Vocabolario Rocci 2020: nuova edizione sessista

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Dai Greci abbiamo solo da imparare… come controllare le donne.

Non è un titolo provocatorio, ma il messaggio che inviava un post sulla pagina facebook del Vocabolario di Greco Rocci dedicato alla traduzione della parola “gineconomo” – ovvero l’addetto al controllo dei costumi femminili – e preceduto dalla didascalia:

“Dagli antichi Greci abbiamo solo da imparare…”

Il social media manager del noto vocabolario greco la combina peggio di quello del papa che va in giro a mettere likes ai fondoschiena su Instagram. Con la differenza che se il secondo sembra solo umanamente sbadato, il primo ci fa paura sul serio.

La genesi del misfatto

L’associazione Glaucopis, di cui fa parte il nostro ex redattore Davide Massimo, mi segnala la notizia. Cito il loro chiarissimo post su Facebook per spiegarvi l’antefatto.

Qualche giorno fa la pagina Facebook Vocabolario di Greco Rocci, Nuova Edizione ha pubblicato (in continuità con la propria linea sui social) un lemma dalla nuova edizione del dizionario Rocci: “γυναικονόμος, ‘gineconomo’, magistrato in Atene e al.e città gr., ispettore o sorvegliante dei costumi, dell’abbigliamento, delle donne” [fin qui il lemma citato dal dizionario], seguito da una nota redazionale della pagina social che recita “Dagli antichi Greci abbiamo solo da imparare…”.

Il post ha suscitato un’indignazione più che legittima, che ha spinto la pagina a rimuovere il post (che figura ancora tra le immagini di copertina). Oggi è seguito un secondo post che riportiamo per intero:

“Su gentile richiesta abbiamo rimosso il post che ha urtato molte sensibilità!”.

Com’era prevedibile, si è scatenata la guerra dei commenti, fra cui spiccano i messaggi degli utenti indignati per la vicenda e quelli indignati per chi si è indignato per la vicenda. Facciamo un po’ di ordine. Gli indignati ‘di secondo grado’, fieramente contrari a una presunta ‘dittatura del politicamente corretto’, sostengono non si possano applicare standard moderni alla cultura degli antichi greci. Tuttavia, il commento redazionale ‘dagli antichi Greci abbiamo solo da imparare…’ non risale al V secolo avanti Cristo ma al dicembre 2020.

Come non condividere il pensiero dell’associazione? Sarebbe assurdo pensare che il pensiero greco antico non sia maschilista: il patriarcato su cui si fondavano i capisaldi dell’antichità ha dato origine all’asimmetria sessuale di cui parliamo ancora oggi.

Il contentino

Ma è possibile che si commettano ancora scivoloni di questo genere? La risposta è sì, perché siamo umani e in via di apprendimento. Ma è ancora possibile, allora, che dopo lo scivolone non vi siano scuse? La risposta della pagina facebook sembra quasi ironica. Scusateci se abbiamo urtato qualche sensibilità. Come se con la cancellazione della didascalia abbiano offerto misericordiosamente il contentino alla parità di genere.

Il problema non è solo che qualcuno nel 2020 asserisca ancora che ci sia bisogno di imparare dagli antichi come si controlla una donna (perché il messaggio, nemmeno troppo latente, è questo), ma che sia un esperto (o presunto tale) della comunicazione a scrivere frasi di questo tipo. Io per prima, che ho spesso riscontrato nei colleghi uomini la difficoltà ad approcciare alla tematica di genere sui Social Network, non riesco a capacitarmi di come si possa pubblicare una frase così retrograda, magari credendo pure di suscitare ilarità. Come una sgomitata goliardica al bar quando passa una bella bionda, insomma.

E la cosa più grave è che sia un simbolo della cultura antica a mandare un messaggio così infelice: dopo il tweet di Laterza e questo exploit, cos’altro dobbiamo aspettarci? Chi dobbiamo prendere come punto di riferimento a livello culturale? Io che ho sfogliato il Rocci per oltre 10 anni della mia vita pretendo di più da chi ha la responsabilità di gestirne i canali di comunicazione, perché qui si gioca con la reputazione di un Brand e con i valori di un’istituzione.

Forse dovrei pensare che il social media manager del Rocci si sia identificato talmente tanto nella pagina Facebook che gestisce da diventare portatore di una opinabile antica “verità”. Sarebbe più facile che accettare la possibilità che qualcuno, ancora oggi, pensi di trasmettere un valore antico mentre diffonde un messaggio di prevaricazione.

Alessia Pizzi

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