Maledetto Modigliani, la recensione del film Nexo Digital

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Dopo l’enorme successo riscosso con Paolo Conte – Via con me, che sarà replicato dal 15 al 18 ottobre, il nuovo appuntamento dell’arte al cinema è Maledetto Modigliani, il film distribuito da Nexo Digital.

Inizialmente Maledetto Modigliani, il film sull’artista, era stato programmato nelle sale dei cinema per marzo. Come sono andati poi gli eventi  li conosciamo tutti, e dopo 7 mesi per fortuna possiamo vederlo.

Il film è immaginariamente narrato da Jeanne Hébuterne, che fu un’artista e anche la compagna e la musa di Modigliani.
Durante la narrazione si avverte una certa possessività da parte di Jeanne verso Modigliani, quasi un po’ morbosa. Infatti la pittrice si suicida solo due giorni dopo la morte di Amedeo Modigliani per tubercolosi, ad un mese dal parto del loro secondo figlio.

Come molti altri film di Nexo Digital, Maledetto Modigliani è ispirato dalla mostra “Modigliani e l’avventura di Montparnasse”, che è stata allestita al museo civico di Livorno, sua città natale.

Attraverso Maledetto Modigliani, il film, si scopre la vita dell’artista e si sfata così anche anche la sua nomea di “maledetto”. Una fama alimentata anche da come a volte si firmava, Modì, che è identico alla pronuncia di “maledetto” in francese: maudit.

Da questo docufilm si apprendono aspetti importanti della vita di Modigliani e ciò che gli ruotava attorno. L’arte, gli amici artisti contemporanei, la famiglia, le influenze e i tanti amori

Le donne con cui ha avuto delle relazioni erano tutte intellettuali, persone con cui potesse avere anche uno scambio mentale. Oltre alla compagna Jeanne Hébuterne, ha avuto anche delle relazioni, non per forza di tipo fisico, con la poeta Anna Andreevna Achmatova, e la scrittrice, reporter e suffraggetta Beatrice Hastings

Due donne che avevano anticipato i tempi di cento anni, per le loro lotte e le loro identità!

Anna Achmatova non voleva definirsi nel genere, e a “poetessa” preferiva la parola “poeta” per definirsi. Oggi si sarebbe definita non binary. Invece Beatrice Hastings fu una suffraggetta che rivendicava la libertà sessuale e di proprietà delle donne. Lei stessa viveva la sua sessualità liberamente, avendo avuto sia partner maschili che femminili.

Una parentesi molto interessante del film è dedicata ai macchiaioli. Questo movimento italiano viene raramente trattato, e proprio grazie a Guglielmo Micheli e Giovanni Fattori che Modigliani ha avuto la prima formazione artistica.

Dal momento che Modigliani è l’artista più falsato al mondo, con un rapporto di 3 falsi per ogni opera autentica, lo scopo della mostra a Livorno e di Maledetto Modigliani, il film al cinema dal 12 al 14 Ottobre, è stato quello di raccontare le sue opere che sono giunte fino a noi grazie ad una figura chiave dell’arte moderna: il collezionista

Per il patrimonio artistico autentico di Modì che ci è arrivato, bisogna ringrazie a Jonas Netter e a Paul Alexandre.

Ho trovato molto curiosa una cosa della vita di Modigliani.
Aveva già dimostrato alla famiglia di avere talento; quando a 14 anni ebbe il tifo, la madre promise che gli avrebbe fatto prendere delle lezioni se si fosse salvato. Modigliani è si è salvato, è diventato un’artista noto, ma alla fine si è ammalato di tubercolosi che lo ha portato alla morte.

Una malattia infettiva lo ha fatto diventare un artista e un’altra malattia infettiva ha spento la sua carriera d’artista e la sua vita. La vita è davvero strana delle volte.

Maledetto Modigliani è certamente un film che crea molta curiosità nello spettatore: lo spinge a fare delle ricerche su tanti personaggi e su tanti luoghi dopo averlo visto.

Ambra Martino

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