Cultura -IN- Mente: il sesso forte è anche debole. E viceversa

cultura-in-mente- sesso forte sesso debole
ATTENZIONE! Questo articolo NON è adatto a persone prive di ironia.

Prima di iniziare, occhio alla Treccani:

debole /’debole/ (ant. o region. debile) [dal lat. debĭlis]. – ■ agg. 1.  debilitato, fiacco, fragile, gracile, indebolito, stanco. ● Espressioni: fig., scherz., sesso debole →  2. (estens.) a. [che ha poca resistenza o solidità: tavolo d.] ≈ delicato, fragile. ↔ resistente, robusto, solido. ↑ indistruttibile.

Secondo Caroline Criado Perez, autrice del libro Invisibili (Einaudi), la persona umana di riferimento nell’immaginario comune è un uomo bianco.

Tutto viene pensato, creato e diffuso per soddisfare i suoi desideri, persino la realizzazione delle tratte stradali. Che fortuna!

Il mondo pensa maschio: ci sarà un perché?

Noi donne dalle gambe brune, per dirla alla Anne Sexton, siamo quelle che piangono nei momenti meno opportuni – e quanto ci rode per questo. Non dico che sia sbagliato o giudicabile, ma quanto sarebbe più bello restare impassibili durante una lite sul posto di lavoro, ad esempio? Eppure gli ormoni non salvano proprio nessuna di noi.

Noi siamo quelle che si impanicano in attesa del ciclo – a volte anche se durante i rapporti sessuali sono state usate le corrette precauzioni – siamo quelle che si devono sentir dire dall’uomo di turno “stai tranquilla”, quando sappiamo perfettamente che quello di cui si parla è il nostro corpo.

Tu staresti tranquillo se dovessi condividere il tuo corpo con un altro essere vivente (l’uomo, padre di tuo figlio), o forse due (tuo figlio)?

Sicuramente sì: sei il sesso forte! Essere uomo deve essere un’esperienza meravigliosa! If I were a boy, lo cantava persino Beyoncé.

Gli uomini per me sono “I freddi”, un po’ come gli alieni, “I grigi”. Io li guardo proprio come se fossero degli alieni, i portatori dell’alterità. Ma in realtà, per la società, le aliene, la fauna a parte – per scomodare anche Oriana Fallaci – siamo noi.

Mi sono sempre trovata bene con gli uomini. Razionali, cauti, appunto “freddi, spesso solo in apparenza. Ma quanto sono bravi? Quando gli chiedi le priorità della vita ti rispondono: il lavoro, la famiglia, qualcuno aggiunge la fica, “una ragazza con la testa apposto” – e qui chiudo parentesi perché era meglio la fica – altri ancora mi hanno nominato gli investimenti. Per alcuni forse c’è anche il calcio.

Insomma, sarebbero questi i valori degli uomini, che si nascondono dietro la vita pratica pur di non avere a che fare con i sentimenti, o peggio… con la verità dei loro sentimenti.

Loro sono quelli delle scelte pratiche o delle non scelte, come spiega benissimo Lacci, film che dovreste tutti vedere. Ma saranno davvero felici così?

Sarà davvero così meraviglioso vivere in un mondo creato su misura per te? Perché mi viene il dubbio che anche un uomo, quindi, debba rispettare certi canoni, altrimenti è debole, o PEGGIO, frocio.

Secondo la letteratura internazionale la donna sa esprimere meglio i propri sentimenti. Secondo gli stereotipi, invece, le donne sono troppo emotive, non sanno gestire lo stress: non a caso vengono definite il sesso debole.

Sarà per questo che Anne Sexton, dopo essere scappata col compagno, averlo spostato e aver dato alla luce due bambini in una splendida cornice borghese, si è suicidata nonostante avesse scoperto in psicoterapia il potere della poesia?

Sarà per questo che Eleonor Marx, nonostante fosse la degna erede di sui padre, militante socialista attiva per i diritti delle donne, si è suicidata, dopo l’ennesimo tradimento del marito?

Sarà per questo che le donne sono invisibili, nonostante tutto? Spesso più famose per la loro morte drammatica – indotta da terzi, tra l’altro, che per il loro genio (vedi Ipazia).

