60 anni de “L’appartamento”, la commedia amara di Billy Wilder

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L'appartamento

Ho detto che non ho famiglia, non che ho un appartamento vuoto. 

Titolo originale: The Apartment
Regista: Billy Wilder
Sceneggiatura: Billy Wilder,  I.A.L. Diamond
Cast Principale: Jack Lemmon, Shirley MacLaine, Fred MacMurray, Jack Kruschen, Ray Walston, Edie Adams
Nazione: U.S.A.
Anno: 1960

L’appartamento” compie 60 anni dalla sua prima proiezione negli U.S.A. il 15 giugno del 1960.

L’appartamento” è uno dei capolavori indiscussi della commedia sofisticata americana e, soprattutto, di Billy Wilder, che lo ha diretto e sceneggiato.

C.C. Baxter (Jack Lemmon) è un impiegato di New York, scapolo e ambizioso. Si intuisce che lavora bene, ma per fare carriera – oggi come nell’America degli anni ’60 – le relazioni sono importanti. Bisogna farsi conoscere dai superiori e fare buona impressione. L’asso nella manica di C.C. per conquistarli è l’appartamento in cui vive da solo. Potendone uscire ogni volta che serve, lo presta a turno ai suoi superiori sposati, che vi portano le loro amanti.

Non mancano i disagi per Baxter, spesso costretto ad attendere sotto la pioggia prima di poter rincasare o ad andarsene a sera tardi, pur essendo raffreddatissimo. La promozione arriva, premiando sforzi e sacrifici. Tuttavia, la vittoria ha un sapore agrodolce, visto che l’amante del capo del personale è la ragazza di cui Baxter si è innamorato, Fran Kubelik (Shirley MacLaine), che la sera di Natale in quell’appartamento tenterà addirittura il suicidio.

Fin qui, già dalla trama, risulta evidente che “L’appartamento” è una commedia amara di denuncia sociale del cinismo degli ambienti lavorativi. I capi sono tutti uomini. Le donne fanno le segretarie, le impiegate, le ragazze dell’ascensore (come la protagoniste Fran). Spesso diventano amanti dei loro superiori, rigorosamente sposati, che promettono loro di lasciare la moglie, per poi sostituire, presto o tardi, anche l’amante con un “modello più recente”. Le feste di Natale in ufficio si trasformano in divertenti baccanali, ma la mattina del 25 dicembre si aprono i regali sotto l’albero con i propri  figli piccoli.

Ma “L’appartamento” è anche una commedia romantica che diverte con la sua sceneggiatura perfettamente puntuale.

La coppia Billy Wilder – I.A.L. Diamond era già rodata e, l’anno prima, nel 1959, aveva già fatto uscire un altro classico, “A qualcuno piace caldo”, sempre con Jack Lemmon. 

Ma se il film del 1959 entrerà nel mito del cinema, tra scene cult con Marilyn Monroe e battute entrate nella storia del cinema, Billy Wilder considererà “L’appartamento” il suo vertice creativo e ammetterà di non avere mai più raggiunto quelle altezze.

Pioveranno premi: ben 5 Oscar nel 1961, tra cui i pesantissimi  per il miglior film, la  migliore regia e la miglior sceneggiatura originale; la Coppa Volpi al Festival di Venezia del 1960 per Shirley MacLaine. 

La sceneggiatura è un meccanismo talmente perfetto da raggiungere il raro equilibrio tra commedia drammatica e dramma comico (Morandini). “L’appartamento”, infatti, è una commedia cinica ed amara, dove si dà poco spazio al romanticismo. Ma quel poco basta e avanza per renderlo un film d’amore tra due personaggi che nel corso della trama evolvono, o meglio si scoprono per ciò che sono o vogliono essere.

All’inizio, C.C. ci appare come un impiegatuccio servizievole e cinico, che si fa ricattare dai suoi superiori pur di ottenere l’agognata promozione. È così succube da mettere le richieste del capo di turno di fronte alle sue esigenze di sonno e salute e quasi da infastidire lo spettatore. 

Fran, invece, è deliziosa fin dalla prima scena, quando in ascensore cerca di difendersi dalle molestie. 

Un personaggio che appare moderno, anche se incastrato in un cliché. Accetta di tornare ad essere l’amante di un traditore seriale, anche se avrebbe delle alternative, perché convinta che questo sia un po’ il suo destino. Con gli uomini ha “avuto iella fin dall’inizio. La prima volta che mi hanno baciata era in un cimitero, afferma. Si definisce “un pessimo rischio assicurativo”. E si tiene lo specchio da borsetta rotto, perché così, quando si guarda, ci si vede come si sente.

Ma alla fine Fran prende coscienza di quanto vale e di cosa vuole. C.C. si ribella alle prepotenze e segue il consiglio del suo vicino di casa: cresce e diventa un “mensch”, ovvero un “essere umano”. Il cambiamento delle loro vite passa attraverso il loro rapporto, che supera la solitudine di entrambi.

D’altronde la solitudine di migliaia di cittadini newyorkesi è uno dei temi del film. 

È doveroso elogiare la recitazione impeccabile di due attori dalla personalità assolutamente originale. Jack Lemmon ha una fisicità e una mimica peculiari e riconoscibili, che in poche scene trasformano C.C. Baxter da fastidioso travet ad autoironico seduttore. Shirley MacLane è radiosa ed espressiva. Insieme rendono il finale una sferzata di vitalità e buon umore, sciogliendo l’amarezza sottesa in tutto il film.

Anche con questo film – come in “A qualcuno piace caldo” – Wilder e Diamond ci regalano un’ultima scena memorabile, tra due ribelli disoccupati che non fanno che guardarsi negli occhi.

Ragione ha avuto la critica che ha definito “L’appartamento” un pamphlet sulla società americana dei primi anni ’60.

Sicuramente Wilder e Diamond volevano colpire il perbenismo e i valori legati alla carriera e all’ascesa sociale. Ma il regista, anni dopo, chiarì che quella critica non era solo alla società americana, perché quel perbenismo e quei valori (o disvalori) possiamo trovarli in qualsiasi città, non solo a New York. 

E ciò vale ancora ai nostri giorni, tanto da rendere “L’appartamentoun film ancora attuale, ma con il fascino del classico intramontabile della vecchia Hollywood, grazie anche alla sua perfetta fotografia in bianco e nero.

3 motivi per guardarlo:

– perché è uno dei film più belli di Billy Wilder;

– per la scena in cui i protagonisti giocano a carte, in uno scambio di battute perfette tra lui che ama lei e lei che ama un altro e ha infilato una serie di deprimenti delusioni d’amore;

– per il riuscito incastro delle interpretazioni impeccabili di Jack Lemmon e Shirley MacLaine. 

Quando vedere il film:

è sempre il momento giusto per (ri)vedere “L’appartamento” di Billy Wilder.

Stefania Fiducia

E a proposito di Billy Wilder, questo è il precedente appuntamento con il cineforum:

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