“Un Paradiso per Icaro” tra vita e poesia: intervista a Chiara Rantini

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Ciao Chiara! Benvenuta nel nostro Blog. Ho letto con piacere i tuoi scritti e ti seguo su Facebook. Ti considero una bravissima scrittrice e vorrei che il nostro pubblico ti conoscesse meglio. Io ho letto “Un paradiso per Icaro”, pubblicato con EnsembleTi chiederei di parlarmi un pochino di te in maniera un poco informale, dei tuoi hobby.

Buongiorno a tutti e grazie della vostra ospitalità. Mi chiamo Chiara e da sempre mi piace scrivere e soprattutto leggere. Sono un’assidua frequentatrice delle biblioteche e amo partecipare a laboratori e iniziative che mirano a una valorizzazione del territorio in cui vivo. Credo che il rispetto e la cura della natura sia un fattore importante nella vita di tutti perciò, nel mio piccolo, cerco di tutelare e di promuovere l’ambiente. Amo camminare in montagna, visitare luoghi dimenticati e in genere mi trovo a mio agio in contesti il più possibile naturali. Per il resto ho una vita abbastanza tranquilla dedicata al lavoro e alla famiglia.

Ora che ti conosciamo meglio vorrei sapere un pochino della tua scrittura, prima in maniera generale – cosa hai scritto, quando scrivi – e poi nel particolare, arrivando a dirci cosa stai scrivendo ora, su quali progetti stai lavorando. Ho letto le tue poesie. Raccontaci!

Ho cominciato a scrivere fin da bambina ma sempre solo come piacere personale. Quando ho trovato maggiore stabilità nell’ambito lavorativo e familiare, ho pensato che fosse il momento giusto per uscire allo scoperto. Così alcune mie poesie e racconti sono stati pubblicati in antologie e miscellanee. Nel 2018 ho pubblicato un romanzo “La resa delle ombre” edito da Alcheringa ed. e una silloge poetica intitolata “Un paradiso per Icaro” edita da Ensemble ed.

Attualmente sto lavorando a vari progetti (anche collettivi). Continuo a scrivere poesie per una prossima raccolta, sto riordinando alcuni racconti in vista di una pubblicazione e sono alle prime battute nella costruzione di un romanzo storico.

“Un paradiso per Icaro”: dicci di più sul tuo libro! Incominciando a spiegarci il titolo e la copertina con i contrasti di rosa e la figura di un uomo che si vede e non si vede.

  La silloge “Un paradiso per Icaro” è suddivisa in quattro sezioni e affronta  alcune tematiche a me molto care, come il rapporto tra poesia e vita, la      riflessione sul senso del tempo, sull’esilio e sulla fragilità dell’esistenza. La scelta stilistica tende a ricercare l’essenzialità del verso, la semplicità e il potere evocativo delle parole, l’istantaneità delle immagini. A tratti onirica e visionaria, in molti componimenti ricorre una particolare simbologia legata a temi biblici e mitologici. Non mancano riferimenti alla natura, vista come     specchio di un mondo superiore, impenetrabile e tuttavia inteso come unico approdo dell’esistenza terrena. Spiritualità e concretezza della vita sono un duplice aspetto di questa silloge che si presenta come ricerca di una possibile e desiderata armonia.

ll titolo della silloge è anche il titolo di una poesia contenuta al suo interno. L’idea nasce da una riflessione sulla figura mitica di Icaro, su ciò che essa     rappresenta per l’umanità e su una diversa chiave di lettura, forse un po’ provocatoria. Icaro incarna l’emblema del sognatore, di colui che per troppa   furia creativa mette a repentaglio la propria vita, spesso  pagandone le         conseguenze. Non mi sento di condannare tale impeto e perciò, almeno nella    poesia e nelle arti in generali, ho voluto riservare a Icaro un posto in    “paradiso”.

Per quanto concerne la copertina, è stata una scelta della casa editrice su cui   mi sono trovata subito concorde. La figura non ben definita  su sfondo rosa rappresenta la grecità e si inserisce nel contesto di riferimenti alla mitologia e all’antichità contenuti nella silloge.

So che hai pubblicato anche poesie con gli Affluenti. Chi sono gli “Affluenti”?

“Affluenti Nuova Poesia Fiorentina” è un collettivo che unisce vari poeti e artisti che gravitano intorno alla zona di Firenze e province limitrofe. Fanno riferimento alla casa editrice Ensemble, e oltre alle innumerevoli iniziative che portano avanti, hanno all’attivo anche due antologie poetiche: una pubblicata nel 2016 e l’altra appena edita in cui sono contenute due mie poesie e un estratto da un racconto.

So che fai parte della corrente dei Poeti Emozionali. Dicci di più.

Ho conosciuto l’ideatore della corrente Domenico Garofalo tramite web grazie a delle amicizie in comune. Mi ha colpito il suo grande interesse per la divulgazione della poesia e quando è nato il progetto, considerato che eravamo appena usciti da un periodo di isolamento forzato a causa dell’emergenza sanitaria, mi è parso naturale aderirvi. Con questa corrente condivido la consapevolezza che, nel nostro mondo “impoverito sentimentalmente”, sia necessaria la poesia come sorta di antidoto al grigiore di un’esistenza sempre più sterile dal punto di vista emotivo.

La corrente è nata nel giugno di quest’anno… vedremo cosa riuscirà a fare.

Quando hai iniziato a scrivere? E per quale ragione scrivi? Per te stessa o per gli altri?

Ho iniziato molto presto a scrivere, direi da quando ho acquistato una certa padronanza con il corsivo. Mi piaceva inventarmi delle storie, oppure collaborare ai giornalini scolastici. Non credo esista una ragione precisa per la quale scegliamo di scrivere, almeno non per me. L’esigenza iniziale è ovviamente interiore ma ciò non è in contrasto con il desiderio di condividere la propria arte con gli altri. Anzi, secondo me, la dimensione perfetta della scrittura è il dono di sé.

Cosa vuol dire scrivere poesie?

Scrivere poesie significa mettersi in ascolto e accedere a una diversa dimensione dell’esistenza.

Barbara Gabriella Renzi

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