IT il film: una grande storia di amicizia, prima che di paura

it film 2017

Il ritorno di IT è il più atteso dell’anno. Non solo perché è uno dei capolavori di Stephen King, ma perché è stato il vero incubo della nostra infanzia.

Tutti quelli che, come me, sono cresciuti negli anni Novanta non hanno potuto fare a meno di confrontarsi col clown assassino. La miniserie diretta da Tommy Lee Wallace ebbe un successo clamoroso, un successo difficile da emulare. Per questo motivo a vedere il film di IT ci si va con la paura, ma non quella dovuta ai denti aguzzi di Pennywise, bensì quella infida che si cela nell’animo di chi sa che ci sono pietre miliari difficili da scalfire.

Il film diretto da Andrés Muschietti ci riesce con classe e non solo perché ha dalla sua vent’anni in più di effetti speciali. È difficile non fare paragoni tra le due versioni, forse quasi impossibile, ma quella recente non  ne esce sconfitta, semplicemente perché è molto diversa dalla precedente. Nel senso che passa al crivello dettagli tralasciati dalla miniserie, focalizzandosi su nuovi punti di vista.

Non aspettatevi un triste remake, quindi, uno di quelli che vi farà rimpiangere la storica serie. IT non solo è tornato, ma vive davvero una seconda volta in questa pellicola. I personaggi, ovviamente, sono quelli che ci hanno fatto innamorare: i magnifici sette perdenti di Derry che uniscono le forze per sconfiggere l’entità demoniaca che sta sterminando tutti i bambini della città.

it 2017 al cinema

Nel film troviamo molto accentuate le parti dedicate al bullismo e agli abusi familiari, ma anche le scene horror sono più crude di quelle della miniserie.

La psicologia dei sette protagonisti viene indagata in maniera più profonda, pur delineando “maschere” già note. Il cast, va detto, è sensazionale. Primo su tutti Finn Wolfhard, già apprezzato in Stranger Things, nei panni di Beep Beep Richie, un personaggio che fa sorridere per tutto il film.

Azzeccato anche Jaeden Lieberher nei panni di Bill, il piccolo leader dal cuore d’oro che vuole ritrovare suo fratello. Sempre coraggiosa, ma in questo film molto più tosta e più “donna”, la Beverly interpretata da Sophia Lillis. Per non parlare di Eddie (Jack Dylan Grazer), la cui ipocondria prende una piega davvero esilarante. Viene dato molto più spazio all’acume di Ben (Jeremy Ray Taylor), e forse ci rimettono un po’ Stanley (Wyatt Oleff) e Mike (Chosen Jacobs), che passano alquanto inosservati.

Immancabile il cattivo, Henry Bowers (Nicholas Hamilton), un altro personaggio che vive uno sviluppo emotivo intenso, molto più caratterizzato rispetto al ruolo del semplice bullo della scuola.

Infine, com’è il nuovo IT? Terribilmente giocoso e molto più infido. Lo interpreta il giovanissimo (classe Novanta!) Bill Skarsgård.

Parlando di questo team di giovanissimi è impossibile non comprendere il fascino della storia, ma soprattutto il motivo per cui ha colpito nel profondo tutti coloro che l’hanno vista in TV da bambini. IT, prima di essere una favola dell’orrore, prima di essere un film che fa paura, è un’esperienza emozionante.

Rivederlo ha fatto vibrare nuovamente corde conosciute. Corde di dolore, in ogni scena di Bill che pensa al piccolo Georgie mentre rincorre la barchetta e svanisce sotto al temporale, ma soprattutto corde di amicizia, quella vera. Quella che non conosce timori, se non quelli umani, ma che di fronte al pericolo diventa straordinaria, come le persone che hanno la fortuna di viverla appieno.

Questi sono solo alcuni dei motivi per cui dovreste andare a vedere IT al cinema, ma ce ne sono molti altri. Le parole sembrano non essere mai abbastanza per descrivere questo film.

Non vi resta che mettervi in fila per il 19 ottobre e tenervi pronti, perché sta per arrivare anche il capitolo due.

Alessia Pizzi

 

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