Le aspettative disattese di Breaking Bad 

LBreaking Bad 6

Perché non vedere la serie televisiva ideata da Vince Gilligan

Avevo sentito entusiasmanti opinioni in merito a Breaking Bad. Ho letto numerosi articoli di critica che lodavano questo innovativo sceneggiato statunitense. Il copione, la regia e le interpretazioni degli attori principali sono stati più volte oggetto di premiazioni.

Ma le mie aspettative sono state disattese.

Breaking Bad è noioso. Tremendamente noioso. Non si possono aspettare cinque stagioni per avere, finalmente, un po’ di dinamicità.

Per carità, importante lo slogan sotteso che la malattia non è sinonimo di debolezza, ma Walter Hartwell White nonostante l’avvento nel malaffare rimarrà il goffo professore di chimica che cerca di avere carisma. È un egoista, immune ai buoni consigli. È un uomo disgraziato che non riesce ad avere un buon tempismo nelle sue azioni e che vive con la sopita frustrazione di essersi tirato fuori da una società multimiliardaria per assenza di coraggio.

Walter White, il cui alter ego nel mondo del malaffare è Heisenberg, non è altro che un arrampicatore sociale che sfrutta un giovane drogato, e al quanto disturbato, per entrare nella cerchia della droga.

Bryan Cranston, interprete di W.W., ha vinto per sei anni di fila l’Emmy Award per questa interpretazione magistrale. Fortunatamente l’interprete è riuscito a tenere alto il livello di attenzione.

La medio borghesia che cerca nella criminalità il punto di svolta a livello economico? Ecco, per me non è originalità!

Sono certa che starete storcendo il naso alla lettura di queste righe. Ma siate sinceri: quante volte avete sperato che Jesse Pinkman uscisse di scena?

Solo durante la quinta stagione ho provato piacere a vedere Breaking Bad.

Finalmente lo “sveglissimo” cognato poliziotto, Hank Schrader, capisce che il pericolosissimo W.W. possa essere l’uomo con il quale condivide il posto a tavola.

Sommità nella quinta serie.

Ma se non avete il tempo per recuperare la visione di Breaking Bad, guardate solo la prima e l’ultima stagione. Basterà.

Alessia Aleo

21 Commenti

  1. Il personaggio di WW è un (fantastico) anti eroe, da come scrivi tu ti aspettavi l’eroe buono classico…
    Il suo discorso con la moglie nell’ultima puntata chiarisce senza fraintendimenti questo punto.

      • Ciao Alessia, ciao Davide!
        Questo aspetto dell’innovazione mi interessa. Sono d’accordo con Davide quando parla di W. W. come di un antieroe fantastico e della grandiosità dell’ultima puntata. Sicuramente in letteratura ne abbiamo visti moltissimi di antieroi prima che arrivasse “Breaking Bad” ma nelle serie TV no, secondo me. E io ne ho viste prima che arrivasse Breaking Bad! Ma magari mi sono sfuggiti. Alessia, se te ne vengono in mente di antecedenti, potresti menzionarceli, per favore?

    • La ringrazio per il consiglio … un amante di serie Tv probabilmente si troverà “costretto” a vedere anche quel canale 😉
      Aspetto i suoi commenti nelle prossime recensioni 😉 Buon fine settimana

  2. Non sei proprio riuscita a comprendere la serie , evita di commentarla se l’unica cosa che riesci a dire è noiosa e scontata .guardala con piú passione e meno senso critico , le pause che ti hanno fatto pensare alla noia , sono invece la cosa che la rende incredibile , rende le emozioni verr

    • Credo che però il fruitore con opinione differente sia comunque da ascoltare.
      Come ho risposto a qualche commento… magari l’ho capita, ma non è mi è piaciuta comunque..
      Un’amica, amante della serie, mi ha suggerito che la possibilità del mio “non amore” verso Breaking Bad sia dovuta al fatto che l’abbia vista solo adesso e non quando è uscita…
      Possibile spiegazione.
      Lei che ne pensa?

      • Secondo me il motivo per il quale non le piace non è perche non ha visto la serie appena è uscita perche anche io non l’ho vista appena uscita. Quindi secondo me è più una ” scusa ” e molto più semplicemnte come già detto a lei piacciono altri generi, siamo tutti esseri umani ma così tali siamo anche tutti diversi con gusti e generi televisivi differenti.

  3. Secondo me lei si sta sbagliando io sinceramente l’ho rivisto 6 volte breaking bad dalla prima stagione all’ultima e mi ha veramente affascinato e lo riguarderei ancora senza mai stufarmi ed annoiarmi. Sono un amante delle serie tv e secondo me questa è la migliore in assoluto. Ma sono punti di vista e gusti diversi forse lei preferisce serie tv di altri generi e quindi non apprezza molto Breaking Bad e questo non toglie il fatto che lei può criticare la serie ma non può consigliare al pubblico di guardare l’ultima stagione perche non avrebbe un minimo di senso e come se io le dicessi di guardare l’ultimo film di 50 sfumature ( da me sgradito ) oppure l’ultima stagione di shamlees. Spero che lei abbia intenso ciò che volevo farle capire.

