MasterChef Italia 10: 6 motivi per cui è stata un’edizione sorprendente!

MasterChef Italia 10 classifica
MasterChef Italia 10

Si è concluso il cammino dell’edizione numero 10 dello show culinario più famoso d’Italia. Non poteva concludersi meglio, con la vittoria di Francesco Aquila (detto “Aquila”!). Anche se devo dire che non è stato l’unico motivo del mio giudizio super positivo su questa edizione. La presenza di Monir e di Irene tra gli ultimi 4 finalisti è stata assolutamente sorprendente! Monir, l’aspirante Chef super creativo e colorato (a detta anche dello Chef super stellato Mauro Colagreco), è stata una grandissima rivelazione.

I punti di forza di MasterChef Italia 10 secondo CulturaMente:

  1. Un’edizione globale: multietnica, multiculturale, quella di quest’anno. MasterChef Italia 10 ha saputo coinvolgere, ci ha regalato quel sorriso, quelle risate di cui sicuramente avevamo tutti bisogno.
  2. 0 antipatia dei partecipanti e poca competizione: per la finale, devo ammettere, non ho neanche guardato la serata di Sanremo dedicata alle Cover musicali. La mia scelta la rifarei centomila volte. Non mi sono pentita, anzi…E poi (soprattutto!) 0 ingredienti di antipatia. Solo tanta voglia di esprimersi attraverso piatti particolari ed originali. Sto parlando in particolare di Antonio, l’aspirante Chef dal cuore di ghiaccio. Il chimico, super esperto e super metodico. Nell’ultima puntata ha ideato un menù dal cuore caldo, che parlava di ricordi e soprattutto di affetti. Mi sono commossa quando ha dedicato il suo piccione a bassa cottura alla sua nonna che ora non c’è più. Geniale la sua scelta di riproporre un piatto totalmente “black”. Il colore nero diciamo che lo ha caratterizzato e segnato molto: per colpa di un piatto dal colore nero rischiava di uscire, sempre per colpa di un piatto black è stato messo in discussione.
  3. Covid? MasterChef Italia 10 ha saputo ben resistere a questa nostra situazione così atipica e particolare a causa della pandemia. Edizione che non ha quindi risentito del contesto attuale e si è saputa ben adattare.
  4. Grandissima eterogeneità dei partecipanti. La terna dei finalisti assolutamente variegata e unica. rene, una ragazza semplice (la “Cenerentola”, come la chiamano i giudici), dai capelli multicolor, una ragazza per certi versi ribelle, arriva in finale e porta l’estetica tutta stellata imparata nella prova con lo Chef stellato Enrico Bartolini. Irene ha sempre affermato di amare immensamente sia la cucina, sia l’arte. Entrambe le ha sempre unite ed amalgamate in maniera egregia nelle sue portate. Mai scontata, sempre creativa. Mai altezzosa, sempre semplice. Mai scontrosa, sempre umana. Insomma (l’avrete anche capito) non ci sarei rimasta male se a vincere fosse stata lei. Antonio, il genio incompreso dalle mille forme. Solo all’ultimo ha saputo sprigionare la sua sensibilità ed emotività. Comunque, bravo!
  5. Vittoria di Aquila, super meritata! Il voto qui è di 10! Francesco Aquila merita di volare, volare alto! “Zio bricco!”, per riprendere il suo motto che gli ha portato tanta fortuna.
  6. Poche prove in esterna? Poche ma buone, vien da dire. Vista la pandemia, sono state molto ridimensionate le prove in esterne. Ma non se n’è sentita affatto la mancanza. Le diverse puntate sono state caratterizzate da tante prove skill test molto adrenaliniche e dalla presenza di Chef super stellati. Insomma, le esterne non ci sono mancate. Anzi…

Qual è l’opinione complessiva dell’edizione numero 10 di MasterChef Italia secondo CulturaMente? Una bella edizione, fatta di belle persone e di belle portate. Unico punto negativo? Perché non proviamo a cambiare la terna dei giudici per la prossima edizione? La butto lì, eh…

Maria Serena Cospito

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