“La Divina Commedia” firmata Go Nagai

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Come omaggiare Dante per i 700 anni dalla sua morte con il nostro bookclub dei Postumi Letterari? Potevamo leggere integralmente la Divina Commedia oppure optare per una rivisitazione. E così abbiamo fatto scegliendo come lettura del mese, il manga omonimo firmato da Go Nagai e pubblicato in Italia da Edizioni BD. Ho pensato che fosse il modo migliore per capire come questo intellettuale ha plasmato non solo la nostra letteratura, ma anche l’immaginario di autori internazionali a distanza di secoli.

Trattandosi di una rilettura, possiamo facilmente considerare La Divina Commedia di Go Nagai come un cocktail rivisitato. Non parliamo della rivisitazione di un cocktail qualsiasi, ma di un grande classico come il Mojito. La ricetta è quella nota – rum, zucchero di canna, lime, soda -, ma al posto della menta viene messo un altro ingrediente, un limone per esempio. Ebbene, il nuovo mix può anche risultare molto gradito a chi lo beve, ma non è un Mojito.

Il manga dell’autore giapponese è di per sé notevole, ma può essere apprezzato solo non pensando alla Commedia nostrana, almeno non in tutta la sua complessità.

La Divina Commedia di Go Nagai: trama

Go Nagai – nome d’arte di Nagai Kiyoshi -, classe 1945, è tra gli autori di manga più noti al pubblico internazionale. Con il suo lavoro ha rivoluzionato temi e narrazioni del mondo manga e anime. È lui ad aver introdotto l’erotismo nei manga per ragazzi ed è sempre lui il primo a dare inizio ai racconti dei mecha, enormi robot pilotati.

Dante e la sua Commedia hanno da sempre affascinato l’autore. Da piccolo, aveva una copia dell’opera in casa con le illustrazioni di Gustave Doré. Ne rimase immediatamente affascinato tanto che quelle immagini e quei concetti gli servirono per scrivere e disegnare Mao Dante (1971) e Devilman (1972). Nel 1994, nel pieno della sua maturità artistica, decise che era arrivato il momento di andare oltre la semplice ispirazione e di trasformare i versi di Dante in vignette.

In tre volumi (oggi raccolti in un’edizione omnibus), Go Nagai ripercorre il viaggio di Dante nel mondo ultraterreno, un viaggio voluto da Dio per portare un messaggio di speranza agli uomini e alle donne della Terra. Grazie a Virgilio e a Beatrice, Dante ha modo di conoscere anime di dannati e di santi che, di volta in volta, gli mostreranno come comportarsi. Inoltre, apprenderà importanti verità teologiche imparando a dare il giusto valore alle cose terrene e spirituali.

Un’ascesa verso la luce che è allo stesso tempo un incontro con una nuova parte del proprio Io, più puro, ideale e pronto a essere salvato. Tutto questo è ciò che ci racconta Go Nagai. Ed è la stessa cosa che ci ha raccontato Dante. Un viaggio verso la salvezza che può tranquillamente descrivere la vita di ognuno di noi, individualmente e come comunità.

Manga e poema: potenza visiva vs potenza della parola

Il manga ha una potenza visiva impressionante.

Il grande merito di questa trasposizione è proprio quello di aver dato corpo alle parole di Dante di loro già cariche di forza espressiva. Sfogliando le pagine, più volte si rimane incantati dai disegni che restituiscono pienamente l’orrore e la violenza dell’Inferno, la beatitudine e la serenità del Paradiso. Molte tavole sono delle vere e proprie riprese delle illustrazioni di Doré e questo non fa che arricchire ulteriormente l’opera.

Ciò che funziona meno sono proprio i dialoghi, anche se mi rendo conto che sono una giudice un po’ di parte vista la mia conoscenza e predilezione per la Commedia dantesca. Leggendo questo manga, mi sono resa conto di quanto sia fondamentale lo stile per qualsiasi opera. I versi di Dante sono potenti e significativi proprio perché sono scritti in quel modo. Qualsiasi loro traduzione o riproposizione rischia di banalizzare il testo. Succede spesso con le vignette della Divina Commedia. I temi che Dante affronta per bocca dei suoi personaggi alle volte risultano poco d’impatto. Questo avviene per diversi motivi. Innanzitutto, dobbiamo pensare che stiamo leggendo la traduzione di una traduzione. La lingua giapponese funziona in maniera molto diversa dalla nostra e nei vari passaggi di trasposizione le sfumature si perdono. La colpa non è di nessuno, men che meno dei traduttori. Bisogna però rassegnarsi al fatto che per apprezzare veramente qualcosa si deve avere la versione originale.