    • Proverò a rivedere la serie nuovamente. Grazie per i consigli.
      Per carità non proporrei mai “veramente” di fare dei salti nella visione di una serie TV, è molto più un significato metaforico. Ciò che intendevo dire e che tra tutte le cinque stagioni, la prima e la quinta sono quelle meglio riuscite e più accattivanti. Una ring composition con un finale meritevole, ottima sceneggiatura… ma troppo lenta per i miei gusti 😉

  4. Mi sembra un commento molto superficiale. Ti consiglio di riverertela. Non sto che la storia sia qualcosa di nuovo e mai visto. Sto parlando di come la storia è stata sviluppata. Di come qualcosa di anche apparentemente insignificante che succede in una stagione porti ad eventi inaspettati nella serie successiva o anche due stagioni dopo. Parlo del lavoro degli attori a volte talmente sottile da passare inosservato (per uno spettatore superficiale) ma che rende la serie una delle migliori mai create. Ci sarebbe da parlarne per ore….

  5. L’ho vista solo adesso. Anche io penso che le prime serie siano state lente e noiose ma le ultime 2 sono spettacolari e credo che sia stato fatto tutto apposta per rendere questa serie unica nel suo genere.
    Ormai mi sono ammalato di Breaking Bad e ogni giorno spero che annuncino la sesta serie. W.W non può essere morto.

  6. Salve, ho letto solo ora la recensione.
    Personalmente, mi risulta difficile paragonare breaking bad ad altre serie tv per due motivi molto semplici:
    1) l’entieroe ha un lato umano, che va crescendo di pari passo con la sua “malvagità” per tutta la durata della serie, diversamente -per citare il suo esempio- da Dexter, nel quale il mood del protagonista è sempre identico;
    2) breaking bad, a causa di fatti contingenti (la durata della serie è stata notevolmente ridimensionata a causa degli impegni del creatore, e perciò interrotta bruscamente) non rientra nello schema da serie tv americana nel quale si susseguono puntate schematicamente uguali, riproponendo un cavallo di battaglia -potrei fare un miliardo di esempi- non solo nelle sequenze, ma nei contenuti: in altre parole, segue un filo logico che non si ritorce mai su se stesso, a costo di abbandonare alcune sequenze epiche che la hanno resa famosa e che il pubblico ha amato ed avrebbe gradito riproposte, cosa che per esempio dexter -che pure ho amato- faceva di default;
    3) ha lanciato un modo di intendere lo sviluppo scenografico e drammaturgico della storia sintetico, denso, coeso, non è andata a sforare oltre le puntate necessarie per singola serie ed ha sempre “mosso” i fili concettuali del racconto abbastanza da non farsi giudicare immobile, motivo per cui è stata dal suo inizio ad oggi, innumerevolmente imitata;
    Per concludere -so di essere stato troppo prolisso ma debbo- giudicare breaking bad per la portata innovativa senza contestualizzarla correttamente, sarebbe come giudicare quarto potere, il padrino, goodfellas etc, per lo stesso motivo senza afferrare il precipuo motivo contestuale e storico per cui siano stati giudicati dei lavori memorabili.
    La bravura del critico, tante volte, è quella di saper vedere le cose dalla giusta ottica, sapendosi perfino distaccare dagli aspetti più “affettivi” e dettati dal gusto.
    Ciò detto, la invito a riguardarla anche io, ma penso che ad oggi lo abbia già fatto.
    Cordialità

  7. Il problema non è criticare una serie come Breaking Bad, ma farlo attraverso una totale assenza di argomenti da lasciar senza parole. Walter rimane un goffo professore? Certamente; non ci si improvvisa criminali, e soprattutto non si diventa criminali alla sua età. Walter gioca a fare il criminale e, per un lasso di tempo, ci riesce pure. Si prende gioco, appunto, di gente che sulla carta ha molta più esperienza di lui ma che non ha la follia della libertà ritrovata; un uomo malato a cui rimangono pochi scorci di vita che non ha più nulla da perdere. Ha già perso tutto. Vuole solo uscire di scena a modo suo.

    “Ma siate sinceri: quante volte avete sperato che Jesse Pinkman uscisse di scena?” Mai. Nessuno mai lo ha sperato.

    “La medio borghesia che cerca nella criminalità il punto di svolta a livello economico? Ecco, per me non è originalità!” E quale sarebbe questa medio borghesia?

    Jesse non viene sfruttato da Walter, ma dalla droga. Le scelte le facciamo noi. Jesse ha fatto le sue e ha vissuto al massimo, come ha voluto.

    Non sei la prima e non sarai l’ultima a rimanere spaesata di fronte ad un capolavoro, però almeno mettici più impegno nel spiegarne i motivi.

    Io non ti consiglio di rivederlo. Non ci capiresti nulla lo stesso 🙂

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