“Surviving Summer”: surf, amicizia e spiriti ribelli

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Su Netflix è arrivato un nuovo teen drama intitolato Surviving Summer – Un’estate travolgente, una serie tv composta da dieci episodi e ambientata nel magico mondo del surf.

La trama

Summer Torres è una “punk-rock girl”, una skater newyorkese che, dopo l’ennesima bravata è stata espulsa da scuola e, di conseguenza, è stata spedita in Australia, nella piccola città di Shorehaven dove sua madre è cresciuta a pane e surf.

Qui la giovane adolescente ribelle è ospitata dai coniugi Gibson, amici di famiglia, che non riescono a gestire il suo spirito ribelle né il suo desiderio di rientrare quanto prima a New York. Dopo un primo tentativo di fuga fallito, Summer comincia ad abituarsi all’idea di trascorrere l’estate “dall’altra parte del mondo”, si lascia andare e, grazie al suo carattere non tarda a entrare nel giro.

Tra le nuove amicizie c’è quella con Ari, il figlio maggiore dei Gibson, un giovane surfista pieno di talento, che però deve fare i conti con un incidente traumatico.

A Shorehaven Summer passerà un’estate indimenticabile.

La recensione

Surviving Summer è sicuramente una serie dal sapore estivo, da gustarsi nei pomeriggi afosi ma senza troppe aspettative. Questo prodotto risulta, infatti, poco convincente sotto diversi aspetti.

La serie non presenta una trama complessa e ripropone alcuni dei meccanismi del teen-drama adattandoli al contesto: un paesino australiano in cui tutti sono pazzi per il surf, il vero protagonista di questo teen-drama. A questo sport sono dedicati tanti minuti in montaggio e in ogni puntata non mancano scene in cui i protagonisti cavalcano le onde.

I temi trattati sono lo scontro generazionale tra genitori e figli; l’adolescenza come fase ribelle per molti teen-ager; i primi amori; i tradimenti di alcuni amici. Questi argomenti sono affrontati in modo edulcorato e superficiale. Si ha l’impressione che la serie sia rivolta, più che agli adolescenti, ai pre-adolescenti. Basti pensare al fatto che in dieci puntate si vedono solo due casti baci, un po’ pochi considerando la quantità degli amori sbocciati nel gruppo di surfisti.

La serie finisce spesso per essere prevedibile e, di conseguenza, le vicende appassionano fino ad un certo punto e non creano coinvolgimento. Inoltre la narrazione è fuori dal tempo e sembra incoerente rispetto all’epoca in cui viviamo. La tecnologia è relegata a un ruolo marginale: i protagonisti della storia non comunicano mai utilizzando chat o social, per fare un esempio. Lo spettatore ha quasi l’impressione di essere tornato negli anni Novanta, quando, al massimo, per mettersi d’accordo ci si faceva una chiamata telefonica.

Anche la meravigliosa colonna sonora funziona come una capsula del tempo e ha un indiscutibile effetto nostalgia. Da Sweet Disposition dei Temper Trap a Midnight City degli M83 la serie fa fare un dolce-amaro tuffo nel passato. Forse la musica è l’unico elemento “travolgente” della serie.

Valeria de Bari

IL VOTO DEL PUSHER
Trama
Personaggi
Comparto tecnico
Sceneggiatrice, chitarrista, poetessa, pittrice: quello che sogno di diventare da grande. Ops ... sono già grande. Amo la musica (soprattutto il punk, il rock e le loro derivazioni), le immagini-movimento e l'arte del racconto (o come si dice oggi lo "story telling"). La mia vocazione è la curiosità. That's all folks

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