Venezia 2019 Day 11: il Leone d’Oro a Joker

leone d'oro a joker

L’ultimo giorno di Venezia 2019 è iniziato tra le sorprese, ma non potevamo immaginare finisse in modo ancor più sorprendente.

Già infatti è incredibile di suo vedere Mick Jagger al Lido. Il leader dei Rolling Stones è uno degli attori di The Burnt Orange Heresy, film di chiusura della mostra, divertente e avvincente thriller ambientato nel mondo dell’arte e della pittura. Non un film indimenticabile, ma una riuscita opera d’intrattenimento in cui spicca il carisma del cast.

Ed è incredibile arrivare ai luoghi della Mostra del Cinema e trovare il red carpet occupato da decine e decine di manifestanti. Una protesta assolutamente pacifica ha avuto luogo tutta la mattina per protestare contro le grandi navi a Venezia e i problemi del clima, un evento che ha rischiato di paralizzare la manifestazione (e messo in allerta decine di poliziotti) ma si è risolto con una sfilata di protesta. Più che disagio, è stato l’ennesimo spettacolo fuori programma di questi giorni, seppur per motivi diversissimi dal resto.

Ma l’incredibile è arrivato la sera, con la cerimonia di chiusura. Con la giuria che ha premiato il film meno prevedibile, dando il Leone d’Oro a Joker.

Non perché il film non meritasse, ovviamente. Se avete letto i miei pareri quando il film è stato presentato, sapete benissimo il mio pensiero (e di tantissimi). Ma davvero, non si pensava minimamente che un film del genere potesse mettere d’accordo una giuria simile, con la presidente Lucrecia Martel che fa film completamente diversi, e premiarlo col primo riconoscimento.

Eppure, d’ora in avanti Joker sarà per sempre un vincitore di Venezia. Il primo cinefumetto di sempre a partecipare in concorso ad un festival internazionale, e vincerlo. Solo l’ottavo film americano di sempre a vincere il Leone d’Oro, ed il primo di un grande studio non indipendente. La prova, se ancora ce ne fosse bisogno, che ormai il genere dei comic-book movies è il genere del cinema di questo decennio, che non solo si impone al box office ma vince anche ai premi e addirittura ai festival. Merito anche del team dietro Joker che ha avuto soprattutto l’audacia di realizzare un film diversissimo e coraggiosissimo rispetto, però, a tutti i cinefumetti che conosciamo.

Nel palmares finale, c’è da notare il Gran Premio andato a J’Accuse di Roman Polanski nonostante le solite polemiche intorno al regista. E soprattutto, infine, la bellissima e meritatissima Coppa Volpi al miglior attore andata a Luca Marinelli per Martin Eden: la consacrazione del miglior attore italiano che abbiamo.

Si chiude così Venezia 2019, caliamo il sipario.

Una bella edizione, ma era impossibile dire il contrario, Venezia non sbaglia mai. Forse, per essere onesti, un pizzico sotto le attese, con un livello medio dei film non altissimo (specialmente nel concorso), ma con dei picchi assolutamente indimenticabili. E, appunto, con un risultato finale che rimarrà per sempre nella storia del cinema.

 

Emanuele D’Aniello

Malato di cinema, divoratore di serie tv, aspirante critico cinematografico.

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