“Tenebre e ossa”: il trionfo dell’eroina fantasy

tenebre e ossa recensione

Tenebre e ossa è stata la serie tv più guardata su Netflix per alcune settimane dopo la sua uscita, lo scorso 23 aprile. Il suo successo ricorda molto quello di Bridgerton ed è stato confermato dal rinnovo per una seconda stagione, annunciata la settimana scorsa.

Parte del successo è sicuramente legato alla popolarità dei libri di Leigh Bardugo da cui è stata tratta la serie tv. Inoltre, si tratta di una saga fantasy che offre tutti gli elementi tipici del genere che sicuramente coinvolgeranno gli appassionati. È veloce da guardare visto che si tratta di soli 8 episodi di 50 minuti ciascuno (in media).Personalmente, l’ho trovata una bella scoperta.

Tenebre e ossa: la trama

Come ogni serie fantasy che si rispetti, anche Tenebre e ossa ha la sua geografia inventata. Il regno in cui si svolge la storia è quello di Ravka dove le persone convivono in modo più o meno pacifico con i Grisha, esseri umani dotati di abilità straordinarie di diverso tipo (noi la chiameremmo magia, ma nella serie si parla spesso di “scienza”). Il motivo delle ostilità sta nel fatto che un Grisha – noto con il nome di Eretico Nero – ha creato la Faglia, una zona oscura abitata da creature mostruose e letali che ha diviso in due il regno. Da secoli gli abitanti di Ravka stanno aspettando l’arrivo di un’Evocaluce, una persona dotata del potere di attrarre la luce che possa distruggere l’oscurità. Questa persona è Alina Starkov, un’orfana diventata cartografa che per salvare la vita del suo compagno d’infanzia Malyen “Mal” Oretsev dentro la Faglia rivelerà un potere a lei stessa ignoto.

Alina entra in contatto con il generale Kirigan, il capo dei Grisha, che vuole istruirla per renderla in grado di distruggere la Faglia e salvare così il popolo di Ravka. Da qui, Alina avrà modo di imparare non solo a gestire il suo potere, ma anche a conoscere se stessa e a rivedere alcune scelte del suo passato cercando nel frattempo di difendersi dalle minacce esterne… ma anche da quelle interne. Nella storia ci sono anche Kaz, Jaspere Inej, una banda che vuole presentarsi come cattiva e senza cuore, ma che rappresenta il vero cuore emotivo della serie.

(Da qui in poi, farò una serie di considerazioni sui personaggi, sulla storia e sui temi e ci saranno degli Spoiler. Quindi, se non avete ancora visto la serie, vi consiglio di tornare a rileggermi quando l’avrete fatto!).

Alina Starkov: l’eroina alla ricerca di sé

Soprattutto negli ultimi tempi, è abbastanza comune trovarsi di fronte a serie o film fantasy che hanno come protagonisti ragazzi o ragazze giovani e dotati di un grande potenziale che deve essere esplorato e padroneggiato. La cosa interessante di Alina è che quel potenziale è stato da lei stessa negato quando era piccola per non separarsi dal suo amico Mal. Il legame affettivo ha impedito alla giovane Alina di essere riconosciuta come Grisha e di prendere il suo giusto posto nel mondo. Ma, cosa ancora più importante, le ha impedito di vedersi per quello che è. Per tutta la vita, Alina è stata emarginata a causa dei suoi tratti fisici che ricordano quelli della razza Shu, paese vicino Ravka. Si è sempre sentita diversa, fuori luogo. L’unica persona con cui ha avuto modo di sentirsi a suo agio è Mal, ma questo ha significato perdersi ancora di più.

Durante il suo apprendistato per controllare il suo potere, Alina dovrà imparare a contare su se stessa e sulla sua forza. La tentazione di sostituire la presenza di Mal con quella di Kirigan sarà molto forte. L’identificazione con il generale sarà massima nel momento in cui lei sceglierà di vestire il suo colore (il nero). Ma neanche questa soluzione può essere veramente positiva o risolutiva per il personaggio. L’eroina deve imparare ad affrancarsi dal modello maschile e a rendersi indipendente.

Per trovare la sua forza e capire davvero ciò che può fare, Alina dovrà compiere un percorso molto tortuoso e difficile che la porterà anche a essere brutalizzata e perdere l’autonomia sul suo potere prima di vedere la luce dentro di sé.

Tenebre e ossa è una storia di crescita, di accettazione, di consapevolezza che ci regala un personaggio femminile molto interessante, anche se sicuramente da esplorare ancora nella futura seconda stagione.

