The Walking Dead torna (inaspettatamente) a stupire con la nona stagione

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Quanti di noi si sono trascinati come zombi – passatemi l’ironia – da lavoro a casa, da casa a lavoro, consci che al rientro avrebbero dovuto fare qualcosa, senza ricordarsi cosa, per poi essere illuminati da una terrificante epifania: è ricominciato The Walking Dead.

Allora un sentimento di frustrazione misto a un senso di apatia ci ha pervaso l’animo finché non è arrivata quella serata in cui non avevamo nulla da fare (oppure, come nel mio caso, dovevamo testare la velocità della fibra neo installata) e l’abbiamo fatto. Un po’ per curiosità, un po’ per senso del dovere: abbiamo visto i nuovi due episodi della nuova stagione di TWD.

La nona serie inizialmente sembra mantenere le promesse fatte alla fine dell’ottava: il “cattivo” dell’anno sarà Maggie. Nel senso, chiaramente, di antagonista di Rick. Ma poi il connubio Michonne – Jesus sembra farla ragionare. Finita la guerra, le decisioni non possono spettare ai singoli: servono leggi, serve ricreare la civiltà in un mondo dove ormai vige solo il motto mors tua vita mea. E l’idea, stavolta, è di Michonne, che si lascia ispirare da un quadro sulle colonie americane visto in un museo.

Dopo la sconfitta di Negan (che è diventato il diario segreto vivente di Rick) tutte le parti vivono felici e contente cercando di costruire il futuro. Gli unici a creare problemi sono gli ex “dipendenti” del Santuario, che proprio non vogliono sottostare al nuovo regime.

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Grande intensità psicologica in questi primi episodi: finalmente (?) si fa l’amore e non la guerra.

Michonne e Rick sono la coppia perfetta, Carol ed Ezekiel fanno i piccioncini, Judith inizia a parlare, Maggie ha partorito Hershel, il figlio di Glenn. Una postilla al nome del bimbo, che è quello del nonno, il cui attore è recentemente scomparso. Maggie diventa la protagonista assoluta: Hilltop è diventata “il granaio di Roma”, quindi lei inizia a dettare le regole a tutti, anche prendendo decisioni piuttosto estreme. Mi piace questa nuova versione da leader, spero soltanto che sarà sviluppata in modo opportuno. Verso la fine della precedente stagione era stato dato troppo focus alle sue vendette personali, cosa che nel caso di Rick non era mai capitata. Lui ha sempre messo davanti i suoi figli e il team. Ora che anche Maggie è madre forse le sue priorità cambieranno e la vendetta passerà in scendo piano?

Il vecchio Rick, d’altro canto, resta il poliziotto buono. Sente la responsabilità di ciò che accade attorno a lui senza rendersi conto di aver unito insieme tante comunità, che ora si stanno godendo un po’ di pace. Probabilmente molte fan sono morte quando ha sparato alle corde che tenevano legati i tronchi per uccidere l’orda zombi. Io sono tra le vittime.

Uno sguardo anche a Daryl, altro personaggio che nell’ultima stagione ha iniziato a palesare fortemente i suoi contrasti con Rick. Mi sembra di percepire un risvolto psicologico più ampio, finalmente. Per troppo tempo ha fatto il valletto taciturno, anche se sempre molto impulsivo. Nuovi spazi da subito anche per Enid, che viene formata come “medico” dall’amico di Carl e diventa quindi fondamentale in tal senso.

Dulcis in fundo, Jadis che ci prova con padre Gabriel. Penso uno dei momenti più inaspettati di The Walking Dead. Ma la nostra audace artista avrà presto altro a cui pensare: mentre è di vedetta, infatti, avvista un aereo nel cielo coperto di stelle…

Che dire quindi, a parte che non ce l’aspettavamo? Il declino della serie per me era già segnato e invece a quanto pare non bisogna mai perdere le speranze. L’ultima stagione con Andrew Lincoln potrebbe rivelarsi davvero avvincente.

Alessia Pizzi

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