La Casa di Carta 3: trovata geniale o mossa di marketing?

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Tokyo ne La Casa di Carta 3 - Fonte: Netflix

La terza stagione della Casa di Carta è finalmente disponibile: sarà all’altezza delle precedenti?

Quando Netflix ha annunciato una terza stagione per la serie spagnola La Casa di Carta, ammetto di non aver fatto i salti di gioia. La seconda stagione ha un degno finale, il colpo è stato portato a termine e il cerchio sembra essersi concluso, per cui, quando le voci su un’ulteriore stagione sono diventate sempre più insistenti, ho subito pensato che si trattasse solo di un escamotage per guadagnare qualcosa a discapito della trama della serie.

Sono bastati i primi quaranta minuti del primo episodio per farmi cambiare idea.

La Casa di Carta 3 è ben al di sopra delle aspettative. Tensione, adrenalina e suspense di sicuro non mancano e non è difficile cogliere lo zampino di Netflix nella produzione. A mio avviso la serie è riuscita a fare il salto di qualità.

L’espediente trovato per mandare avanti la trama è perfettamente in linea con il carattere dei personaggi coinvolti: solo Rio e Tokyo potevano combinare guai e mettere tutta la banda in pericolo. Nulla sembra essere troppo forzato ed è indubbiamente eccitante vedere il gruppo riunito per portare a termine un nuovo colpo. E questa volta si fanno le cose in grande.

Ho apprezzato particolarmente lo stratagemma creato per generare caos e introdursi indisturbati nella Banca di Spagna. 140 milioni di euro che cadono dal cielo e mandano in tilt tutta Madrid: questo sì che è un ingresso in grande stile!

I continui flashback fra passato e presente ci restituiscono anche l’amato Berlino e ci fanno scoprire meglio il suo legame con il Professore. Le scene girate nella bellissima Firenze sono a dir poco meravigliose.

Anche la colonna sonora merita la nostra attenzione: ogni traccia scelta calza a pennello con la scena e dopo l’enorme successo avuto con la rivisitazione di Bella Ciao, non avrebbe potuto essere altrimenti.

Durante questa terza stagione, ci viene mostrata la crescita e l’evoluzione di tutti i personaggi. Denver alle prese con la paternità, il Professore con la sua prima vera storia d’amore, Nairobi, Helsinki e Palermo devono fare i conti con l’amore non corrisposto. Solo Tokyo resta l’impulsiva di sempre che mette in pericolo tutti i piani.

Ho apprezzato anche tutte le new entry della banda, anche se avrei preferito conoscere meglio le loro storie e il motivo che li ha portati ad unirsi al piano del Professore.

La quarta stagione è stata confermata.

Devo ammettere che arrivata alle puntate finali ho temuto che la storia non sarebbe stata affatto conclusa con questi otto episodi e così è stato. La Casa di Carta 4 è ormai cosa certa e la domanda sorge spontanea: ha davvero senso continuare a spremere la vicenda per guadagnarci qualcosa? La Casa di Carta 3 ha senza alcun dubbio un finale aperto ma sarebbero bastati altri due episodi per concludere degnamente la storia. Ma a quanto pare i piani di Netflix sono ben altri per cui, arrivati a questo punto, non ci resta che aspettare e vedere cosa si inventeranno questa volta.

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