Hermione Granger: un’eroina contro le discriminazioni

Hermione Granger è senza dubbio uno dei personaggi più ammirati e apprezzati dai fan della saga di Harry Potter. Non è difficile intuirne le motivazioni.

Hermione, con la sua intelligenza, la sua arguzia e il suo coraggio, smentisce lo stereotipo della “secchiona sfigata” a cui eravamo abituati e si presenta come una vera e propria eroina moderna. D’altronde diciamocelo: senza di lei, il grande (ma un po’ sprovveduto) Harry Potter non sarebbe letteralmente sopravvissuto al primo anno di scuola.

Hermione Granger: i genitori e le origini babbane

Hermione Jean Granger, questo il nome completo, nasce in una famiglia di babbani, cioè non maghi. I genitori di Hermione sono dei semplici dentisti e, soltanto il giorno del suo undicesimo compleanno, scoprono di avere una figlia con poteri sovrannaturali e che per i successivi sette anni avrebbe frequentato la Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts. Da quel momento, la piccola Hermione, fedele alla sua indole, inizia a informarsi, a leggere e a studiare libri di ogni tipo per conoscere quanto più possibile quel mondo a cui, fino ad ora, apparteneva inconsapevolmente.

Non è difficile immaginare come la Granger si distingua subito come “la strega più brillante della sua età”. La sua propensione per lo studio, l’intelligenza, la creatività e l’ingegno l’avrebbero resa un valido membro della casa dei Corvonero, caratterizzati proprio da queste qualità. Tuttavia, dopo alcuni minuti in più del normale, il Cappello Parlante smista Hermione tra i Grifondoro riuscendo a intravedere in lei il grande coraggio che la contraddistinguerà nella saga.

A Hogwarts, comunque, le sue origini babbane non passano inosservate: verrà, infatti, presa di mira da alcuni maghi “purosangue” e definita da Malfoy una “mudblood” ossia una “sanguemarcio”.

La purezza della razza in Harry Potter

La questione della “purezza della razza” è un tema ricorrente nei romanzi che, seppur declinato in un mondo fantastico fatto di magie e incantesimi, avvicina i giovani lettori ai problemi legati ai pregiudizi e alle discriminazioni. Il pubblico più adulto potrà interpretare tutto questo come un richiamo alla storia del periodo nazista, con un accostamento non troppo azzardato tra le figure di Voldemort e di Hitler. Se per quest’ultimo le “razze inferiori” da eliminare per preservare la purezza della razza ariana erano ebrei, omosessuali, zingari e disabili, per Voldemort erano da sterminare tutti i mezzosangue, i sanguemarcio, i babbani e i magonò. Entrambi si rendono così responsabili di un terribile olocausto. Inoltre, così come Hitler era tutt’altro che un ariano biondo, alto e prestante, anche Voldemort non rispecchiava il perfetto purosangue poiché il padre era un babbano privo di qualsiasi potere magico. Anche dopo la caduta di Voldemort, poi (così come dopo la morte di Hitler), le sue idee continuano a circolare tra i suoi ex seguaci e le loro famiglie, tra cui, appunto, i Malfoy.

L’evoluzione del personaggio di Hermione

Sin da subito, dunque, Hermione deve fare i conti con il razzismo e con le discriminazioni che si aggiungono alle insicurezze tipiche di una ragazzina di undici anni. Si tratta di problematiche estremamente attuali che poco hanno a che fare con magie e incantesimi. La piccola Granger, infatti, ci mostra che per affrontarle non è necessaria una bacchetta magica, ma basta un pizzico di determinazione, un’amicizia sincera e una passione smodata per la conoscenza.

Ciò che induce molti fan ad amare Hermione è poi l’importante evoluzione e crescita del suo personaggio. Inizialmente, infatti, appare chiusa in una rigidità fatta di libri e di regole, ma con il passare del tempo la sua mentalità diventa molto più flessibile. Capisce che gli eventi prendono spesso pieghe inaspettate e che talvolta vi sono delle priorità che prescindono dalle regole prestabilite. Rimane convinta che è bene rispettare le autorità, ma non quando queste ultime mettono a rischio la sicurezza e i diritti degli altri. 

Hermione Granger e l’impegno sociale

Questa consapevolezza, unita alla sua profonda empatia, renderà inevitabile il suo impegno sociale contro le discriminazioni e le disuguaglianze. In particolare, Hermione si interessa della condizione degli elfi domestici, creature magiche schiavizzate dagli umani che possono essere liberate solo se il padrone regala loro un indumento. Anche a Hogwarts vivono degli elfi domestici che lavorano nelle cucine e Hermione decide di battersi per i loro diritti e di fondare un’associazione a favore della loro liberazione (il C.R.E.P.A.: Comitato per la Riabilitazione degli Elfi Poveri e Abbrutiti), cucendo per loro calzini e cappelli. Anche in questo caso J.K. Rowling utilizza questo espediente come metafora per parlare delle disuguaglianze e dello sfruttamento dei più deboli nel mondo contemporaneo. Così la tematica della lotta per i diritti uguali per tutti si presenta nei romanzi in modo leggero ma incisivo, capace di parlare ai lettori, soprattutto ai più piccoli facendosi spazio nelle loro coscienze in formazione.

L’attualità del personaggio di Hermione

Hermione Granger oggi avrebbe 41 anni e sarebbe attualmente Ministra della Magia nel mondo creato da J.K. Rowling. Un’altra conquista nella sua lotta contro le disuguaglianze e le discriminazioni. Hermione sarebbe, infatti, la prima persona a capo del Ministero del mondo magico ad avere origini babbane e ad essere una donna. Un po’ come se come presidente degli Stati Uniti venisse eletta una donna di colore: una vera rivoluzione!

Francesca Papa

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