“Il blu e il rosso”: anche le parole hanno un colore

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Le autrici di questa raccolta poetica sono Barbara Gabriella Renzi e Chiara Rantini. Conosciamole meglio prima di parlare della loro silloge.

Le autrici

Barbara Gabriella Renzi, a soli sette anni, ha scritto la sua prima storia Marzietto e Marzieto: i due fratelli stellari.

Ha pubblicato racconti brevi e poesie, ricordiamo: Un giorno in Schegge, Mnamon, 2017, Scaglie di Sapone, PAV Edizioni, 2018, Schegge di tempo, ‎ Mnamon, 2019, Storie di Donne, PAV Edizioni, 2019, Storie Stellari, Ensemble, 2019, Donna. Filari d’alberi in voci, Edda Edizioni, 2019, Voci di Stelle, CTL ed., Livorno, 2020.

Ha curato, inoltre, due antologie per PAV edizioni: Parole Migranti (2020) e Il Presente nel Dopo (2021).

Chiara Rantini, nata a Firenze in un giorno di maggio alla metà degli anni ’70,  ha studiato presso la Facoltà di Lettere e Filosofia della sua città, laureandosi con il massimo dei voti con una tesi sul pensiero di Simone Weil. Ha molteplici interessi ma su tutti prevalgono la lettura, la scrittura (coltivata sin dall’età dell’adolescenza) e l’amore per la natura, in particolare per la montagna. Fa parte del collettivo poetico Affluenti Nuova Poesia Fiorentina e del progetto letterario Erboristeria delle lettere. Ha partecipato ad alcuni concorsi letterari a cui sono seguite le pubblicazioni di racconti e poesie in antologie. Ha pubblicato: un romanzo La resa delle ombre, Alcheringa ed., Anagni, 2018; una raccolta poetica Un paradiso per Icaro, Ensemble ed., Roma, 2018; una raccolta poetica collettiva  Sulla soglia della lontananza di cui è stata la curatrice, CTL ed., Livorno, 2020.

La recensione

Prima di avventurarci nella lettura de Il blu e il rosso, non possiamo non soffermarci sul titolo, cercando di immaginarne il significato.

Blu e rosso, perché le nostre poetesse hanno scelto questi colori? Forse perché il blu simboleggia l’armonia e dona pace interiore? Il blu è il colore della tristezza, ma anche dell’acqua e del cielo.

Il rosso, invece, è associato all’energia vitale, alle forti emozioni. E’ un colore caldo a differenza del blu che è un colore freddo. Qual è il denominatore comune di questi due colori all’interno dell’opera?

Nella prima parte, blu, attraverso un susseguirsi di immagini rapide come pennellate, Barbara riflette il mondo interiore delle emozioni che si alternano a un senso di profondo di nostalgia.

Elementi naturali come il lago diventano rappresentazione dell’inconscio, il luogo in cui ritirarsi per riacquistare le forze e riemergere risanati. Nella poetica blu di Chiara, invece, la riflessione sul rapporto tra poesia e vita è sottolineato dai riferimenti alla natura. Nostalgia, ricordi e lontananza sono i temi che predominano; queste emozioni sono legate al cielo, che in diverse poesie sottintendono una forte spiritualità.

Le nostre poetesse sembrano prendere per mano il lettore e lo conducono nella seconda parte in cui domina il colore rosso. Questa volta, la voce iniziale è quella di Chiara. Le parole, scelte con cura, dipingono la luce delle emozioni che esplode in “raggi d’amore”, nel “sorriso nel volto di un anziano” e nel tramonto che “illumina la via”.

E proprio perché ogni parola ha una propria sfumatura di colore, che dà sostanza alla nostra immaginazione, Barbara col suo rosso ci scuote e nella mente echeggiano con forza i suoi versi:

“ Ed il bambino che sei stato

Morto sulle spiagge

Come un pesce stramazzato”

Ora non resta che immergervi nella lettura e lasciarvi abbracciare dal colore blu e rosso per comprendere pienamente il messaggio di Barbara e Chiara.

Anna Rampini

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