Gli episodi di Jessica Jones, umanamente eroina

jessica jones 3
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Con gli episodi della terza stagione di Jessica Jones si chiude, almeno per ora, l’avventura tutta al femminile che vede nei panni di protagonista una giovane investigatrice privata, di nome appunto Jessica Jones.

È l’unica storia della Marvel in cui c’è un’ eroina donna, e scusate se è poco (giuro di non essere di parte!). Ed è anche a mio avviso, quella forse più interessante e coinvolgente.

Il percorso dell’eroina inizia nella primavera del 2015 e segue l’approdo su Netflix degli altri super eroi della Marvel (protagonisti del cross overThe Defenders”): Iron Fist, Daredevil, Luke Cage. Tre le stagioni, e tutte lasciano senza fiato. Ma tentiamo di fare un piccolo identikit della protagonista.

Chi è veramente Jessica Jones? Banale e scontato dirlo, è una super eroina con tutte le caratteristiche proprie e stereotipate dell’eroina classica: straordinaria forza fisica, poteri, voglia di salvare il mondo, etc. Jessica Jones, però, ha anche tratti incredibilmente umani, e sono quelli che colpiscono di più e che tengono sicuramente alta la tensione. Sono aspetti caratteriali che ci riportano ad una vulnerabilità a noi molto familiare, e che parlano di insicurezza, dubbi, fragilità e ricordi.

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La protagonista cerca di trovare delle risposte nell’alcool, nel whisky…ma evidentemente non le trova (l’alcool del resto, come avevo letto tempo fa sui muri di Roma, “…non è la risposta, ma è un buon modo per dimenticare la domanda”). E Jessica Jones di domande se ne fa davvero tante: come è riuscita a diventare una super eroina? Perché non smette di sentirsi fragile dentro, seppur dimostrando una forza erculea? Da cosa nascono i suoi continui attacchi di panico?

Proprio per il susseguirsi di queste domande, l’investigatrice Jessica Jones non è mai stata così vicina a tutte noi: messa in scena reale di tutte le fragilità tipicamente legate all’animo umano.

Ma andiamo più nel dettaglio. E soprattutto andiamo per ordine. Iniziamo dagli episodi della prima stagione. L’ambientazione è quella che caratterizza tutte le tre stagioni: Hell’s Kitchen, New York. Jessica Jones è alle prese con la ricerca di una ragazza modello scomparsa, ma deve fare i conti con il suo passato: Kilgrave. Quest’ultimo ha il potere di prendere il controllo della mente degli altri, ed ovviamente anche di quella di Jessica Jones. Tutta la storia della prima stagione si dirama proprio nel rapporto tra i due: conflittuale ma anche morboso, fatto di ricordi e di manipolazione.

Anche la seconda stagione è un ritorno al passato: senza svelare troppo, né tanto meno fare spoiler non graditi, Jessica Jones si trova a dover fare i conti con i suoi ricordi, ma anche con i caratteri degli altri personaggi. Tra questi: Trish ,Malcolm, ma anche Jeri Hogarth (implacabile ed algida avvocatessa, che troviamo anche in Iron Fist), la sceneggiatura si sviluppa intorno a diverse storie, il cui interesse tiene sempre fortemente concentrato lo spettatore sin da subito.

Sicuramente in questa stagione manca la presenza di un “cattivo” ai livelli di Kilgrave (manca l’antieroe). Sinceramente però non ne sentiamo così tanto la mancanza, in quanto tutte le storylines ruotano attorno alla psicologia dei singoli personaggi, tutti con un proprio vissuto, eppure incredibilmente collegati tra di loro.

Ma arriviamo alla terza stagione…Ahimè quest’ultima è un addio che Jessica Jones dà ai suoi fan. Ma a dirci addio non è solo lei…

A chiudersi è l’intero ciclo di episodi firmato Marvel-Netflix. Quando sono venuta a scoprirlo, non volevo crederci. E’ certamente interessante vedere come a chiudere l’intero ciclo di episodi sia stato proprio il personaggio femminile della Marvel, quello che per certi versi mostra più vulnerabilità, più incertezza, rispetto al suo ruolo straordinario di super eroina. Scelta voluta oppure casuale? Sta di fatto che anche la terza stagione convince, ma non ai livelli delle precedenti…forse troppa fretta di concludere le numerose storie che si intersecano nella trama? Qualche dubbio di scrittura ci viene, molto onestamente… Ma, allo stesso tempo, anche qualche lacrimuccia…Gli addii non sono mai così facili da sopportare.  Vero?

Serena Cospito

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