“Storia del nuovo cognome” ovvero #fuckninosarratore

l'amica geniale 2 puntate

“Tradimento” è il titolo del quinto episodio di questa seconda stagione dell’ Amica Geniale. La scelta di questo titolo è chiaramente ambigua e si presta a più interpretazioni. È a questo punto della storia, infatti, che si consuma il vero e proprio adulterio di Lila nei confronti del marito Stefano. Ma questo non è l’unico tradimento che avvertiamo. Da una parte, infatti, c’è il comportamento di Nino Sarratore che fino a questo momento ha illuso Lenù mostrando un falso interesse nei suoi confronti. Dall’altra, percepiamo cocente il tradimento di Lila che, seppur celati, non poteva non conoscere i veri sentimenti dell’amica per il figlio del poeta.

Continua così lo strano triangolo amoroso che si era già venuto a creare negli scorsi episodi.

E continua allo stesso modo ad allargarsi la crepa nel rapporto di amicizia tra Lila e Lenù. Lila dichiara di aver finalmente conosciuto l’amore, che in tanti mesi di matrimonio non aveva mai provato e Lenù si vede costretta ad aiutare e a favorire la nascita di questa relazione clandestina. Di fronte al fulgore emanato dai due, alla passionalità sprigionata, al desiderio evidente, la giovane liceale si sente sempre più rifiutata nella sua mediocrità. Arriva al punto di pensare di trovarsi allo stesso squallido livello di Donato Sarratore. Ed è in preda a questa convinzione e in uno stato d’animo di vergogna e insieme di ribellione che si concede a lui perdendo la verginità sulla spiaggia ischitana.

Si tratta di una delle scene più forti mostrate finora. Il lettore prima e lo spettatore poi si trovano ad assistere a un qualcosa che appare assurdo ma allo stesso tempo vivido e, in qualche strano modo, comprensibile.

Le due amiche trascorrono così entrambe la notte con un Sarratore, seppur con un coinvolgimento e uno stato d’animo completamente diverso. Sarratore padre e figlio dimostreranno nel corso della storia di essere più simili di quanto sembri. E dimostreranno di essere tra i personaggi più pericolosi della serie.

In particolare, dopo l’ultimo episodio mandato in onda, l’odio degli spettatori si è riversato contro Nino Sarratore, per il quale si è anche diffuso un hashtag sui social (#fuckninosarratore), condiviso dallo stesso attore Francesco Serpico che interpreta il personaggio:

https://www.instagram.com/p/B9D_2SmiMAc/

Ma perché tutto questo rancore?

Nell’episodio 6 intitolato “Rabbia” il personaggio di Nino Sarratore si rivela nella sua natura egoista e opportunista. Dopo aver fatto sognare a Lila, e anche a noi spettatori, un lieto fine in un idillio amoroso fatto di passione e di cultura, interrompe bruscamente la relazione accusando con una brutalità inattesa la sua amante di essere troppo intraprendente e ambiziosa.

Ci ritroviamo così ancora una volta a riflettere sul ruolo della donna e del suo rapporto di subordinazione rispetto agli uomini. Una subordinazione che non si esprime solo attraverso un’impostazione patriarcale della società, ma anche attraverso un sessismo latente e persistente. Ferrante ce lo racconta benissimo attraverso i personaggi maschili del suo romanzo. Ci sono uomini come Stefano e come la maggior parte di quelli del rione, i poco acculturati, che non credono che la donna possa essere una loro pari e lo dimostrano continuamente. Per loro è solo un oggetto da possedere (quando non da comprare) e da comandare. Se non ubbidisce, viene educata a farlo. Sono uomini ammaliati dalla bellezza e dalla sensualità femminili. Ma devono soprattutto sentirsi potenti e invincibili. I maschi alpha.

E poi c’è Nino Sarratore, appartenente a quella categoria di uomini colti e che si presentano come intellettuali che non sono violenti con le donne, anzi. Le corteggiano, dedicano loro poesie, fanno promesse di amore eterno e incondizionato. Sono uomini che si mostrano in prima linea nella battaglia delle donne per la rivendicazione dei loro diritti. Ma, alla fine, sono i primi a considerarle degli strumenti da usare per raggiungere i loro scopi. Chi ha già letto i libri sa bene quanto il personaggio di Nino sarà importante nella vita di Lenù e di Lila e quanto le sue azioni confermeranno ciò che diciamo ora.

Esiste una forma di discriminazione della donna che è molto più subdola.

È quella di chi non picchia la donna, non la considera una sua proprietà, ma comunque la usa per gratificare il proprio ego o per emergere a livello lavorativo. Nino Sarratore è così. Un maschilista e un opportunista che si cela dietro il volto del ragazzo studioso e riflessivo. Potremmo quasi azzardarci a dire che c’è molta più violenza in Nino che in Stefano. Perché gli schiaffi di quest’ultimo colpiscono il corpo, mentre quelli del primo l’emotività. La manipolazione di Carracci è fisica, quella di Sarratore è tutta mentale. E le ferite emotive sono le più dure da guarire.

Da questo mondo così schiacciante, claustrofobico e violento Elena riesce finalmente a scappare.

Decide di andare a Pisa a studiare all’università. Il mondo del rione, di Napoli e di Ischia l’ha soffocata per troppo tempo. Il rapporto con Lila l’ha soffocata per troppo tempo. È arrivata per lei l’ora di separarsi da tutto e di trovare sé stessa. Tira fuori un atteggiamento più determinato. Chiede e pretende, come mai prima d’ora.

E Lenù ha la fortuna di avere alle spalle una famiglia che, sebbene non abbia molte possibilità e non capisca i benefici dello studio, non l’ha mai ostacolata (come la famiglia di Lila ha fatto con lei). Il rapporto tra Lenù e sua madre è un altro dei nodi fondamentali del romanzo e della serie tv. Un rapporto contrastato, non privo di ambiguità. Elena ha paura di diventare come sua madre sin da bambina. La madre, dal canto suo, è sempre pronta a urlare, fare scenate, a rimproverare la figlia perché continua a pretendere la sua educazione. Ma è anche segretamente orgogliosa di lei, la incoraggia e la sostiene. Non deve essere semplice per un genitore accettare che il proprio figlio sia più intelligente o che scelga una vita completamente diversa dalla propria. Ci vuole molto amore e molto coraggio per accettare quelle scelte e per incoraggiarle.

Ora non ci resta che aspettare la puntata finale. Lo facciamo con trepidante attesa, ma anche con un pizzico di nostalgia al pensiero di dover salutare di nuovo Lila e Lenù.

Federica Crisci e Francesca Papa

Crediti immagini in evidenza: Nexo Digital

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