Clubhouse: fenomenologia del discusso social network

Clubhouse social network

Clubhouse è il nuovo social network di cui tutti stiamo parlando negli ultimi giorni. Come funziona? Chi vi può accedere? Quali sono le caratteristiche del nuovo social?

Queste sono le domande a cui risponderò all’interno di questo articolo. Ma partiamo dall’inizio. Per attitudine, studi e percorso professionale mi sono sempre interessata a tutti i mezzi di comunicazione di massa: dalla carta stampata alla radio, dal cinema alla televisione per arrivare ai social network. Uso Facebook dal 2007; Twitter, Instagram e LinkedIn dal 2010; Pinterest dal 2012. Seguendo lo stesso principio guardo la prima puntata di tutti i nuovi programmi tv che vanno in onda (per farmi un’idea del format) e, entro il 31 gennaio di ogni anno, recupero tutti i film candidati agli Oscar.

Quando nel 2016 una mia carissima amica mi ha parlato per la prima volta di Tik Tok, dicendomi che sua figlia di nove anni lo usava, sotto l’attenta supervisione genitoriale per “fare dei balletti”, ho archiviato l’informazione e deciso di non scaricare l’app, sottovalutando erroneamente questo social network. Mi sono detta: “Se l’utente tipo è una bambina (o ragazzina?!?!) che frequenta ancora la scuola elementare, Tik Tok non può essere un social per me che ho superato abbondantemente l’adolescenza”.

Ho fatto un errore di valutazione, perché nel frattempo Tik Tok ha sbancato anche tra gli adulti e quando mi sono iscritta nel 2020 mi sono sentita una nonna. A quel punto come Rossella O’Hara in Via col Vento si ripromette di non soffrire più la fame, io ho giurato a me stessa che, da specialista della comunicazione, non sarei mai più arrivata in ritardo su un social.

Così quando la scorsa settimana sulla mia bacheca di Facebook sono comparsi status a tema Clubhouse ho deciso di non perdere tempo: ho scaricato l’app, mi sono iscritta inserendo il mio numero di telefono e ho scoperto che non si può entrare subito nella community: bisogna mettersi in lista d’attesa. Su Clubhouse si entra solo su invito.

Incredibilmente quattro ore dopo ero già dentro.

La caratteristica principale del nuovo social è l’esclusività, declinata a vari livelli.

Esclusività all’ingresso

La strategia di marketing è stata attentamente pianificata dai fondatori Paul Davison e Rohan Seth, che si sono ispirati al principio di scarsità, secondo cui un’opportunità risulta essere più desiderabile quando la sua disponibilità è esigua o limitatamente accessibile. Come ho già spiegato a Clubhouse si può accedere solo dopo aver ricevuto gli inviti. Negli Stati Uniti la diffusione degli inviti è stata pianificata in modo dettagliato. Essi sono stati inizialmente distribuiti solo ai vip americani: Oprah Winfrey, Jared Leto, Drake, Kevin Hart, Chris Rock.

Prima della gente comune su Clubhouse sono arrivati “quelli che contano”, che hanno iniziato a loro volta a invitare gli amici dando così vita a un circolo elitario. 

Esclusività del “senso”

A differenza degli altri social a cui siamo abituati – su cui utilizziamo contemporaneamente comunicazione scritta, vocale e visiva – Clubhouse propone l’utilizzo esclusivo della comunicazione vocale. Come si può leggere sul sito dell’applicazione:

Clubhouse is a new type of social product based on voice. It allows people everywhere to talk, tell stories, develop ideas, deepen friendships, and meet interesting new people around the world.

Nel momento in cui l’utente individua una stanza che in cui si parla di argomenti interessanti deciderà di unirsi a quella conversazione. Dovrà quindi ascoltare, capire di che cosa si parla, intervenire chiedendo la parola. Nella stanza si può essere moderatori, speaker o ascoltatori. Il moderatore ha ovviamente l’onere di gestire la conversazione, invitare gli altri e dire la propria o togliere loro parola. Gli speaker sono tutti quelli che hanno la possibilità di esprimersi e, infine, gli ascoltatori sono quelli che ascoltano passivamente in “modalità podcast “, potremmo dire.

Clubhouse ricorda molto il mondo della radio, con la differenza che permette all’ascoltatore di dire ciò che pensa realtime e di avere uno scambio con artisti, cantanti e personaggi dello spettacolo. Io, ad esempio, mi sono ritrovata in una room con Morgan e Calcutta.

Esclusività spazio-temporale

Le interazioni tra utenti su Clubhouse si svolgono hic et nunc. Mentre sugli altri social gli utenti possono scambiarsi like e inviarsi messaggi che possono essere visualizzati in un momento successivo, su Clubhouse è richiesta la propria presenza live. Se una mattina non riesco a connettermi al social e mi perdo le informazioni, a cui ormai sono affezionata, fornite nella stanza “Rassegna stampa” non posso più recuperarle.

Una mia personale impressione è che Clubhouse abbia poi preso dalla televisione l’organizzazione quotidiana e settimanale secondo un palinsesto. Se ci si connette al mattino si trovano stanze come: “Rassegna stampa”, “Breakfast club”; “Il caffé del Buongiorno”; nel pomeriggio gli argomenti sono vari e si passa da stanze come “Aneddoti di vita legati a una canzone” a “Parliamo di Outdoor”; alla sera spesso, come se fossimo in un salotto televisivo, troviamo conversazioni con gli argomenti del giorno: Draghi, Conte, Sanremo 2021. A qualsiasi ora sono presenti stanze autoreferenziali in cui si discute di Clubhouse su Clubhouse. Al momento in cui scrivo trovo per esempio “Welcome to Clubhouse (Beginners Guide)”, “Cloubhouse è emergenza PREZZEMOLINI nelle room”, “Just join Clubhouse? Tips&Triks to become influencer”.

Esclusività del dispositivo

Chi vuole accedere alla piattaforma deve registrarsi con i suoi dati personali permettendo di verificarne la validità. L’iscrizione è possibile solo dopo aver compiuto la maggiore età. Ma soprattutto bisogna possedere un dispositivo Apple: chi ha Android, al momento, è escluso da Clubhouse.

Esclusività degli argomenti

In Italia Clubhouse è, almeno in questo momento, invaso da tutti i soliti nomi del panorama italiano della comunicazione. Di conseguenza la maggioranza della stanze sono a tema “success coaching”, “marketing strategies”“personal branding”. La speranza è che, con l’apertura a più utenti appartenenti a mondi diversi, Clubhouse possa diventare un grande bar dove confrontarsi sui temi più disparati.

Nonostante ciò Clubhouse sembra davvero uno strumento nuovo dalle potenzialità inedite.

Valeria de Bari

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