“Tutti pazzi per amore”, tornano le repliche su Rai Premium

rai premium fiction - tutti pazzi per amore

Ai tempi della quarantena e del Coronavirus conosciamo tutti la difficoltà impiegata nel trovare qualcosa da fare per ingannare il tempo.

Pulito il garage, riordinato l’armadio, stipate le credenze di provviste, ci rendiamo conto che non si vive di sola Netflix. A tal proposito, ci viene incontro mamma Rai che, con il canale dedicato alle fiction, Rai Premium, ci ripropone ogni mattina la serie tv Tutti pazzi per Amore.

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Tutti pazzi per amore ha spopolato una decina di anni fa e, per i nostalgici, è sempre bello tornare alle mirabolanti peripezie dei folli personaggi di questa fiction.

Quello che rende interessante la serie tv, è il suo farsi commedia nel senso più puro del termine.

Non dimentichiamoci che gli anni 2000 hanno visto il tripudio di serie tv poliziesche (si pensi a Distretto di polizia e affini) e di storie d’amore (e per primo penso all’esperimento della fiction storica di Elisa di Rivombrosa). Invece, sul finire del decennio, appaiono sullo schermo una sfilata di personaggi, densi e pieni delle loro follie.

Facendo una rapida carrellata troviamo: l’adolescente ipocondriaco, la mamma divisa da famiglia e lavoro, la single perennemente in cerca dell’amore, il playboy che si cimenta in una cingana di donne pur di evitare di vivere l’amore, la donna del carpe diem, e via dicendo… Ne abbiamo per tutti i gusti e in tale varietà da consentire la messa in scena di più commedie.

In questi giorni, su Rai Premium, stiamo rivedendo una delle fiction più ingegnose di sempre.

Ingegnose perché oltre a trovare personaggi pregni delle rispettive paturnie, l’alternarsi delle vicende si presenta sempre corredato da una serie di citazioni cinematografiche, finemente elaborate in forma parodica.

Prendiamo ad esempio la gag, comica già di per sé per suo continuo riprensentarsi, delle piccole gemelline che piangono ogni volta che sentono pronunciare “nonna Clelia“, donna burbera e anaffettiva che terrorizza chiunque, comprese le sue figlie. La comità tocca punti ancora più alti se ripensiamo che si tratta di una citazione, traslata, dei cavalli che nitriscono ogni volta che viene nominata la signorina Frau Blücher in Frankenstein Junior.

La comicità di Tutti pazzi per amore si rivela anche nella struttura narrativa del racconto.

Altro elemento di ilare comicità è il duplice piano della narrazione. Abbiamo da un lato quello costituito dallo studio televisivo in cui interviene il Dott. Freiss, esperto tuttologo, mentra dall’altro si sviluppa quello in cui prendono luogo le varie vicende dei personaggi.

Pur essendo due piani distinti, non è sempre ben chiaro quale contenga l’altro. A volte sembra che la storia di Paolo e Laura sia una “ricostruzione” ricreata appositamente per consentire all’esperto Freiss di enunciare le proprie teorie. Altre volte, sono invece i personaggi stessi a seguire in tv i consigli del dottore. Il senso dell’equivoco e l’ambiguità del rapporto contenuto-contenente, funge da trampolino di lancio per la gag comica.

Questa commistione voluta e puntale genera il riso e tocca il suo apice quando i personaggi dei due livelli si incrociano:

Michele (Neri Marcoré), dopo dei fallimenti seguiti ai consigli del dott. Freiss, decide di prendersela con lui. Allo stesso tempo, Freiss, uscendo dallo studio televisivo, riconosce Michele.

Rai Premium sta riproponendo, insomma, una delle sue fiction migliori, dura a morire nel tempo e sempre capace di distrarci per qualche minuto da una realtà che al momento tutto fa, tranne che ridere.

Serena Vissani

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