Qualcuno volò sul nido del cuculo: il ritratto amaro della follia

Qualcuno volò sul nido del cuculo: recensione film

Ma credete veramente di essere pazzi? Davvero? Invece no, voi non siete più pazzi della media dei coglioni che vanno in giro per la strada, ve lo dico io!”

Titolo originale: One Flew Over the Cuckoo’s Nest
Regista: Miloš Forman
Sceneggiatura: Bo Goldman, Lawrence Hauben
Cast Principale: Jack Nicholson, Louise Fletcher, Will Sampson
Nazione: USA

Qualcuno volò sul nido del cuculo è una delle più importanti pellicole sul disagio mentale e sul maltrattamento dei pazienti nei manicomi, con protagonista Jack Nicholson e diretto da Miloš Forman.

Datato 1975, il film vinse all’epoca tutti gli Oscar nelle categorie principali, ben 5, entrando ufficialmente nella storia del cinema internazionale, evidenziando l’importanza e la novità del tema trattato sul grande schermo.

Qualcuno volò sul nido del cuculo si è confermato essere, negli anni, uno dei grandi film americani degli anni ’70.

Una visione oscura del sistema psichiatrico americano, che utilizza il genere della tragi-commedia per raccontare un problema reale di quegli anni negli Stati Uniti.

La storia si concentra su Candle McMurphy (Jack Nicholson) arrestato per piccoli reati, che viene portato in una clinica psichiatrica: tenta di fingersi pazzo per sfuggire al carcere.

Qui viene a contatto con gli altri pazienti dei quali diventa ben presto il beniamino: si prende gioco delle sedute di psicoanalisi, si improvvisa telecronista, organizza una piccola gita in barca. L’ospedale è diretto dalla ferrea capoinfermiera, la signorina Ratched (Louise Fletcher) che ha organizzato la vita dei pazienti secondo regole di intransigente disciplina.

L’unità in cui si trova il protagonista è capeggiata dall’infermiera Mildred Ratched, che guida i pazienti in dibattiti quotidiani che a prima vista sembrano una vera terapia di gruppo.

Ma McMurphy si rende conto gradualmente che l’infermiera Ratched è in realtà una sociopatica astuta, che usa il suo potere per terrorizzare e torturare psicologicamente coloro che apparentemente sta aiutando.

Ispirato al romanzo di Ken Kesey del 1962, Qualcuno volò sul nido del cuculo colpì totalmente pubblico e critica.

Il grande successo, portò la pellicola ad aggiudicarsi sei Golden Globe, sei BAFTA e cinque Oscar, tra cui miglior attore, miglior regista e migliore attrice per Louise Fletcher.

Ciò che contraddistingue Qualcuno volò sul nido del cuculo è il modo di raccontare una situazione così estrema e critica dell’epoca.

Il metodo con cui il regista Milos Forman inquadra le ragioni e le conseguenze dell’uso della terapia d’urto, ci fa dubitare che si tratti di un ciclo terapeutico praticabile nella realtà, ma più semplicemente di una forma di tortura fisica e psicologica. 

Vale anche la pena notare che il regista era un espatriato cecoslovacco. Questo rende il film più di una semplice esposizione sul funzionamento del sistema psichiatrico americano dell’epoca, ma una vera e propria denuncia.

Il regista e i suoi sceneggiatori mostrano quanta brillantezza sovversiva e seria misoginia possano abitare lo stesso film, catturando lo spirito anti-autoritario della contro cultura degli anni Sessanta.

Qualcuno volò sul nido del cuculo è una commedia dark, se si può definire così, ambientata in circostanze davvero pessime, con personaggi fantastici.

Una miscela rara di tragedia e commedia, che ha sfornato dei personaggi davvero iconici: il protagonista McMurphy, interpretato da Jack Nicholson, colui che dà inizio a tutto e provoca poi tutto ciò che succede.

Ma soprattutto l’infermiera Ratched, sulla quale è stata realizzata la serie omonima appena uscita su Netflix.

Ritenuta uno dei “cattivi” più iconici e d’ispirazione nella storia del cinema, è un personaggio sottile, che solo dopo un po’ ti lascia comprendere l’effetto dannoso che ha sui suoi pazienti.

Qualcuno volò sul nido del cuculo è un film di straordinaria potenza, che porta con sé dei valori che si rivelano fondamentali ancora oggi.

Tre motivi per vedere il film:

  • La potente interpretazione di Louise Feltcher nei panni dell’infermiere Racthed
  • È un film denuncia, impossibile da non vedere almeno una volta
  • Jack Nicholson nel ruolo che l’ha avviato alla sua brillante carriera

Quando vedere il film

Sconsigliato ai minori di 14 anni, è un film che può creare un po’ di disagio, quindi da vedere quando si è veramente pronti.

Ilaria Scognamiglio

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