Skam Italia: la recensione della quarta stagione

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Dallo scorso 15 maggio è disponibile su Netflix Skam Italia 4.

In questa stagione, forse l’ultima, la narrazione ruota attorno al personaggio di Sana che compie il suo personale percorso evolutivo.

Sana, interpretata da Beatrice Bruschi, è una ragazza musulmana che grazie alla sua intelligenza e al suo sguardo lucido e analitico si era affermata nel gruppo delle Matte.

Il tema affrontato in questa stagione è il disagio di Sana.

La protagonista è continuamente combattuta tra i due universi coi quali si interfaccia: da un lato ci sono le sue amiche, le feste, le bevande alcoliche che non può bere e i racconti sulle avventure sessuali delle altre; dall’altro le regole della fede religiosa e le aspettative della sua famiglia e della comunità islamica.

L’apparente equilibrio che Sana era riuscita a creare tra i due mondi crolla puntata dopo puntata e noi spettatori viviamo con la protagonista della stagione l’angoscia che deriva dall’essere diversa.

Sana, ad esempio, è conosciuta a scuola come OSana Bin Laden e sui social fioccano i meme che la ritraggono come una terrorista, solo perché indossa l’hijab.

La crescita spirituale di Sana passa per delle riflessioni su temi importanti come il bullismo, il razzismo, l’inclusione sociale, la tolleranza e la diversità.

A questo proposito è commovente il dialogo tra Sana e Martino, quando il ragazzo, che nella seconda stagione ha dichiarato di essere omosessuale, le spiega:

“Se noi vogliamo fargli capire le nostre differenze, dobbiamo dare risposte intelligenti alle loro domande stupide. Sennò loro continuano a dare risposte stupide alle loro domande e così non ci capiremo mai”.

Anche in questa quarta stagione oltre alla storyline centrale ritroviamo le storie degli altri ragazzi del liceo: seguiamo l’evoluzione della love story tra Luchino e Silvia; ritroviamo l’esuberanza di Filippo; scopriamo i “Porri nell’orto”, nome della band indie formata da Giovanni ed Elia.

Con Skam Italia 4 si chiude perfettamente il cerchio delle vite dei protagonisti, che con la fine del quinto anno del liceo dovranno fare i conti con l’età adulta.

Skam è il teendrama che si lascia amare da tutti: sia dai coetanei dei personaggi che si identificano nelle loro storie sia dagli adulti, che non possono non provare una sensazione mista tra la nostalgia e il sollievo di aver ormai passato quell’età così semplice e così difficile.

Valeria de Bari

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