Vizi e virtù del film d’animazione sulla nascita di Gesù

cartoni natalizi - nascita di gesù

Mentre i film d’animazione Disney accantonano le fiabe e propongono principesse emancipate alla ricerca di se stesse, Sony Pictures Animation torna sul grande schermo con una storia tanto antica quanto nota: quella sulla nascita di Gesù.

Come accogliere un film d’animazione che ha come protagonista una tenera ma decisa Maria e uno sbadato ma solido Giuseppe? Forse a cuor leggero, con la spensieratezza dei bambini, perché cercare in questo cartone qualche verità spirituale sarebbe davvero pretenzioso.

La storia parte dall’annunciazione dell’Arcangelo a Maria e suggella il suo stile dalle prime battute: Grazie – risponde la giovane – per poi domandarsi – Dovrei dire grazie? Non è sicura, ma comunque accetta il volere divino. Ed è un po’ questo tutto il senso del cartone, accettare un volere superiore, stessa sorte che spetta a Giuseppe quando si ritrova di fronte una sposa già in dolce attesa. Nella giovane coppia emerge la paura di essere stati scelti per un’impresa grande, troppo grande: crescere il figlio di Dio. Dubbio apprezzabile, ma comunque è difficile rendere di spessore una storia legata indissolubilmente alla religione, e dunque a un atto di fede. Per quanto possa far sorridere, il prodotto di Timothy Reckar non può superare i limiti intrinsechi alla dimensione sacra, limiti che un film come Oceania, per menzionarne uno recente, non presenta.

Tuttavia, come ogni film d’animazione che si rispetti ci sono anche altri protagonisti: gli animali.

Sono loro i personaggi più divertenti, ma anche i veri modelli per i bambini. Chi sono gli eroi del Natale? L’asinello Bo, primo su tutti, che scappa dal mugnaio per diventare il “cucciolo” di Maria (con tanto di grattini sulla pancia). Ad affiancarlo una determinata pecorella e un’esilarante colomba. Non mancano all’appello i tre cammelli dei Re Magi e un simpatico roditore.

gli eroi del natale - cartoni di natale

Una pecca, forse, è la mancata traduzione della colonna sonora durante film. Scelta comprensibile solo alla luce del fatto che tutte le canzoni che inframezzano i dialoghi hanno come interpreti artisti del calibro di Mariah Carey, cantante difficile da eguagliare. Un’altra nota dolente riguarda la traduzione banalizzante del titolo originale “The Star”, rivolto ovviamente alla stella cometa che guida Bo verso il suo destino, cioè quello di essere al servizio di un re. Non un re qualunque, ma il re dei cieli!

Vedere o non vedere, quindi, questo cartone natalizio? La risposta è affermativa, ovviamente. A patto che non pretendiate di insegnare ai vostri figli le verità cristiane servendovi di un cartone animato. Lasciate che sia una visione in libertà, senza dogmi. Del resto è proprio questo il primo – e non così scontato – insegnamento di Bo: essere liberi di scegliere fa la differenza!

Alessia Pizzi

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