Roma 2017: Addio Fottuti Musi Verdi, youtube non è una scuola di cinema

addio fottuti musi verdi

Giuro, avrei voluto parlare bene di questo film. Ero pronto a difendere ed esaltare il coraggio e la creatività di giovani contro il cinema dei vecchi derelitti italiani. Ero pronto a ridere, e mi sarei voluto davvero tanto ma tanto divertire.

Non è colpa mia se Addio Fottuti Musi Verdi non solo è una delusione, ma soprattutto uno schiaffo al cinema. Un film brutto, realmente pessimo, un’accozzaglia di idee senza capo né coda gestite una peggio dell’altra. La dimostrazione che fare filmati di due minuti sul web e film veri sono due cose appartenenti ad universi lontanissimi. E soprattutto, al netto delle demenzialità narrative e della purissima goffaggine visiva, è una commedia che solo a tratti si ricorda di far ridere.

È difficile capire da dove partire per provare a spiegare le cose che non vanno. Partiamo allora dai The Jackal, capacissimo gruppo comico napoletano che ha sbancato sul web con filmati divertenti di critica relazionale e soprattutto generazionale. Una dimensione in cui hanno divertito, e creato, con una costanza invidiabile. L’idea di sbarcare al cinema nasce proprio da un terreno normale, la difficoltà dei trentenni di trovare lavoro (un tema talmente comune che anche altri youtubers, i The Pills, erano partiti dal medesimo spunto per il loro film).

Vieni da chiedersi perché, allora, Addio Fottuti Musi Verdi voglia diventare improvvisamente una parodia di fantascienza, una vera commedia di genere. Negli ultimissimi anni sono tanti i giovani autori italiani che stanno provando a far rinascere il cinema di genere, con alterne ma spesso convincenti fortune (Gabriele Mainetti, Matteo Rovere, Vincenzo Alfieri per citarne alcuni), ma è davvero difficile da comprendere perché la fantascienza debba spettare ad un gruppo di youtubers senza alcuna base del mestiere. Da un certo punto di vista la scelta è comprensibilissima:. ragazzi a cui è offerta la possibilità di fare un film, e hanno la chance della vita di inserire tutto l’immaginario con cui sono cresciuti. Ragazzi a cui letteralmente viene dato in mano il loro giocattolo preferito.

Fare cinema però non è solo un gioco, soprattutto se a divertirsi sono solo quelli che lo fanno. I quali, oltretutto, non sono capaci di gestire gli aspetti sci-fi a cui tanto tengono, totalmente buttati nel mucchio con povertà assoluta.

Gli aspetti che più funzionano, ovvero l’amicizia tra i protagonisti (Fabio Balsamo vera ancora comica del film) e le difficoltà quotidiane della realtà, sono lasciati a fare da orpello. Un’ironia nel migliore dei casi semplicistica, nel peggiore tremendamente anacronistica, come le gag sui cinesi tutti uguali che ci riportano indietro di 20 o 30 anni.

Soprattutto, una completa noncuranza di aspetti vitali come scrittura e recitazione. Passi la regia scolastica, dopotutto l’origine da videoclip non si può dimenticare dall’oggi al domani. Ma come si può far finta di nulla di fronte ad una recitazione semplicemente fastidiosa? I toni sopra le righe del protagonista Ciro Priello fanno ridere nei filmati di cinque minuti, ma dopo 90 minuti di smorfiette, urlacci, sorrisoni e occhi strabuzzati viene la bava alla bocca. Come si può, in fase di scrittura, non accorgersi che le scene sono estenuanti e le gag vanno quindi a morire? Come si può non notare che il personaggio dell’alieno Brandon non solo non è comico, ma addirittura irritante?

Addio Fottuti Musi Verdi è un film, onestamente, addirittura imperdonabile. Per la totale sufficienza, da un lato, con cui è stato realizzato, e per la bizzarra presunzione, dall’altro lato, di poter stare in piedi con tali gambe e pure inserirsi nel panorama del genere italiano.

Da fan dei The Jackal auguro loro una lunga carriera e spero continuino a divertirci con i loro filmati su youtube. Da amante di cinema, spero con tutto il cuore che alla prossima occasione un produttore qualsiasi ci pensi due volte prima di dare soldi per un film a qualcuno che proviene dagli sketch sul web. I giovani autori italiani vanno lanciati, difesi, sostenuti, meritano ogni occasione possibile, ma avere un’idea di cosa vuol dire fare cinema deve essere sempre il primo tassello.

Dopotutto, quando l’unica cosa positiva di un film è Gigi D’Alessio, qualcosa vorrà pur dire…..

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Emanuele D’Aniello

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