“Riflessi” di sé: Mulan e la sua catabasi

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Che bel tuffo nell’infanzia che ho fatto questo mese con la lettura dei Postumi Letterari! Non che potessi aspettarmi nulla di diverso da Riflessi di Elizabeth Lim, trattandosi di una rivisitazione della storia di Mulan.

Il film d’animazione della Disney è uscito nel 1998. Avevo poco più di sette anni e quando lo vidi al cinema per la prima volta mi piacque, ma ovviamente non potevo capire la portata rivoluzionaria del personaggio femminile protagonista né tutte le sfumature tematiche del racconto. Tutto questo è arrivato con la crescita e leggere il libro della collana A Twisted Tale promossa da Giunti Editore ha rappresentato un altro passo importante per comprendere ancora meglio l’importanza di questa storia.

Non è stata una lettura alcolica. Tra le mani ho avuto una bella Coca-Cola con ghiaccio e limone fresca, zuccherina e frizzante. È sempre un piacere bere questa bevanda anche se la conosci da tanto e sono anni che la vedi in tavola.

Riflessi: la trama

I libri raccolti nella collana A Twisted Tale rappresentano delle rivisitazioni delle storie di alcuni film Disney molto famosi. Tra Jafar, Elsa e Anna e la sirenetta, ho scelto Mulan perché si tratta di una delle mie eroine preferite in assoluto.

Il libro si apre nel passo di Tung-Shao, il luogo dell’iconico scontro tra l’esercito degli Unni e quello delle nuove reclute dell’armata cinese. Nelle prime pagine leggiamo quanto già conosciamo: Mulan – o meglio Ping – e i suoi compagni si preparano ad affrontare i barbari in una battaglia corpo a corpo ben consapevoli delle loro limitate speranze di successo. Ad un certo punto, però, Mulan ha un’idea: prende l’ultimo dei razzi rimasto in dotazione al suo gruppo, esce fuori dai ranghi, lo punta contro la montagna e lo accende. L’impatto provoca una valanga che travolge gli Unni uccidendoli. Prima di essere seppellito dalla forza dall’onda di neve, Shan-Yu cerca di ammazzare il soldato che ha causato la sua rovina. Mulan sta per essere colpita quando il suo comandante Li Shang si fa avanti per proteggerla rimanendo gravemente ferito.

L’esercito cinese si mette in marcia per la Città Imperiale portando con sé il capitano moribondo. Mulan se ne prende cura affranta dal senso di colpa per non essere riuscita a difendersi. Una notte, mentre sta vegliando su Shang, appare il fantasma del generale Li, il padre del comandante. L’uomo rivela a Mulan che c’è un modo per salvare la vita del figlio: dovrà recarsi nel Diyu, il Regno degli Spiriti, e convincere Re Yama a lasciar tornare l’anima di Shang sulla Terra.

Mulan intraprenderà un viaggio nell’Aldilà guidata dal guardiano della famiglia Li, il leone ShiShi, mettendo a rischio la sua stessa vita pur di salvare il suo capitano. Questa discesa negli Inferi e la progressiva risalita saranno per lei un modo per scoprire il suo vero riflesso, accettarlo e accoglierlo.

Cosa significa guardarsi allo specchio

Il film d’animazione di Mulan, come un po’ tanti classici della Disney, viene ricordato per alcune delle sue canzoni. Farò di te un uomo è una delle più orecchiabili e popolari, ma ce n’è un’altra molto più bella che racchiude il senso di tutta la storia. Si tratta di Riflesso, cantata dalla protagonista appena tornata dal disastroso incontro con la sensale dei matrimoni.

Nel testo della canzone si parla dell’incapacità di riconoscersi nel riflesso che si ha di fronte. Un riflesso spesso distorto dalle aspettative sociali, della famiglia o di quelle che noi stessi abbiamo nei nostri confronti a partire da ciò che abbiamo imparato nel tempo. Per Mulan, che vive da donna in un’epoca in cui i ruoli sociali erano ben definiti, è difficile far emergere ciò che sente e ciò che si desidera perché questo è sempre accompagnato dal biasimo di chi la circonda. Nel film uscito nel 2020 questo tema diventa il fulcro di tutta la storia tanto che viene aggiunto anche il potere magico di Mulan incapace di sbocciare fin quando lei non riuscirà ad accettare davvero se stessa e la sua natura femminile.

Ma questa canzone si adatta anche a tutti e tutte noi. Nonostante in questa nazione siamo giuridicamente liberi di essere ciò che vogliamo, le trappole sociali e affettive che ci girano intorno sono tante. Cresciamo con tanti modelli ideali, di successo che interiorizziamo e vorremmo imitare a tutti i costi. Ma quell’immagine che cerchiamo di noi stessi è davvero quella che desideriamo? È davvero ciò che siamo? O è soltanto un’ombra che ci vuole imprigionare in una forma senza permetterci di essere il flusso vitale che siamo davvero?

Pirandello ci aveva visto giusto quando diceva che noi esseri umani tendiamo a rinnegare la vita e la possibilità di essere mille cose diverse pur di adattarci a un ruolo accettato socialmente. I confini, per il fatto stesso di essere delimitati, sono sicuri, stabili, gestibili. Possono essere limitanti, ma offrono una sorta di protezione nei confronti della vastità, dell’ignoto, di ciò che è costantemente in movimento. Ma è solo in queste situazioni che possiamo vivere la nostra complessità di esseri umani, osservarla e abbracciarla.

