Only murders in the building 2: recensione del nono episodio

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Ecco la coda della seconda stagione, con l’adrenalina a mille, la curiosità che non mi fa dormire la notte, le decine di teorie che mi spaccano la testa! Per chi è abituato alle serie con stagioni autoconclusive, OMITB non fa per voi: qui bisogna ricordarsi ogni cosa, ogni dettaglio, anche detto di sfuggita 15 episodi prima. In fondo, per essere dei bravi investigatori questo è quello che va fatto.

Il nono episodio, “sparring partners”, ci fa cuocere a fuoco lento, perché ricuce le sottotrame che per quasi due stagioni abbiamo seguito, a volte anche distrattamente. Invece, come nei puzzle che Mabel ama tanto, ogni tessera è preziosa per il quadro d’insieme. Ce lo fa capire Alice, la gallerista ambigua, che chiede perdono a Mabel portandole appunto un puzzle molto significativo: rappresenta Mabel con in mano lo smartphone, mentre ascolta All is Not OK in Oklahoma. Di questo podcast ne abbiamo sentito parlare addirittura nella prima puntata della prima stagione, perché i tre protagonisti lo ascoltavano contemporaneamente ed è stata la scintilla per unire il trio. Ovviamente era condotto da Cinda, la podcaster avversaria di Mabel, Charles e Oliver.

All is Not OK in Oklahoma: un vecchio podcast con molti indizi

Mabel si confronta con il detective Kreps: se è certo che sia lui l’uomo brillantino, non per forza è il killer di Bunny. Infatti è solo un poliziotto corrotto, che per amore di una donna intelligente e brillante, si presta a trafugare prove dall’archivio o a cambiare il corso delle indagini a suo favore. Questa donna è Cinda, che ha l’abitudine di circuire i poliziotti per portare nuova linfa ai suoi podcast.

Durante l'ascolto del vecchio episodio del podcast di Cinda Canning, Mabel finalmente mette insieme una parte enorme del puzzle. Il logo che ha visto sullo zaino di Kreps appartiene a un ristorante di pollo in Oklahoma: quindi Cinda e il detective Kreps hanno lavorato insieme sin dall'inizio, mentre indagavano sulla scomparsa di Becky Butler. Per confermare la sua teoria, Mabel va a confrontarsi con l'assistente di Cinda, Poppy White, riguardo alle sue scoperte, ma Poppy è estremamente cauta nel parlare con Mabel e la avverte che Cinda è pericolosa. 
Quindi rivela che la sua vera identità non è Poppy White, ma la scomparsa Becky Butler.

A questo punto il popolo dei fan sicuramente si è lanciato in un collettivo "Oooooohhhhhh" di stupore e di sottile piacere. Chapeau agli sceneggiatori che si stanno giocando questa stagione come una sofisticata partita di poker, in cui ogni carta è svelata lentamente ma con una chiara intenzione.

Il quadro di Charles: un’altra pista?

Già negli scorsi episodi avevamo subodorato che probabilmente ci fossero più persone coinvolte nei vari reati dell’Arconia. L’omicidio di Bunny e la sparizione del quadro possono essere collegati oppure no? Se Cinda è complice nell’omicidio di Bunny per aumentare gli ascolti, chi ha preso il quadro e perché?

Il quadro originale viene scoperto da Oliver e Charles nel cassetto sotto la voliera di Mrs Gambolini, il pappagallo che Bunny ha lasciato ad Oliver (e quindi gli ha lasciato anche un quadro da un milione di dollari?). Allora Charles chiama Leonora -la madre di Bunny- per avvisarla del ritrovamento, ma in un continuo gioco di specchi nessuno è mai chi dice di essere. Scopriamo che la presunta Leonora Folger è in realtà Rose Cooper, autrice (presunta morta) del quadro e amante del padre di Charles.

In un dolcissimo momento, Rose scopre una seconda tela nascosta sotto la prima, che ritrae Charles per mano a suo padre: l’opera le era stata commissionata dal padre di Charles.

Tra un plot twist e un colpo di scena, siamo arrivati alla penultima puntata. Martedì 23 agosto andrà in onda l’ultima, per un finale di stagione che sarà eccezionale!

Micaela Paciotti

Appassionata di moda da sempre, curiosa di tutto, vorrei vivere in mezzo alla natura, ma non riesco a staccarmi da Roma.

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