Roma 2017: Si Muore Tutti Democristiani, la sicurezza prima di tutto

Si muore tutti democristiani

Non è assolutamente giusto giudicare un film in base al paragone con un altro.

Ma, approcciandomi a Si Muore Tutti Democristiani, avevo forti dubbi pensando ai vari youtubers che hanno provato il salto dal web al grande schermo. Come sempre, quello che funziona in 5 minuti non funziona in 90 o più minuti. Fortunatamente i primi a saperlo sono proprio quelli di Il Terzo Segreto di Satira, e quel rischio non si è affatto replicato.

Possiamo dire che Si Muore Tutti Democristiani è una commedia divertente e soprattutto incredibilmente intelligente, sia in ciò che propone sia per come nasce. A differenza di altri colleghi del web, quelli di Il Terzo Segreto di Satira hanno continuato a fare ciò in cui riescono, hanno avuto la lungimiranza di realizzare una storia semplice e sviluppata in maniera strutturata, e hanno avuto inoltre l’umiltà di affidarsi ad uno sceneggiatore esperto – Ugo Chiti – per sistemare l’ovvia inesperienza. Insomma, hanno capito che fare cinema non è fare sketch sul web, e assolutamente non un gioco.

Soprattutto, hanno tenuto da parte il concept e si sono affidati all’esplorazione dei personaggi.

La storia di Si Muore Tutti Democristiani è estremamente basilare. Come si evince dal titolo, parla del canonico imborghesimento delle persone raggiunta una certa età, la ricerca quasi necessaria della serenità rispetto alle pulsioni, non solo ideologiche, degli anni giovanili. Un’idea che, appunto, sarebbe stata ottima anche per uno sketch di 10 minuti. Ma questa premessa, che alla satira sociale accompagna soprattutto la satira generazionale, riesce a convincere per 90 minuti in maniera perfettamente organica grazie proprio alle storie dei tre protagonisti.

Ognuno ha il proprio momento. Ognuno ha la propria vicenda, i propri dubbi, i propri ricordi. Soprattutto, ognuno ha le proprie motivazioni ed esperienze personali per arrivare alla scelta finale. E anche se non si ha l’età dei personaggi, le loro vicende sono talmente comuni da diventare fantasmi del futuro anche per i più giovani.

E poi, non dimentichiamolo, Si Muore Tutti Democristiani è una commedia che fa ridere. Dovrebbe essere scontato, ma spesso non è così col cinema italiano. Ha le gag giuste nei momenti giusti, sa quando osare con scene addirittura surreali e sa quando fermarsi senza allungare le scene all’infinito. E, nonostante la recitazione non possa essere naturalmente matura, i tre attori non alzano mai il tono sopra le righe. Anzi, mantengono sempre quell’aria familiare, ironica ed empatica.

In sostanza, Si Muore Tutti Democristiani è un film vero, una commedia pensata.

Non sarà il film dell’anno o un capitolo che rivoluzionerà il cinema italiano. Ma qualcosa di rivoluzionario, seppur in maniera paradossale, lo dimostra: capire che invece di strafare talvolta bisogna avere l’umiltà, e l’intelligenza, di cercare l’efficacia con la semplicità. Come ci insegna proprio la morale satirica della vicenda dei tre, dopotutto. La sicurezza viene prima di tutto.

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Emanuele D’Aniello

Malato di cinema, divoratore di serie tv, aspirante critico cinematografico.

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