Pablo Honey, l’album d’esordio dei Radiohead, usciva il 22 febbraio 1993

Radiohead album Pablo Honey

I Radiohead sono stati grandi protagonisti della musica rock inglese negli anni ’90.

Le loro canzoni, i cui protagonisti sono inetti, perdenti e diversi, sono il risultato di un percorso che partendo dalla desolazione post-punk di Smiths Joy Division arriva al rock sperimentale.

La storia dei Radiohead inizia nel 1988, quando il cantante Thom Yorke e il bassista Colin Greenwood, che facevano parte del gruppo punk dei Tnt, decidono di formare una nuovo gruppo con Ed O’ Brien, chitarrista, Philip Selway, batterista e Johnny Greenwood, polistrumentista. I cinque ragazzi decidono di chiamarsi On a Friday, perché ogni venerdì si incontrano per le prove.

Tutti sono infatti impegnati negli studi universitari. Thom studia inglese; Colin frequenta la facoltà di letteratura inglese a Cambridge; Ed economia all’Università di Manchester e Phil storia al Politecnico di Liverpool. Nel 1991 incidono il primo demo che contiene quattro tracce: I Can’t, Nothing Touches Me, Thinking About You e Phillipa Chicken. La Emi decide di offrire alla band un contratto.

Due mesi dopo, gli On a Friday cambieranno nome e diventeranno i Radiohead, da un brano dei Talking Heads incluso nell’album True Stories. Secondo la leggenda è stato Keith Wozencroft della Emi a spingere il gruppo verso un cambio di nome dopo aver letto l’ennesima stroncatura della band sui giornali.

La casa di produzione discografica stabilisce che la band dovrà registrare l’EP Drill, che contiene due nuove canzoni: Prove yourself e Stupir car oltre a due nuove versioni di You e Thinking about you. Ad eccezione di Stupid car, tutti i brani dell’EP sarebbero poi diventate tracce dell’album Pablo Honey.
Drill non supera mai la posizione 101 nelle classifiche inglesi.
I Radiohead si mettono a lavorare su una nuova canzone, la mitica Creep, che sarà il nuovo singolo. Il resto dell’album, a parte un paio di brani, viene registrato in sole tre settimane negli studi di Oxford e mixato a Boston.


Pablo Honey viene pubblicato il 22 febbraio 1993.

TRACK LISTING

  1. You 
  2. Creep 
  3. How Do You? 
  4. Stop Whispering 
  5. Thinking About You 
  6. Anyone Can Play Guitar 
  7. Ripcord 
  8. Vegetable 
  9. Prove Yourself 
  10. I Can’t 
  11. Lurgee 
  12. Blow Out 

Creep è stato il primo singolo dei Radiohead e ha raggiunto uno strepitoso successo mondiale.

Tuttavia i Radiohead rinnegheranno il brano. All’epoca Creep oscurava le altre canzoni e la rock band era infastidita dalla fama che quell’unico pezzo le aveva regalato. Dalla seconda metà del 1998 i Radiohead decidono dunque di non suonare più Creep dal vivo, fino al bis conclusivo del loro concerto a South Park del luglio 2001, quando la improvvisano in seguito al malfunzionamento delle tastiere poco prima dell’inizio di Motion Picture Soundtrack. Dal 2009 poi il gruppo non l’ha più suonata nuovamente fino al concerto di Parigi nel 2016.

Sono tantissimi gli artisti che decidono di sfruttare il successo di Creep: Vasco Rossi inciderà Ad ogni costo con la stessa musica del singolo dei Radiohead ma con un testo completamente diverso; un’inedita versione di Creep eseguita con solo ausilio di voce e pianoforte è stata utilizzata nel film The Social Network come colonna sonora;  il video di Creep è utilizzato nel cartone Beavis and Butt-head su MTV. Persino nella terza puntata della terza stagione di Skam Italia, serie tv dedicata ai teenager del nuovo millennio, Edoardo dedica Creep a Eleonora.

Tornando però all’album che contiene questo grande successo, Pablo Honey, è considerato da molti critici come un album mediocre. Criticare questo album negli anni Novanta è una specie di moda, forse anche perché gli stessi Radiohead ne avevano preso le distanze.
Malgrado ciò Pablo Honey è e sarà per sempre l’album che ha gettato le basi per tutto quello che i Radiohead sarebbero diventati negli anni seguenti. La band è riuscita a raccontare attraverso la musica il disagio, l’alienazione e la frustrazione della generazione di fine millennio.

Valeria de Bari

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