J.K. Rowling. Riguardo alla scrittrice, in un primo momento sembrava fosse stata esclusa dallo speciale per via delle sue recenti e controverse dichiarazioni nei confronti delle persone transgender. In realtà, pare che la stessa autrice abbia rifiutato l’invito, ritenendo sufficienti le interviste di repertorio del 2019.

Nel complesso, comunque, Harry Potter 20th Anniversary: Return to Hogwarts è uno speciale che ogni fan della saga dovrebbe vedere per celebrare un’opera che non è solo letteraria e cinematografica, ma è molto di più. È un mondo intero, è un rifugio, è casa.

Francesca Papa

Sono laureata in Italianistica e insegno lettere. Amo la letteratura e tutto quello che riguarda la lingua italiana, ma sono anche una grande appassionata di serie tv e di musica.

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