Ghost Stories. I fantasmi dell’anima sono gli unici da temere

Ghost Stories Film

Ghost Stories è tratto da una pièce teatrale. Uno degli autori nonché protagonista, Andy Nyman, ha dichiarato di aver immaginato questo spettacolo come una versione horror de i Monologhi della Vagina, celebre opera di Eve Ensler per scardinare i luoghi comuni sui genitali femminili e portare all’attenzione del pubblico la questione di genere. “Tre uomini su uno sgabello che raccontano storie agghiaccianti”, così Nyman ha definito la sua idea. Ma la verità è che mi hanno fatto più paura le violenze raccontate dalle donne di Ensler che l’adattamento cinematografico di Ghost Stories.

Lo stesso Nyman interpreta il Professor Philip Goodman, il cui compito è quello di smascherare presunte frodi soprannaturali.

La trama del film lo vede alle prese con tre casi spettrali su cui dovrà indagare. Solo che, colpo di scena (?), a forza di scavare si troverà a dover fare i conti con una verità sconvolgente che lo riguarda molto da vicino.

Ghost Stories è un film noioso, senza particolari colpi di scena né tanto meno momenti di terrore. Il finale vuole sorprendere lo spettatore, ma è talmente banale per qualsiasi persona abbia un minimo di bagaglio horror che sono uscita dalla sala quasi ridendo.

Splendida la fotografia del film e degna di nota l’interpretazione del giovane Alex Lawther nei panni di uno dei “casi umani” di Goodman.

Per il resto cosa devo dirvi di questo film? Tento di ricordare qualche cult sui fantasmi che davvero meritava un po’ di attenzione, dal The Others con Nicole Kidman al Fantasmi con Kate Beckinsale, e non riesco a trovare in Ghost Stories nulla che mi abbia convinto come film dell’orrore. Tuttavia, forse una luce si intravede alla fine del tunnel, ma certamente non concerne gli appassionati del genere.

Lo sguardo sulla natura umana potrebbe essere la nota positiva di questo film. Come ho riscontrato anche in Insidious 4, sembra che l’horror, ormai arenato, tenti di dedicarsi all’indagine psicologica. Se tutto già stato è visto, non ci resta che focalizzarsi sulle paure reali.

Cosa sarà mai un fantasma al cospetto di una malattia, di un omicidio o di un grave lutto?

Perso il potere suggestivo del paranormale ci si affida alle sofferenze quotidiane per spaventare il pubblico, con un ipotetico fine catartico. Non manca nemmeno il cenno al bullismo, che si manifesta in tutta la sua crudeltà, sottolineando come i mostri più terribili siano quelli che ci abitano l’anima. E i fantasmi più pericolosi siano quelli che perseguitano la nostra interiorità.

 

Alessia Pizzi

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