“The Mission” e la forza simbolica delle scene

The Mission recensione film
The Mission

Se sei nel giusto hai già la benedizione di Dio, se sei nell’errore la mia benedizione non servirà a niente.
Se è la forza che determina il diritto, allora non c’è posto per l’amore in questo mondo.

Regia: Ronal Joffé
Genere: avventura, drammatico, storico
Sceneggiatura: Robert Bolt
Fotografia: Chris Menges
Musiche: Ennio Morricone
Cast: Aidan Quinn, Cherie Lunghi, Chuck Low, Jeremy Irons, Liam Neeson, Ray McAnally, Robert De Niro, Ronald Pickup
Uscita: 16 maggior 1986
Paese: Gran Bretagna

Trama

Ispirato al libro omonimo di Robert Oxon Bolt, The Mission è ambientato nel Sud America, 1750. Padre Gabriel  (Jeremy Irons)  un gesuita spagnolo, entra nella foresta pluviale e scala le spettacolari Cascate dell’Iguazù, determinato a convertire al cristianesimo la comunità dei Guaraní. Inizialmente gli indigeni si mostrano ostili, ma quando padre Gabriel suona il suo oboe, ne rimangono conquistati e lo accolgono tra loro. In breve tempo il gesuita crea la missione di San Carlos, una comunità in cui provvede alla cura materiale e spirituale dei Guaraní, al fine di strapparli alla schiavitù.

Il mercante di schiavi Rodrigo Mendoza (Robert De Niro) alimenta la tratta degli indigeni vendendoli alle piantagioni vicine. Un uomo iroso, che si macchia di un grave omidio, quello del suo fratellastro Felipe. Un giorno, dopo aver trovato la fidanzata al letto con il suo fratellastro, Mendoza lo uccide in duello. La fine diventa l’inizio della vita. Tormentato dalla sua coscienza trova conforto in padre Gabriel. Mendoza decide di accompagnare i gesuiti fino alla missione, trascinando per penitenza un pesante fardello contenente la sua armatura e la sua spada. Giunto tra i Guaraní, viene accolto con compassione dagli indigeni, nonostante essi abbiano riconosciuto il loro persecutore. Commosso, Mendoza comincia ad aiutare la missione. Col tempo, prende i voti e diventa un gesuita sotto padre Gabriel.

Poco tempo dopo l’emissario papale, il cardinale gesuita Altamirano, giunge a comunicare che il territorio in cui si trovano le missioni è passato dalla giurisdizione spagnola a quella portoghese: ordina quindi la chiusura della missione di San Carlos e invita le tribù dei Guaraní ad abbandonare il posto. Padre Gabriel e Mendoza, pur sotto la minaccia della scomunica, dichiarano la loro intenzione di difendere la missione. 

The Mission, un film d’Autore che ha fatto la storia del cinema

The Mission è un cult del 1986, rientra tra i 500 film da guardare.  Un film magistrale che ricevette premi e nomination non senza critiche. Fu premiato con la Palma d’Oro al 39º Festival di Cannes; raccolse ampi consensi agli Oscar con sette candidature, ricevendo l’Oscar per la miglior fotografia; nello stesso anno ha ricevuto cinque nomination ai Golden Globe, vincendone due: quello per la Miglior sceneggiatura a Robert Bolt e quello per la Miglior colonna sonora a Ennio Morricone

Altrettanto magistrale è stata l’interpretazione di Robert De Niro. Da duro e cinico schiavista diventa un pacato e sereno uomo convertito profondamente. Sulla stessa scia Jeremy Irons eccelle nelle vesti del missionario portatore di pace e amore. Un uomo che non conosce la violenza e le armi anche quando tutto attorno è morte e pericolo.

The Mission punta su Morricone e Menges e fa scacco matto dando vita ad uno dei film più riusciti della storia del cinema

La riuscita del film è dovuta proprio al sapiente utilizzo della realtà circostante. Pensiamo al paesaggio maestoso e sublime come quello delle cascate dell’Iguazù, incredibile regione pluviale al confine tra Argentina, Paraguay e Brasile. Il fotografo Chris Menges, partendo da questa scenografia naturale, ha saputo mescolare i toni freddi della vegetazione e delle cascate, con quelli caldi delle rocce, del fango e degli indios. Una fotografia curata nei minimi dettagli che hanno regalato allo spettatore la bellezza dei luoghi incontaminati.

Ancor più emozionanti sono le musiche composte da Ennio Morricone, che ha composto una delle colonne sonore più riuscite nella storia del cinema. Musiche che hanno reso ancora più incisive determinate scene. Pensiamo alla battaglia sulle canoe, che pur nella sua drammaticità diventa ancora più intenso e struggente grazie all’utilizzo di uno dei cori più belli mai interpretati. 

The Mission, un film dotato di un’intensità struggente in grado di comunicare emozioni forti senza l’ausilio di molti dialoghi

Tanti sono i film cult della storia, pochi hanno la forza di reggersi senza l’ausilio di molti dialoghi. The Mission fa proprio questo, si distacca dalla consuetudine e punta tutto sulla fotografia e sulle colonne sonore. Le immagini hanno la capacità di parlare da sole grazie alla forza simbolica di alcune scene. Pensiamo al personaggio interpretato da De Niro, che per espiare i suoi peccati trascina, lungo il suo percorso, armi ed armature che avevano fatto di lui un uomo iroso e accecato dalla gelosia fino a diventare un omicida.

Scene potenti che urlano silenziosamente la sofferenza atroce del cuore di un uomo. Una forza simbolica che rimbalza sullo spettatore creando una connesione intima. Una forza che ha lo scopo di ricordarci la fatica che facciamo quando trasciniamo, nella nostra quotidianità, i drammi, le inquitudini, le angosce e le paure del passato. Pesi che rallentano il nostro percorso di vita, succhiando le nostre energie, proprio come accade a Mendoza.

Amore e odio con la critica

All’epoca della sua uscita The Mission fu praticamente travolto dalle critiche. Si ritenne che il film aveva il solo scopo di diventare un Kolossal, lamentando dunque una eccessiva “spettacolarità” distorcendo gli eventi storici che videro coinvolti i Gesuiti in Paraguay.

Allo stesso modo fu criticata l’eccessivo buonismo del film, per alcuni troppo legate al mito del “buon selvaggio” e ad una visione “paternalistica” del rapporto colonizzatori/colonizzati. Un escamotage che celava il reale dramma che si viveva al tempo, la morte atroce in cui incorrevano molti missionari e lo sterminio di molti indigeni trattati alla tregua di mera merce.

Curiosità

  1. Il film è costato 50 miliardi. È stato girato in Colombia e Argentina, da una ‘troupe’ di 180 persone (italiani, inglesi, francesi, tedeschi e colombiani) e 250 Indios Waunana;
  2. Ennio Morricone, tentennò inizialmente nell’accettare l’incarico offertogli da Joffè; il film era tanto perfetto e compiuto che non necessitava dell’ausilio musicale, solo l’insistenza del regista lo fece recedere dal suo iniziale rifiuto.

Tre motivi per vedere The Mission:

  1. La presenza di paesaggi maestosi che fanno da scenografia naturale;
  2. Per le musiche di Ennio Morricone che hanno fatto la storia del cinema;
  3. Per lo forza simbolica di molte scene.

Quando vedere il film:

The Mission è un film impegnativo e lungo per cui va guardato quando si ha molto tempo e senza distrazioni.

Angela Patalano

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