La casa di Mulan è un luogo protetto. La maschera di Ping è a suo modo un luogo protetto. Spogliarsi di tutto questo senza sentirsi in colpa per averlo fatto è l’unico modo in cui Mulan può davvero riconoscere se stessa nello specchio.

Come tutto questo è raccontato da Lim

Mulan non è solo la prima eroina in grado di salvare il proprio paese e se stessa senza l’aiuto di un uomo, ma è anche uno dei personaggi Disney che meglio ha raccontato cosa significhi crescere, conoscersi e accettarsi.

Questo è chiaro nel film d’animazione, nella pellicola uscita due anni fa e anche nel libro Riflessi. La storia potrà anche cambiare e sostituire il Regno degli Spiriti alla battaglia nel palazzo dell’imperatore, ma il tema non si cambia. Anche perché sarebbe stato come tradire il personaggio e tutto ciò che rappresenta.

In generale, il libro di Lim si attiene molto all’originale. Sembra quasi aver paura di scombinare troppo le carte in tavola. Ci sono tantissimi rimandi al film d’animazione. Tante piccole citazioni che solo gli e le amanti del lungometraggio sapranno cogliere. Lì dove la scrittrice osa un po’ di più – ovvero nel rapporto tra Mulan e Shang – si finisce per banalizzare una storia d’amore che nasceva come elemento assolutamente secondario (tanto che in Mulan del 2020 scompare del tutto) e si perde l’attenzione sulla protagonista. Per carità, le storie d’amore romantico piacciono sempre. La tenerezza che suscitano è senza paragoni, ma il mondo della narrazione moderna chiede anche altro.

La catabasi

L’elemento più interessante del romanzo Riflessi è la narrazione di una catabasi in piena regola: la giovane Mulan, in carne e ossa, viaggia nel mondo dei morti. Sul suo cammino incontra demoni, che vogliono ostacolarla ritenendo inaudito il suo passaggio tra gli spiriti, e antenati che la guidano e la consigliano sulla strada da intraprendere.

È stato difficile per me non cogliere dei parallelismi con l’esperienza di Dante descritta nella Commedia. D’altra parte, in entrambi i testi (in modo diverso) si parla di un viaggio di salvezza che parte dal basso e arriva verso l’alto.

Che la scoperta della vita avvenga nel momento in cui si è più prossimi alla morte non è una novità. Tutte le poesie scritte ai tempi di guerra ce lo dicono. Ce lo dicono i due anni di pandemia e la tremenda situazione di guerra che viviamo (anche se a distanza) in Europa oggi. La catabasi è un mezzo che fin dall’antichità si usa proprio per dirci questo.

È bello trovare un libro moderno che racconta di tutto ciò. L’ambientazione fantastica del romanzo con tutti i suoi cambi di scenari è molto interessante e rappresenta uno degli aspetti più carini del libro.

Lo stile

Riflessi è scritto in maniera molto semplice. Lo stile è scorrevole, disimpegnato e adatto al mondo dell’infanzia. Non è un libro che leggi perché hai voglia di un romanzo artisticamente valido, ma per passare il tempo e intrattenerti. Il modo in cui è scritto esaudisce questo desiderio.

Chi dovrebbe leggere Riflessi

Credo che quanto sto per dire di Riflessi valga anche per tutti gli altri romanzi della collana A Twisted Tale. Sono libri che vanno presi in mano da chi è appassionato di film Disney ed è cresciuto con queste storie. Vanno messi nella borsa del mare e letti per rilassarsi. Sono adatti anche a un pubblico di giovanissimi/e per lo stile semplice, ma non so se chi non conosce le storie di partenza potrebbe appassionarsi del tutto alla vicenda. In Riflessi molte informazioni sul passato della protagonista vengono date per scontate e questo potrebbe essere un problema per chi si trova di fronte una storia del tutto nuova.

Audio recensione

Potete ascoltare il mio commento a Riflessi anche su Spotify. Se avete letto il romanzo e volete condividere con noi pensieri e opinioni, scriveteci all’indirizzo e-mail bookclubculturamente@gmail.com o sui nostri canali Facebook e Instagram per partecipare a una diretta sul libro.

Il prossimo appuntamento dei Postumi Letterari

Visto che quest’atmosfera di rivisitazione mi è piaciuta molto, ho deciso di continuare su questa scia anche per il prossimo mese. Solo che al posto dei film Disney, voglio dedicarmi al mito. Ecco perché ho deciso di leggere Il canto di Calliope di Natalie Haynes (Feltrinelli). Questo libro parla della caduta di Troia mettendo in primo piano la voce delle donne che compaiono nell’Iliade sporadicamente.

Non c’è nulla di più classico del racconto omerico e tante sono le storie che sono partire da quei 24 libri nel corso dei secoli. Vediamo cosa ha prodotto la modernità a riguardo.

Abbiamo tempo per leggere il libro fino al 15 luglio, data in cui uscirà la recensione del romanzo. Buona lettura a tutti e a tutte!

Federica Crisci

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Sono laureata Lettere Moderne perché amo la letteratura e la sua capacità di parlare all'essere umano. Sono una docente di scuole superiori e una SEO Copy Writer. Amo raccontare storie e per questo mi piace cimentarmi nella scrittura. Frequento corsi di teatro perché mi piace esplorare le emozioni e provare a comprendere nuovi punti di vista. Mi piace molto il cinema, le serie tv, mangiare in buona compagnia e tante altre cose. Passerei volentieri la vita viaggiando in compagnia di un terranova.

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