Il fantasy

Tenebre e ossa ha tutti gli elementi caratteristici del genere nella sua forma più pura. Il buio si scontra con la luce, il potere con la compassione; il male è insidioso, ingannevole e seducente. A questo, si aggiungono i temi moderni e il bisogno di ricreare una società immaginaria che in un modo o nell’altro richiami quella odierna così da fornire spunti di identificazione e di riflessione. Troviamo il tema del diverso che viene emarginato a causa di un pregiudizio non solo nel personaggio di Alina, ma anche nei Grisha, la sua classe di appartenenza.

I temi d’attualità

Per creare un immaginario visivo che sia realmente inclusivo, anche in questa serie troviamo un cast multietnico e nella storia compaiono rapporti omosessuali. Per qualcuno potrebbero sembrare buttati là giusto per rispondere alle norme del politically correct. In realtà, però, non è detto che le storie d’amore debbano essere a carattere esclusivamente etero, quindi la cosa più giusta da fare è proprio realizzare delle storie in cui le coppie dello stesso sesso siano numerose e non costituiscano un’eccezione, perché così avviene nella realtà.

Inoltre, il personaggio principale che più di tutti è interessato da questo discorso, Jasper, è fondamentalmente quello che fa la cosa sbagliata nel momento sbagliato. Quindi, se mentre i suoi complici – Kaz e Inej – cercano di portare avanti il piano di rapimento dell’Evocaluce, lui si lascia prendere dal desiderio sessuale, non è importante se esso riguardi un uomo o una donna. Ciò che conta è che faccia qualcosa che porti lo spettatore a esclamare: “Ti prego, non lo fare!”. La scena coinvolge un uomo solo perché non dovrebbero esserci pregiudizi sui gusti sessuali di un personaggio, né dovrebbero esserci delle conseguenze in merito.

La solitudine

Al tema del diverso si accompagna sempre quello della solitudine. In realtà, si tratta di un argomento che ormai ci è molto caro per via di quanto stiamo vivendo da un anno a questa parte con il coronavirus. Ma la solitudine è anche ciò che caratterizza gli eroi e le eroine della storia. È vero che li vediamo sempre circondati di alleati e amici, ma alla fine solo loro possono prendere in mano il loro destino e farsi carico delle proprie responsabilità. Non c’è possibilità di dividere perché alla fine ognuno deve essere padrone/a di sé con le proprie forze.

Tenebre e ossa ci racconta questo in diverse figure a cominciare da quelle di Alina e di Kirigan. In quest’ultimo, poi, è anche presente una critica al maschilismo più subdolo e più insidioso che ancora oggi si avverte nella nostra società.

Il maschile e il femminile

Il rapporto tra il generale Kirigan e Alina è uno degli aspetti più affascinanti della serie. Complice anche l’alchimia tra i due interpreti (Ben Barnes e Jessie Mei Li), il legame tra i due è forte visto che si tratta di due esseri con un potere unico nel loro mondo. Tuttavia, si tratta di un rapporto tutt’altro che sano o positivo per la protagonista. Nonostante Kirigan sia animato da un suo sistema di valori di una certa rilevanza e nonostante riconosca in Alina la sua unicità, non è in grado di rispettarne la libertà. Il suo concetto di relazione non si basa sulla parità ma sulla dipendenza, ovviamente della giovane verso di lui.

Il generale è tra i pochi a non badare ai tratti somatici di Alina, ma non per questo si dimostra più rispettoso, anzi. La mette su un piedistallo fatto di mezze verità e nel momento in cui non la trova più disponibile ne prende il controllo.

Nella costruzione della storia lo sviluppo di questa relazione è ben fatto e c’è tanto che lo spettatore o la spettatrice potrebbe imparare a proposito di rispetto.

Tenebre e ossa: seconda stagione

Lo scorso 7 giugno è stata annunciata da Netflix l’arrivo della seconda stagione. Non ci sorprende, visto che i romanzi di Bardugo sono numerosi e il grande successo della prima serie.

Il cast tornerà al completo, ma non si sa ancora bene quando. Tenendo conto che le riprese non sono ancora state effettuate, bisognerà sicuramente aspettare il 2022 se non il 2023. Nel frattempo, avete tempo per recuperare le puntate. Se amate le storie fantasy, non potete perdervele.

Federica Crisci

Lascia un commento

Lascia un commento!
Inserisci il tuo nome qui