Cenerentola 2021: quando e dove esce il live action con Camila Cabello?

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I sogni son desideri, chiusi in fondo al cuor… Quanti di noi sono cresciuti cantando le canzoni di Cenerentola? Ebbene, tutti gli amanti della Disney anche quest’anno avranno la loro dose di principesse moderne. Dopo la Cenerentola con Lily Allen (2015), arriva in streaming un nuovo musical, per la regia di Kay Cannon. Protagonista la talentuosa Camila Cabello. Cenerentola, quindi, non sarà bionda, ma sarà una fantastica latina!

Da settembre 2021 su Amazon Prime Video

Cenerentola di Kay Cannon con un cast di star, tra cui la cantautrice nominata ai Grammy Camila Cabello, Idina Menzel e Billy Porter, sarà disponibile in esclusiva su Prime Video in 240 Paesi e territori nel mondo in settembre. L’attesissimo musical include sia canzoni pop di artisti internazionali contemporanei sia canzoni originali di Camila Cabello e Idina Menzel.

Come ha dichiarato Jennifer Salke, Head of Amazon Studios:

“Cenerentola è un classico che noi tutti conosciamo e amiamo, ma questa volta avrà un tocco inedito e moderno, e sarà interpretato dalla sensazionale Camila Cabello e da un cast di grandi star. Il produttore James Corden e il team creativo sono partiti da questa fiaba amata da tutti e l’hanno rinnovata in una prospettiva fresca e stimolante che piacerà al pubblico e alle famiglie di tutto il mondo. Non potremmo essere più entusiasti di poter far cantare e ballare i nostri clienti sulle note della rivisitazione di Kay Cannon di questo classico.“

Trama del nuovo live action

Cenerentola è un’audace nuova rivisitazione in chiave musical della favola tradizionale con cui tutti siamo cresciuti. La nostra eroina (Cabello) è un’ambiziosa giovane donna con sogni più grandi del mondo in cui vive, ma con l’aiuto di Fab G (Billy Porter), riuscirà a perseverare e infine a realizzare i suoi desideri.

Cast: il principe non è Shawn Mendes

Scritto e diretto da Kay Cannon, con cover di canzoni scritte da alcuni degli artisti musicali più popolari di sempre, Cenerentola conta su un cast di star che include Idina Menzel, Minnie Driver, Nicholas Galitzine, con Billy Porter e Pierce Brosnan. Insomma, il fidanzato storico di Camila non è stato scelto per fare il principe nonostante sia un bravo cantante: peccato! I produttori sono James Corden, Leo Pearlman, Jonathan Kadin e Shannon McIntosh, gli executive producers sono Louise Rosner e Josephine Rose.

Trailer

Vedendo il trailer ci confortiamo subito: nonostante la rivisitazione in chiave moderna, i topini ci saranno e la carrozza pure. Eccolo qui!

Recensione

Ecco la nostra Recensione del film!



3 Commenti

  1. Come rovinare una fiaba ……fata madrina gay e nero bah!!!! Non capisco questo volere adattare a tutti costi una fiaba scritta dai fratelli Grimm e Perrault al politicamente corretto . E bastaaaaa 🤬🤬👺🤬🤬🤬

    • Per ulteriori approfondimenti sul politicamente corretto chiedere a Walt Disney, visto che l’originale dei Grimm si conclude con: “Quando stavano per essere celebrate le nozze con il principe, arrivarono le false sorellastre: esse volevano ingraziarsi Cenerentola e partecipare alla sua fortuna. All’entrata della chiesa, la maggiore si trovò a destra di Cenerentola, la minore alla sua sinistra. Allora le colombe cavarono un occhio a ciascuna. Poi, all’uscita, la maggiore era a sinistra e la minore a destra; e le colombe cavarono a ciascuna l’altro occhio. Così esse furono punite con la cecità per essere state false e malvagie”.

  2. In realtà io trovo che sia davvero difficile “rovinare” una fiaba quando si cerca di farla sopravvivere attraverso una contestualizzazione delle nostre dinamiche sociali e culturali. Sperare che le fiabe, esattamente come il mito, debbano rimanere uguali alla “versione originale” (anche se non esiste una versione originale in senso assoluto) vuol dire volere la morte stessa di questi generi: il mito greco veniva tramandato oralmente prima che lo mettessero per iscritto per la prima volta, così come le fiabe hanno una derivazione popolare, tramandate oralmente anch’esse di generazione in generazione. I Grimm e Perrault hanno dato un importantissimo contributo alla cultura europea e non, ma pretendere che rimangano sempre ferme al nostro modello preferito vuol dire eliminare l’inevitabile sviluppo che, per una semplice questione di sopravvivenza, spetta a questi generi.
    Per quanto riguarda il “politicamente corretto” o, come preferirei io, “la tutela di minoranze che per secoli sono state considerate ingiustamente inferiori” (forse così siamo più realistici), la Disney non fa altro che tentare di riportare in luce le problematiche dei nostri giorni. Che poi la Disney faccia prodotti di “massa” mi sta anche bene. Però, Signor Marco, se Lei è così tanto snob verso i prodotti di massa perché è qui a leggere questa recensione? Non capisco.
    Ma, visto che Lei è sdegnato da questa decadenza del genere delle fiabe, sicuramente avrà letto, oltre ai suoi autori preferiti, anche la Carter, autrice di nicchia, che in “Notti al Circo” gioca e mette in parodia diversi elementi della fiaba e del mito greco. Questa operazione serve per mettere in luce la libertà del corpo della donna. Oppure lei sicuramente avrà letto anche “La camera di sangue”, dove sempre la Carter rivaluta fiabe e favole della tradizione, dove la donna è sempre oggetto dei desideri degli uomini, per darle una maggiore autonomia fisica e intellettuale. La Carter ha cambiato il genere letterario attraverso il, come dice Lei, “politicamente corretto”, dando inizio ad una riflessione che, per fortuna, avrebbe avuto una lunga durata. Un’altra autrice che ha usato il mito e la fiaba in modo innovativo è la Winterson in Oranges are not the only fruit, racconto autobiografico sulla sua omosessualità. Sicuramente Lei avrà presente anche questo testo, abbastanza poco “di massa” e pieno di “politicamente corretto”. Lei, Signor Marco, mi fa venire in mente, per la sua acuta riflessione, alcuni versi di Marziale:
    “Nosses iocosae dulce cum sacrum Florae
    festosque lusus et licentiam uolgi,
    cur in theatrum, Cato seuere, uenisti?
    an ideo tantum ueneras, ut exires?”

    Comunque ottima recensione!

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