E si pensava che il giallo di “Leonardo” fosse la Gioconda

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Con la seconda serata dedicata a Leonardo, RaiUno ci fa addentrare nella corte sforzesca di Ludovico il Moro. Ci eravamo salutati infatti la scorsa settimana con la partenza del giovane artista alla volta di Milano, in cerca di fortuna. Nello stesso momento anche Caterina si trasferisce, a Venezia, per seguire Bernardo Bembo, di cui è diventata amante.

Giunto nel ducato lombardo (dopo aver rifiutato le avances di Ludovico Sforza nei primi episodi) cerca di farsi apprezzare inizialmente come ingegnere con il progetto della sua catapulta che, tuttavia, non entusiasma per niente il Moro. Quest’ultimo piuttosto gli commissiona l’allestimento di un’opera teatrale in onore del suo giovane e depresso nipote Gian Galeazzo (ma sì, tiriamogli su il morale con un bel Orfeo e Euridice!). Leonardo si trova così ad avere a che fare con una scenografia teatrale e con una compagnia di attori guidata da un giovane carismatico e affascinante che attira l’attenzione dell’artista. Peccato però che sia coinvolto in una congiura organizzata per uccidere il Moro, congiura che Leonardo, quasi inconsapevolmente, aiuta a sventare.

Nel frattempo, la storia d’amore tra Caterina e Bernardo finisce perché l’uomo invidia il rapporto tra lei e Leonardo. Rimasta sola, per mantenere il suo posto a corte, la ragazza deve diventare l’amante di Ludovico. Caterina vorrebbe chiedere aiuto a Leonardo, ma l’artista è tutto preso da una nuova commissione: la statua equestre omaggio agli Sforza (comunque, quando vedremo Leonardo alle prese con una commissione che gli piace, sarà sempre troppo tardi!). Nonostante le loro incomprensioni, entrambi si avvicinano e iniziano a preoccuparsi per Gian Galeazzo. Il giovane, appassionato di arte e completamente disinteressato alla politica, nutre una profonda ammirazione per Leonardo, il quale inizia a fargli delle vere e proprie lezioni di disegno (i soggetti rappresentati? Ovviamente gli uccelli!). Il futuro duca di Milano, però, vive isolato dal resto della corte e viene progressivamente avvelenato così che nessuno possa più contestare la sovranità del Moro nella città. Nonostante il tentativo disperato di Leonardo di salvarlo, Gian Galeazzo muore, e non si sa bene quanto effettivamente lo zio sia coinvolto in maniera diretta. Alla fine della puntata, Caterina decide di andare via da quel luogo di complotti e di omicidi, mentre Leonardo sente di avere le mani legate: se ora lascia Milano non avrà più la possibilità di diventare un artista (ah, l’ambizione!). I due amici si separano lasciandosi non in buoni rapporti.

Nel presente, invece, Giraldi continua a portare avanti la sua indagine sull’omicidio di Caterina. Nonostante tutti i testimoni che interroga sostengano la colpevolezza di Leonardo, il nostro detective, forse affascinato dal carisma dell’artista, sembra arrivare alla conclusione che non sia stato lui. Eppure non ha idea di come dimostrarlo.

Leonardo: una fiction all’insegna del giallo

Con questi due episodi, Leonardo conferma quanto avevamo detto la scorsa settimana: un prodotto debole dal punto di vista della scrittura ed estremamente superficiale nel romanzare la vita di uno dei più grandi artisti di tutti i tempi.

Continuano i richiami alla realtà storica, in particolare a tutti gli aneddoti e alle curiosità più note sul genio: la scrittura al contrario, la passione per l’anatomia, l’interesse per l’ingegneria e non solo per l’arte, il vegetarianismo, l’amore per la natura… Quello che vediamo è Leonardo, ma l’impressione è quella di trovarsi davanti un personaggio piuttosto scialbo e ordinario. Un grande potenziale che si perde in commissioni poco degne (si soffre con lui che continua a dover realizzare di tutto, tranne ciò che vuole e che non è mai veramente contento di nulla) e in una profonda tristezza personale. Potrebbe essere la trama di qualsiasi film o serie televisiva. Hanno preso la storia di Leonardo e l’hanno trasformata in uno show adatto al martedì sera. L’artista, probabilmente, meritava qualcosa di più.

Il giallo continua a essere il filo conduttore di tutti gli episodi, ma diventa protagonista anche di alcuni di essi. In realtà, però, è tutto piuttosto semplice e intuitivo ed è facile indovinare i risvolti della vicenda. Il grande mistero resta ciò che è accaduto a Caterina. Almeno questo…

Il rapporto tra Caterina e Leonardo

Il rapporto tra Caterina e Leonardo rappresenta una delle colonne portanti dello show.

Al di là di alcune incongruenze che continuano a rimanere (lei è arrabbiata con lui, ma dopo un paio di scene, tornano a essere complici come prima), se dovessimo parlare di questo legame, non possiamo non menzionare quanto sia poco corretto nei confronti di Caterina. La donna viene del tutto investita dalla personalità di Leonardo. È sempre pronta a sostenerlo, ad ascoltarlo e a fare di tutto per aiutarlo. Nel momento in cui è lei ad avere bisogno, l’artista la ignora e la zittisce perché impegnato nel suo lavoro. Non solo non si rende conto di nulla, ma la accusa di non capire la situazione.

Leonardo, anche se è fondamentalmente una persona buona, si ritrova a essere fortemente egocentrico e a tratti insensibile al dolore degli altri. Colpa del suo genio? Potrebbe essere. Fatto sta che il rapporto tra questi due non si può descrivere come bello o ideale, ma più volte dà l’idea di essere disfunzionale e che a pagarne il prezzo sia soprattutto la donna (che, non a caso, è colei che muore all’inizio).

Aspettando il prossimo episodio di Leonardo…

Mentre aspettiamo la quinta e la sesta puntata di martedì 6 aprile, vi lasciamo le vignette commentate degli episodi!

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Federica Crisci e Francesca Papa

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