Panico da lettera? Tranquilli non siete i soli… e Vermeer lo sapeva bene

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Il panico da chat amorosa è un problema moderno? Nemmeno per sogno! E questa signora fiamminga alle prese con una lettera d’amore ve lo proverà.

Ottobre… mele, castagne e lettere. Sì sì, lettere. Perché tra whatsapp e app varie riceviamo “lettere” tutti i giorni. Dagli amici di sempre, dai genitori e, diciamolo pure, anche dai nostri flirt estivi che si fanno risentire.. Come al solito qui agli Infusi d’arte abbiamo trovato qualcuno che è nelle nostre stesse condizioni: alle prese con una lettera d’amore. Curiosi? Volete conoscere il personaggio di oggi? Continuate a leggere questo nuovissimo Infuso.

Il dipinto di oggi è Lettera d’amore di Jan Vermeer, dipinto tra il 1669 e il 1670. Se volete vederlo di persona è ad Amsterdam al Riijkmuseum. Un po’ lontano ma non si sa mai. Per visionare il quadro clicca qui.

Cosa sta succedendo?

La situazione la conoscete tutti. E’ appena arrivata una lettera da uno spasimante (uno dei messaggi di cui parlavamo prima) e lei è rimasta lì, ferma, bloccata. La apro o non la apro? Visualizzo o non visualizzo, diremmo noi. Ma il problema è sempre lo stesso. Nella sua elegante veste di pelliccia la signora ha mollato tutte le sue attività. La scopa è rimasta contro il muro, le ciabatte in mezzo all’uscio (ve le ricordate? sono le stesse dei coniugi Arnolfini!). Come se non bastasse vicino a lei c’è anche una cesta di panni da lavare e un cuscino per i merletti.

Ma la lettera, la lettera è mille volte è più importante e la serva che l’ha portata lo sa bene. Basta guardare quel sorriso furbo e complice che vuole rassicurare la dama. Un po’ come la vostra migliore amica, quella che vi salva dai mille dubbi che vi assalgono. Era ed è un momento tra donne. Complice, intimo, privatissimo. Vi meravigliate perché lei è una serva e l’altra una signora? Rilassatevi, Vermeer ha superato ogni distinzione di classe.

Ma cos’è che ci fa entrare nel dipinto?

Hehe..qui Vermeer si è inventato un trucchetto niente male. Guardate alla vostra destra: c’è una bella scansia piena di oggetti. Anche qui un bel disordine. Subito sopra c’è un bel tendaggio e sulla sinistra una parete di legno. Tutte queste cose fanno da cornice scura alla luminosissima scena della lettera che così cattura tutta la nostra attenzione. In poche parole Vermeer ci ha messo in una stanza semibuia davanti alla scena. Siamo praticamente a casa della signora.

Ormai lo sapete. I fiamminghi adorano i dettagli. Qual’è quello di questo quadro?

E’ proprio davanti a voi. No non la lettera ma il dipinto alle spalle della serva. Il mare calmo è l’emblema di un amore felice. Come se non bastasse a nave dipinta nel quadro ha le vele spiegate e  procede decisamente bene. Un segno di buon augurio che nelle raccolte di proverbi era associato alla frase “Anche se sei lontano, non lo sei dal mio cuore”. In una regione che viveva di commerci  via mare è davvero perfetta.

Due parole sullo stile…

un fiammingo in piena regola in nostro Vermeer. Ha inserito dettagli preziosi, i gioielli della signora con la lettera, ma anche quotidiani(le famose ciabattine la scopa e il cesto dei panni). Fantastico il gioco di sguardi tra le due donne. Come è riuscito a renderlo così bene. Semplice, vivendo con la moglie, la suocera e le figlie di scene come questa ne aveva viste tante. Diciamo ce per l’animo femminile ormai aveva un certo occhio…

Anche questo InfusodArte è finito purtroppo. Ancora voglia di fiamminghi? Vi capisco, e proprio per questo vi lascio qualcosina da rileggere nell’attesa del prossimo Infuso. Due settimane e siamo di nuovo da voi!

Jan Metsys e Flora

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Chiara Marchesi

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