“Sulla soglia della lontananza”: la poesia con Chiara Rantini

chiara rantini poesie

Chi è Chiara, la scrittrice?

Chiara è una donna che si mette in gioco con la sua scrittura. Amo scrivere, l’ho sempre amato ma soltanto in questo ultimo decennio ho scelto di uscire dalla mia “comfort-zone” per pubblicare e far conoscere all’esterno i miei testi sia poetici che in prosa.

Raccontami dell’ultima tua antologia, “Sulla soglia della lontananza”, uscito nel 2020 e pubblicato con Libeccio CTL editore?

L’antologia poetica “Sulla soglia della lontananza” raccoglie i contributi lirici di 22 poeti e poetesse più o meno emergenti, nel senso che molti di loro hanno già pubblicato molti libri mentre altri sono agli esordi letterari.

Il tema scelto si è imposto come un’esigenza nata durante il primo lockdown. Le lunghe giornate trascorse in casa a guardare il mondo da una finestra o attraverso la lente virtuale del web, mi hanno fatto riflettere sul significato della distanza intesa come lontananza e come assenza. Fino a quel momento non mi ero mai posta come un problema quello di non poter vedere volti a me cari o di non poter uscire per camminare all’aria aperta. Questa nuova condizione andava esorcizzata attraverso l’uso della poesia. Questa è la genesi dell’antologia.

Chiara perché poesia oggi? Come potrebbe aiutare a vivere bene?

Domanda interessante. Oggi, per quanto non sia reso esplicito, c’è un profondo bisogno di uno spazio di riflessione che sia personale e collettivo allo stesso tempo. Credo che la poesia risponda perfettamente a questa esigenza. Ma sono in pochi ad averlo compreso. La poesia deve uscire dal ghetto in cui è stata confinata, anche dagli stessi poeti, e farsi viva, con tutti i mezzi, nelle case, nelle scuole, e soprattutto nelle coscienze.

Meglio poesia o romanzi?

La poesia e la prosa usano linguaggi diversi ma possono veicolare messaggi simili. Per questo non saprei dire cosa sia migliore; personalmente credo che il linguaggio poetico eserciti una maggiore influenza su di me. Spesso nella mia prosa ci sono contaminazioni liriche.

Perché spacciare cultura oggi? Cosa serve la lettura?

Mi piace il termine “spacciare”, per la sua sfumatura di illegalità.

La cultura oggi, contrariamente a quanto possiamo pensare, è sì alla portata di tutti (con un semplice “clic”), ma spesso è di pessima qualità. C’è molta superficialità sui social e molto pressapochismo. Ciò non toglie che internet sia un ottimo strumento per arricchirsi culturalmente e soprattutto per diffondere, o spacciare, cultura. Solo che bisogna saper scegliere i canali giusti.

La lettura è indispensabile, non solo come fonte di informazione, ma sopratutto come occasione di crescita interiore. Senza i libri che abbiamo letto, non saremmo le persone che siamo.

Quali sono i versi che ti piacciono di più di questa antologia? Quali sono le pillole che consiglieresti?

Questa antologia ha come filo rosso il tema forte della lontananza, ma gli stili sono molto diversi. Credo che vada letta nella sua interezza, ponendo attenzione anche alle notizie biografiche degli autori. Quindi consiglio al lettore di approfondire ogni lirica, lasciandosi trasportare dal ritmo del verso.

Barbara Gabriella Renzi

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