Cultura e genere dell’opera sono altre motivazioni che avranno portato Go Nagai a cambiare alcuni aspetti del testo originale. È probabile che il suo intento fosse quello di rendere la Commedia più comprensibile e leggibile al pubblico giapponese e internazionale. Non sono presenti le allegorie e di molti personaggi non viene approfondita la storia o il tema che porta con sé (legati al mondo medievale di Dante). Tuttavia, non mi è sempre chiaro il criterio di selezione di Go Nagai. Ad esempio, non capisco perché il personaggio di Ulisse non venga raccontato come nel XXVI canto dell’Inferno visto che il dubbio se possa esistere un limite alla conoscenza è ancora oggi oggetto di dibattito.

Un’altra cosa che trovo poco comprensibile è la scelta di collocare Virgilio in Purgatorio invece che nel Limbo. So bene quanto possa apparire incoerente la decisione di Dante di collocare nell’Inferno l’anima di un poeta per lui modello e guida, ma tutto rientra nella sua visione del mondo: non c’è vita al di fuori della religione cattolica e l’unica salvezza per l’umanità deriva da Dio.

Il confronto tra le due opere non può di certo vedere vincitore Go Nagai. Dante, per me, non si batte ma questo non significa che il suo manga non sia interessante.

La Divina Commedia: lo stile di Go Nagai

La differenza principale tra i due testi è di tipo stilistico. D’altra parte, si tratta di generi diversi e di autori diversi che compiono scelte differenti. Con quelle di Go Nagai non sempre mi trovo d’accordo.

Mi ha fatto molto ridere rendermi conto di quanti capitoli all’interno del volume fossero dedicati all’Inferno e quanti agli altri due mondi ultraterreni. Basta dire che mettendo insieme le tavole del Purgatorio e del Paradiso si arriva comunque a un numero più basso di quelle dell’Inferno. D’altra parte, la prima cantica è quella che ha sempre avuto più successo. Come mai? Ci piacciono i cattivi ragazzi? Forse. La perfezione è difficile da raggiungere e, di conseguenza, da accettare. Tuttavia, la vera motivazione va ancora una volta cercata nello stile. Il Paradiso di Dante è molto complesso. Il registro linguistico si eleva e si affrontano argomenti di natura teologica. Di conseguenza, è sempre stato meno apprezzato e conosciuto.

Il Paradiso di Go Nagai si conclude al settimo cielo con la visione della Luce (Dio). Nonostante il tema dell’amore sia decantato anche qui, tutto appare un po’ troppo riassunto, poco d’impatto e anche (a mio avviso) poco sensato.

Se è vero che nella poesia vanno giudicati i versi, nel manga bisogna partire dai disegni. E questi nella Divina Commedia sono davvero belli. Da quel punto di vista, Go Nagai è bravo. La rappresentazione dei corpi femminili – sebbene rispecchi uno standard dei manga – non incontra particolarmente il mio gusto. Ci sono donne punite nell’Inferno con seni che sembrano rifatti e con espressioni più di godimento che di dolore.

I manga didascalici

In Giappone trasformare i grandi classici della letteratura occidentale in manga è un’operazione abbastanza comune.

È un modo trovato dagli editori per far conoscere ai giovani le opere di autori occidentali importanti poco noti a quella fascia d’età. Oltre alla Divina Commedia di Go Nagai, sono stati resi manga anche I Miserabili di Victor Hugo, Il Rosso e il Nero di Stendhal e Il Capitale di Karl Marx.

Anche in questi casi assistiamo a delle versioni ridotte alla forma essenziale, ma utili per conoscere dei capolavori che altrimenti resterebbero ignorati.

Chi dovrebbe leggere La Divina Commedia di Go Nagai

La Divina Commedia di Go Nagai è perfetta per il pubblico adolescenziale. In questo modo, le scene lette in classe si possono vedere e ci si forma un’immagine più chiara nella testa. Inoltre, molti e molte giovani sono appassionati di manga, quindi sicuramente hanno più familiarità con questo genere che con i versi.

Consiglio la lettura anche a chi è più grande e ha una conoscenza scolastica della Commedia. In questo modo, si può scoprire chi e cosa c’è al di là dei personaggi più noti.

Audio Recensione

La lettura del prossimo mese

Durante il prossimo mese, ci dedicheremo alla lettura di Possiamo salvare il mondo prima di cena di Johnathan Safran Foer. A metà tra un pamphlet e un romanzo, questo libro parla della crisi climatica con uno straordinario impatto emotivo. Un tema attuale, importante, che mi incuriosisce e che ci tengo a condividere con voi.

Per partecipare al nostro bookclub, non devi far altro che leggere il libro entro il 19 dicembre 2021.

Federica Crisci

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