Balenciaga: sfilata nell’acqua per la crisi climatica

paris fashion week 2020 - balenciaga

Modelli con l’acqua alle caviglie: la Paris Fashion Week 2020 subisce il climate change

Acqua alta in passerella, Balenciaga racconta la crisi climatica durante la Paris Fashion Week 2020. Tra performance e business, tra climate change e moda, non si ferma l’ondata creativa di Demna Gvasalia, che dal 2015 ha preso le redini di Balenciaga, proiettando il brand verso l’infinito e oltre.

Durante la Paris Fashion Week ha installato un set apocalittico per la collezione A/I 2020. Per gli appassionati di Stranger Things, è come stare nel sottosopra di Undici: buio e acqua.

Il riscaldamento globale, il clima impazzito (nuvolone nere proiettate su maxi schermi), pioggia incontrollabile che sommerge le prime file, costringendo gli spettatori a sedersi in alto.

Balenciaga: acqua alta in passerella, la crisi climatica vista dalla moda

Il termometro in Antartide segna 20 gradi, i ghiacciai si sciolgono, il livello dei mari si innalza. Il mondo resta a guardare senza riuscire a creare un contro-cambiamento importante.

Le modelle e i modelli -alcuni over 60- camminano quindi con l’acqua alle caviglie, su passerelle inondate e inquietanti. I corpi sono fasciati in materiali tecnici, le scarpe sono in Vibram, le linee classiche sono mixate con estremizzazioni.

Come degli atleti di motocross, hockey o sub, gli uomini e le donne di Balenciaga sono avvolti, protetti, nascosti ma allo stesso tempo svelati da tessuti aderenti, stretch, avvolgenti. L’estetica della collezione è quindi la seconda pelle, il guscio, la protezione.

Il quotidiano diventa extra-ordinario

Gvasalia ci ha abituato fin da subito alla sua visione dissacrante degli oggetti del quotidiano: chi si ricorda della borsa Balenciaga da 2000 euro fatta identica alla shopping blu di Ikea?

Ora tocca alla divisa da calcio, la tuta biker o da body builder, la muta da sub. Sono decontestualizzati e arricchiti da spalle a pagoda, punte, maxi-volumi. Non esistono cuciture, è tutto termosaldato, per dare fluidità e quasi una visione mutante del corpo vestito.

Insomma, se la fine del mondo è vicina, l’importante è arrivarci vestiti Balenciaga!

Micaela Paciotti

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