Eppure…

Secondo i dati ISTAT dell’“Indagine sulle cause di morte”, nel 2016 in Italia il 78,8% dei morti per suicidio sono uomini.

Ma certo, le donne oggi non hanno più bisogno di uccidersi. Basta chiedere al partner!

Il report rilasciato dal “Servizio analisi criminale interforze del Ministero dell’Interno” afferma che sono state uccise 59 donne in Italia nel primo semestre del 2020: se nel 2019 costituivano il 35% degli omicidi totali, quest’anno l’incidenza si attesta al 45%.

Il lockdown ha proprio dato i suoi frutti. Il 77% degli omicidi sono avvenuti in ambito familiare ed affettivo avendo come protagoniste le donne.

Molte non denunciano: secondo l’Istat il 13,7% delle donne vittime di violenze, molestie o stalking non avrebbe denunciato per paura di una reazione violenta da parte dell’aggressore. Ma come ci spiegano benissimo serie tv come Unbelievable, il problema della credibilità va oltre la violenza stessa.

Non mi credono quando denuncio uno stupro, perché dovrebbero credermi quando denuncio il mio ex che mi perseguita o mi minaccia?

Per questo a volte parlano le morti e non le vite. Parlano le lapidi e non le denunce.

Quindi, riprendendo la Treccani e ricordando quanto alcune espressioni siano radicate nel nostro lessico: per un gioco di sinonimi e contrari, se la donna è il sesso debole, è delicata, l’uomo è il sesso forte, è indistruttibile.

Eppure, a volte, la donna è indistruttibile, se sopravvive ad uno stupro o all’acido tirato in faccia. E l’uomo è delicato, se ha paura di guardare in faccia la profondità di ciò che prova perché gli hanno insegnato che deve essere duro.

Come si spiega?

A tanti mali indusse… il patriarcato. E se le donne sono state private per secoli della possibilità di essere forti, quanto è stato tolto anche all’uomo? Con la differenza che la maggior parte delle donne oggi sa quanto ha perso, e la società glielo riconosce; mentre gli uomini forse non hanno ancora preso coscienza di quello che gli è stato tolto, cioè la possibilità di essere deboli, né sono legittimati dalla società a piangere questa perdita (figuriamoci, quindi, se possono piangere in ufficio per una litigata col capo).

Vogliamo ricordare come viene trattato in Italia un padre divorziato? Come inadatto a prendersi cura del proprio bambino, ma super adatto a mantenerlo economicamente.

Lungi da me giustificare gli uomini violenti, naturalmente. Dico solo che l’uomo violento spesso è dominato dalla rabbia, dal senso di impotenza nei confronti della donna: sfoga le emozioni con la violenza. Per questo prevarica fisicamente, ovvero nell’unico modo in cui sa di avere ancora potere. Non è questa debolezza?

La società patriarcale ha sfornato delle eterne bambine e degli eroi sentimentalmente muti. Il sesso quindi è debole, in entrambi i casi.

Bisognerebbe solo capire che l’emotività spesso è sinonimo di profondità: una dote imprescindibile (e senza genere) per portare la verità nelle nostre vite e non avere paura di viverle secondo il nostro verbo. Che poi è l’unico che conta davvero.

Non sarebbe meraviglioso se riuscissimo ad effettuare un matrimonio di contrari, senza pensare che la forza o la debolezza siano legate ad un genere?

Forse una mente puramente maschile non può creare e lo stesso vale per una mente puramente femminile… È fatale essere un uomo o una donna puramente e semplicemente; dobbiamo essere una donna-maschile o un uomo-femminile… Ci deve essere una qualche collaborazione nella mente fra la donna e l’uomo prima che possa compiersi l’atto della creazione. Ci deve esser un matrimonio dei contrari. (Virginia Woolf)

P.S. Tranquill*, non significa che da oggi dovete vestire tutti col nuovo “Rosso Ciclo” di Pantone.

https://www.instagram.com/p/CFufykoAYqq/

Alessia Pizzi

Lascia un commento

Lascia un commento!
Inserisci il tuo nome qui