La moda post apocalittica: idee per gli abiti del futuro

la moda post apocalittica

Da Dune a Warrior Nun, passando per Matrix e Mad Max, il cinema chiede aiuto alla moda per immaginare l’estetica post apocalittica.

Domani, 16 settembre, Dune arriva nei cinema italiani. Denis Villeneuve, regista di Blade Runner 2049, firma questo nuovo film tratto dal romanzo del 1965 di Frank Herbert. Il protagonista Paul Atreides è interpretato da Timothée Chamelet, che a Venezia ha fatto furore con il suo look e il suo carisma.

Il macrocosmo di Dune influenzerà anche i fashion trends?

Il futuro, soprattutto quello distopico, è da sempre al centro di produzioni cinematografiche e letterarie, che nei secoli hanno contribuito ad avviare profonde riflessioni sul destino dell’umanità. Dal mezzo flop (che io in realtà ho adorato) Waterworld, alle serie Netflix Black Mirror e Warrior Nun, passando per Mad Max, Matrix o Hunger Games, la rappresentazione dei prossimi secoli è molto variegata. Nomadi, predatori, streghe, creature del deserto o intelligenze artificiali evolutissime: quale fine ci aspetta? La catastrofe farà ripiombare la società a uno stadio tribale o la modificherà in modo futuristico, con un mondo virtuale governato dalle macchine: questi sembrano i due estremi più plausibili.

Come si vestiranno le donne e gli uomini dopo l’Apocalisse?

L’incertezza del presente causa ansie profonde, per questo è catartico immaginare senza freni e senza paradigmi la moda del futuro. La distruzione e la rinascita, la creazione sulle macerie, il ripensare completamente ai paradigmi estetici per un nuovo mondo, per i nuovi essere umani, è una sfida irresistibile per i creativi.

Jenny Beavan, vincitrice dell’Oscar nel 2016 per i costumi di Mad Max: Fury Road ha fatto un lavoro sensazionale, che le è valso la preziosa statuetta. Molti stilisti, invece, hanno portato la moda post apocalittica nella vita reale. Alcuni di loro hanno dedicato a questo trend una o due collezioni, come Balenciaga o Gucci in tempo di Covid, altri ne hanno fatto un loro segno distintivo. Tra questi, Philippe Plein e soprattutto Rick Owens hanno saputo disegnare un guardaroba per lo più genderless, con abiti mutaforma e accessori futuristico/tribali.

Micaela Paciotti

Foto: Warrior Nun, Netflix.

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