Only murders in the building 2: recensione dell’ottavo episodio

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“Hello darkness” è il titolo dell’episodio di questa settimana, e rimanda al black out con cui si era chiuso il settimo episodio.

Durante questo black out succede di tutto: nell’Arconia si ritrovano tutti nella hall, tra torce e pigiami nasce del tenero tra Howard e un nuovo affascinante inquilino. Lucy, che è a casa di Charles, è chiaramente il prossimo obiettivo del killer di Bunny, che infatti entra in casa e la insegue per i passaggi segreti. Oliver, Mabel e Charles sono in una tavola calda a tirare le somme dei pochi e confusi indizi che hanno. Seduti al tavolo vicino ci sono i 4 super fan del podcast, che abbiamo già conosciuto nell’episodio 8 della prima stagione.

I fan sono consapevoli che le indagini sono in stallo, così come lo sappiamo noi (e i protagonisti). Le puntate infatti vanno avanti focalizzandosi sulle vite dei singoli personaggi: questo da una parte aiuta noi spettatori ad entrare nel vivo delle dinamiche umane, dall’altra annacqua il ritmo delle indagini e allunga il brodo.

Troppa carne al fuoco?

A due episodi dal finale di stagione, abbiamo troppa carne al fuoco e moltissimi personaggi: la mamma di Bunny che rivuole il quadro, Charles che scopre che il padre era l’amante della pittrice dell’opera, la gallerista Alice che ruota intorno a Mabel in modo sospetto, Jan che dal carcere si sente ancora al centro degli eventi, Lucy che è riapparsa all’improvviso e di cui non sappiamo nulla. Inoltre, non sappiamo ancora il risultato del test genetico di Oliver, che forse non è il padre biologico. E poi c’è Nina, la nuova amministratrice dell’Arconia che ha in mente piani di restyling per il palazzo, Cinda la podcaster, la famiglia Dimos agli arresti domiciliari, senza dimenticare il cameriere a cui Bunny lasciò prima di morire una mancia esosa.

In questa puntata, il killer insegue Lucy, mentre Mabel, Oliver e Charles inseguono Lucy per proteggerla. Nei cunicoli dell’Arconia vedono un uomo mascherato e, pensando che sia l’uomo glitterato, lo inseguono, lo placcano e gli levano la maschera. Ed eccoci davanti all’ennesimo plot twist: si tratta di Marv, uno dei loro fan. Non è però animato da intenzioni violente, bensì vuole collaborare con una sua teoria sull’accoltellatore della sesta strada, un famoso killer del passato. Inoltre, vuole fare bella figura con sua figlia risolvendo il crimine, visto che in passato ha lavorato all’Arconia e ne conosce tutti i passaggi. In finale di puntata, finito il black out, il Detective Kreps si presenta nella hall dell’Arconia per redarguire Mabel e, girando di poco la testa, lascia intravedere una macchia di glitter sul collo. Mabel sgrana gli occhi: il detective è l’uomo glitterato?

Le teorie

La paternità è un tema ricorrente di questa seconda stagione di Only murders in the bulding. Charles, Mabel, Lucy, Oliver, Will, Leonora, Bunny, Nina: tutti hanno problemi con la figura paterna o con il padre dei proprio figli. Un’assenza che pesa e che potrebbe essere un filo rosso da seguire. Poi c’è Lucy: con i suoi 5 ex-patrigni, potrebbe essere la sorellastra di Alice? La sua presenza nell’Arconia la notte dell’omicidio è molto sospetta, visto che nello stesso momento sua madre si stava sposando altrove. Cos’è venuta a fare? Cosa nasconde? Come dicono i bravi investigatori, si uccide per denaro o per amore. Bunny aveva un quadro dall’enorme valore, è vero, ma aveva anche una fitta rete di segreti e parenti quanto meno originali. È difficile con i pochi indizi collegare Bunny al detective Kreps, ma sono molto fiduciosa nelle ultime 2 puntate, che -sono sicura- saranno un fuoco d’artificio di colpi di scena!

Micaela Paciotti

Micaela Paciotti
Appassionata di moda da sempre, curiosa di tutto, vorrei vivere in mezzo alla natura, ma non riesco a staccarmi da Roma.

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