Underworld: Blood Wars. La rinascita di Selene

Kate Beckinsale stars in Screen Gems' UNDERWORLD: BLOOD WARS.
Kate Beckinsale stars in Screen Gems' UNDERWORLD: BLOOD WARS.

Sono passati quasi 15 anni dal primo Underworld e lo scorrere del tempo inizia a pesare anche sulle spalle dell’immortale Selene, che si presenta come una vampira più matura (e non solo fisicamente) nell’ultimo capitolo della saga.

Nonostante sia una grande estimatrice di horror in tutte le salse, nonché una trepida sostenitrice delle eroine femminili, ammetto di essermi seduta sulla poltrona del cinema con più timore che curiosità. Un timore che mi sono portata appresso durante tutta la prima mezz’ora del film. Perché ho creduto che anche Underworld fosse diventato uno sparatutto fine a se stesso, con i soliti giochi di potere tra vampiri e lycan, e una Selene nel mezzo che cerca di sopravvivere e di salvare chi ama con molta stanchezza nell’anima.

E forse, alla fine, almeno apparentemente, il film è esattamente così. Poi però prende una piega del tutto inaspettata, quasi zen, che manda un messaggio concreto allo spettatore. Un messaggio che va oltre l’amore romantico per il defunto Michael, il legame materno con l’ibrida Eve, e gli intrighi e i tradimenti delle casate rivali. Underworld, pur essendo un tipico action horror, riesce a deviare il percorso che ci aspetteremmo e a comunicare qualcosa di importante.

Molto più importante di fenomenali lotte in 3D tra esseri sovrumani, che comunque incollano allo schermo gli occhi di un pubblico ancora rapito e affascinato da mosse sempre più elaborate; molto più importante di una scenografia elegante, cupa e fredda come il ghiaccio che circonda gran parte del panorama; molto più importante di un ottimo cast, che ancora fa la sua figura capeggiato da Kate Beckinsale nella storica  (e claustrofobica) tutina in pelle nera.

underworld 5 blod wars

Underworld: Blood Wars ha un titolo che è tutto un programma, ma un finale davvero inaspettato. Un finale che va a carpire l’umanità di una protagonista disumana, che parla di morte agli immortali, che racconta – paradossalmente – la rinascita di un vampiro. Questo perché le lezioni non finiscono mai. E non si tratta di dogmi da apprendere e seguire, ma del costante mutamento interiore, della perpetua evoluzione che la vita ci pone forzatamente di fronte agli occhi. Anche quando crediamo che tutto è perduto, anche quando non abbiamo più speranza.

Per questo motivo Selene è un grande personaggio. Perché accetta il suo sconforto e il cambiamento che ne consegue. È una protagonista in continua crescita, che ha ancora qualcosa da raccontarci.

E infatti, molto probabilmente, non è finita qui.

Alessia Pizzi

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