“In & Of Itself”: lo spettacolo che vi lascerà con la bocca aperta e gli occhi umidi

In & Of itself recensione

In & Of Itself, è il titolo di una performance teatrale di Derek DelGaudio, autore dello show, che si è esibito per 552 volte sul palco del Daryl Roth Theatre a New York City da aprile 2017 ad agosto 2018.

In & Of Itself è poi diventato anche un film ed è attualmente disponibile in streaming su Disney Plus.

Chi è Derek DelGaudio?

Derek delGaudio è un artista a tutto tondo principalmente conosciuto per la sua attività di scrittore, performer e prestigiatore.

Tra i suoi ammiratori ci sono maghi – come Eric Mead e Michael Weber – e prestigiatori come Penn & Teller e David Blaine.

Nel corso della sua carriera DelGaudio è stato selezionato da Disney come consulente per le attrazioni magiche dei parchi a tema ed è stato anche consulente per diversi progetti televisivi e cinematografici tra cui The Academy Awards, The Carbonaro Effect e The Prestige di Christopher Nolan.

In & Of itself è solo uno spettacolo di magia?

Diretto da Frank Oz, che è anche il regista dello spettacolo teatrale di DelGaudio, In & Of Itself è prima di tutto una testimonianza di quelle esibizioni teatrali, che non possono e non devono essere definite meramente come degli spettacoli di magia.

Se così fosse l’audience sarebbe semplicemente stupita, senza parole. Gli spettatori avrebbero le sopracciglia alzate, le loro bocche sarebbero aperte in un’espressione congelata.

In In & Of Itself invece il pubblico inquadrato, oltre ad avere questo tipo di reazione – Derek DelGaudio, protagonista del one man show, è prima di tutto un mago tecnicamente eccezionale in grado di piegare un mazzo di carte alla sua volontà – piange sopraffatto dall’emozione.

E, in un gioco di specchi, anche noi che siamo davanti al monitor della nostra smart tv, ci commuoviamo ripetutamente durante la visione.

Per Derek DelGaudio, i trucchi non sono lo spettacolo in sé, ma un mezzo per raggiungere un fine. Il performer usa infatti i giochi di prestigio, la manipolazione e l’illusione per esplorare, raccontandolo, il suo senso del sé e invita delicatamente gli spettatori a fare la stessa riflessione su se stessi e sulla propria identità.

Questo meccanismo risulta evidente già nei primissimi minuti in cui vediamo che ogni membro del pubblico è stato invitato a scegliere, prima di prendere posto, un piccolo biglietto bianco tra centinaia di biglietti appesi nell’atrio del teatro. Sui biglietti c’è scritto “Io sono …”.

“Io sono un traduttore”, “Sono un idiota ,” “Io sono uno scienziato”, “Io sono una persona che fuma solo nelle ore notturne”.

DelGaudio prende poi una strada apparentemente tortuosa, partendo dal racconto di un marinaio soprannominato il Rouletista– e ci fermiamo qui per non rovinare la visione – per tornare a quella decisione iniziale, in una narrazione il cui obiettivo è chiudere il cerchio.

Regia e montaggio

Frank Oz ha trovato la chiave giusta per rendere il film uno spettacolo coinvolgente, ma diverso rispetto alla performance teatrale. Da un lato si serve di filmati personali e amatoriali di DelGaudio, che lo ritraggono nel corso della sua vita (come quando era un bambino figlio di una giovane ragazza madre) e che ci trasportano visivamente in un’epoca raccontata dalle sue parole a teatro; dall’altro lato utilizza con intelligenza footage di diverse esibizioni, in un montaggio serrato, per mostrare le diverse reazione dell’audience nel corso delle varie performance teatrali.

C’è una vera magia in In & Of Itself che non ha nulla a che fare con conigli estratti dai cappelli e carte indovinate. È il tipo di alchimia emotiva che si ottiene quando due artisti, il performer e il regista, donano se stessi e il proprio punto di vista a un pubblico più ampio.

Oz e DelGaudio sono riusciti nell’impresa di far sentire al pubblico dietro lo schermo il riflesso delle emozioni provate live dall’audience, forse con un’intensità ancora più grande.

In & Of Itself è uno spettacolo incredibile, originale, profondo, intenso, commovente, inedito.

Valeria de Bari

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Valeria de Bari
Sceneggiatrice, chitarrista, poetessa, pittrice: quello che sogno di diventare da grande. Ops ... sono già grande. Amo la musica (soprattutto il punk, il rock e le loro derivazioni), le immagini-movimento e l'arte del racconto (o come si dice oggi lo "story telling"). La mia vocazione è la curiosità. That's all folks

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