The Wilds: la condizione femminile travestita da teen drama

foto di gruppo cast di the wilds serie tv

Nel comunicato stampa si parla di survival drama e pigiama party distopico. Sul web troverete migliaia di recensioni dedicate al “teen drama su un’isola deserta”. Ma The Wilds, serie tv originale Amazon Prime Video, è molto di più.

Prendete delle adolescenti di diversa estrazione e buttatele su un’isola deserta. Fino a qui cosa vi aspettate? Il dramma americano che divide le cheerleaders dalle losers. Teoria aprioristica che poteva essere corroborata anche dalla pubblicità di Amazon Prime Video su TikTok, una banalizzazione totalmente inaspettata in un cui un’adolescente afferma:

Per me, essere wild è accettarmi come sono senza sentirmi sbagliata. E per te?

Se vi aspettate delle ragazzine che si strappano i capelli perché il fidanzatino le ha tradite o che piangono perché si è rotta un’unghia, mettetevi comodi. Ci saranno unghie rotte, ci saranno moltissime lacrime, ma quello che può lasciarvi questa serie va davvero oltre. Dentro The Wilds c’è la storia della condizione femminile. Qualche genio – Sarah Streicher e Amy B. Harris – ha voluto incasellare dentro le adolescenti protagoniste tutte le difficoltà che una donna può incontrare nel corso della sua esistenza. Del resto, non è proprio dall’infanzia o comunque dall’adolescenza, che le donne vengono infarcite di luoghi comuni su come dovrebbero essere? E tutte seguiamo quei luoghi comuni, volenti o nolenti. Poi qualcuna di noi decide di fregarsene ad un certo punto, ma anche in quel momento deve continuare a combattere contro una voce nella propria testa.

“Sto sbagliando?”

Il dramma della violenza, il disagio della diversità sessuale, il bigottismo religioso, le pressioni familiari, ma anche quel ruolo che la società brama per le donne sin dalla tenera età, quello della cura, sono tutti protagonisti di questo racconto. Ma, sia ben inteso, il dolore su questi lidi non arriva solo dall’esterno. C’è chi lotta anche contro i propri demoni, quelli ossessivi, che martellano in testa. Avete presente quando siete innamorati di qualcuno senza essere corrisposti? E non serve avere 16 anni per conoscere quel tipo di martello. Lo stesso che vi fa controllare dieci volte se avete chiuso bene casa o la macchina. Non serve neanche essere donna, in questo caso, per averlo provato. Ma… c’è un ma. La debolezza (o presunta tale) in The Wilds diventa forza. Sembra una frase comune, ma non lo è. Tutti i demoni si trasformano in luce e noi siamo spettatori di questa metamorfosi.

Quindi, ed è incantevole, accade che una serie tv con protagoniste delle giovanissime (e talentuose, c’è da dirlo) attrici diventa quasi un dovere morale.

Guardare The Wilds significa andare oltre quello che potrebbe essere questa serie e osservare tutte le lezioni che si possono cogliere. Ciascuna protagonista ha qualcosa da mostrare, da svelare. Per questo motivo, episodio dopo episodio, si passa al crivello l’interiorità dell’uno e del tutto. Eppure, ciò che rende la serie davvero interessante è che non si arriva mai ad una verità. Si cerca, famelici, la risposta, ma non si trova. Una seconda stagione è assolutamente doverosa perché questo è il riassunto del cammino del femminino, della strada fatta fino a qui.

A volte visionaria fino ai limiti della credibilità, per questo forse “distopica” da comunicato, The Wilds è un’esperienza di cui nessuno dovrebbe privarsi. Guardare significa esperire la bellezza femminile fino agli abissi del suo malessere.

Assolutamente consigliata a tutti, soprattutto ai più paurosi.

Alessia Pizzi

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