Il libro di Henry: cast stellare per un film banale

il libro di henry recensione

Giovedì 23 novembre uscirà in tutti i cinema italiani Il libro di Henry, che abbiamo visto in anteprima. Il film, con un cast stellare che va da Naomi Watts a Dean Norris a Lee Pace, non ci ha però convinto.

Il libro di Henry (The book of Henry) è diretto da Colin Trevorrow, regista e sceneggiatore di Jurassic World, e già questo prometteva bene. In più, nel cast troviamo Lee Pace nei panni di un chirurgo (Pushing Daisies), Naomi Watts, l’indimenticato Hank di Breaking Bad Dean Norris, e la ministella di It Jaeden Wesley Lieberher. C’erano dunque tutte le premesse per un film di qualità, nonostante il trailer non faccia faville.

Il problema è che, per quasi due ore, assistiamo allo svolgimento di una trama piuttosto banale. Il piccolo Henry Carpenter è un bambino dalla mente brillante che vive in una piccola cittadina con la madre Susan e il fratello minore Peter. Come un piccolo Michael Scofield (Prison Break), Henry costruisce marchingegni, è di buon cuore, e soffre di improvvisi mal di testa.

La sua perspicacia e il suo sguardo attento portano Henry a pensare che la sua vicina di casa, Christina, sia vittima del suo patrigno, che com’è prevedibile in questi casi è un pezzo grosso della polizia. Per motivi che ora non specifichiamo, Henry non riesce però a salvare la bambina, e chiede allora aiuto alla madre e al fratello, per compiere un piano molto poco legale e strampalato per togliere Christina alle grinfie del patrigno.

Nonostante gli attori siano molto validi, soprattutto i due piccoli, la sceneggiatura del Libro di Henry è debole: non sentiamo praticamente mai la voce di Christina, che pure è motore dell’azione, né sappiamo nulla del “cattivo”, che per evitare problemi è patrigno e non padre della piccola. Il finale risolve poi tutti i problemi un po’ troppo in fretta, e non si ha la sensazione che tutto sia davvero andato “a posto”.

La critica statunitense non apprezza il film

Anche la critica ha accolto il film in maniera molto negativa: sul sito Rotten Tomatoes il film ha ricevuto solo il 22% delle recensioni professionali positive. Il The Washington Post ha criticato la mancanza di coerenza e il risultato finale, secondo il sito vulture.com il film è un disastro. Il regista, Trevorrow, avrebbe dovuto girare anche il nono episodio di Star Wars, ma la Lucasfilm l’ha licenziato per non meglio precisate “divergenze creative”. Dopo questo film, vien da dire che è meglio così…

 

Valeria Martalò

Lascia un commento

Lascia un commento!
Inserisci il tuo nome qui