Yves Saint Laurent, dalle borse iconiche alle mascherine per il Coronavirus

Yves Saint Laurent film amazon prime

Dalle borse alla produzione di mascherine in tempi di Coronavirus, Yves Saint Laurent non smetterà mai di stupirci.

Amazon Prime Video ci racconta la sua storia con “Discovering – Yves Saint Laurent”.

Amate la moda e i suoi protagonisti, ma non avete mai tempo di approfondire? Approfittate di questa quarantena per conoscere più da vicino la storia dei grandi stilisti. Io ho iniziato da ‘Discovering – Yves Saint Laurent’, su Amazon Prime Video, e mi sono definitivamente innamorata. No, non si parla solo di borse!

Venerato dalla sua maman e stregato dai suoi eleganti abiti anni ’30-’40, Yves Saint Laurent fin da bambino mostra il suo lato da esteta, allestendo produzioni teatrali con le sorelle. Gli abiti delle bambole sono fatti da lui, e chi gli sta intorno vede nascere la stella più brillante della moda dal dopoguerra ad oggi.

A 18 anni partecipa a un concorso di moda con 3 bozzetti. Arriva primo nella categoria ‘abiti’. Un’impresa quasi impossibile per un novellino.

Gli esordi da Dior

Grazie al direttore di Vogue, viene segnalato a Dior, che gli propone di lavorare con lui. In breve riesce ad assorbire lo stile della maison, elaborando contemporaneamente il suo.

E’ il 1957, la collezione Dior viene disegnata da Saint Laurent. Nello stesso anno il suo mentore muore e lui prende le redini di tutto, a soli 21 anni. Muoverà l’estetica verso il suo gusto, più giovane, più innovativo, meno costruito. A lui dobbiamo la forma a trapezio degli abiti, la scelta di tessuti più maschili, l’amore per le gambe scoperte, gli accessori preziosi come borse, profumi, foulard.

Nel frattempo arrivano gli anni 60 e i tempi dell’alta moda sono pronti per un cambiamento epocale. Molto prima del rapporto d’amore tra Vivienne Westwood e i punk, Yves Saint Laurent si innamora della cultura beatnik. Gli artisti, i bohemienne, gli intellettuali della Sorbona, i ribelli della Rive Gauche diventano parte fondamentale dell’immaginario estetico dello stilista.

A lui va il merito di aver sdoganato il pret a porter, portando in passerella pantaloni neri, chiodi di pelle e dolcevita. Ribelle si, ma chic. Questo amore per la Riva Sinistra della Senna durerà tutta la vita e incarnerà l’icona maschile e femminile dei suoi disegni.

La dura reazione della maison Dior

Tutto questo modernismo, però, manda in tilt i vertici di Dior, completamente inadatti a capire la portata rivoluzionaria delle nuovi collezioni Rive Gauche, si mettono di traverso.

A 24 anni Yves viene chiamato alle armi in Algeria.

La maison Dior potevano evitarlo, in fondo a quei tempi rappresentava da sola il 75% dell’export moda francese, eppure i suoi capi non lo aiutarono. Completamente inadatto alla vita militare, resistette 20 giorni prima di essere ricoverato per inabilità psichiatrica. Dior lo licenzia e lui perde salute e lavoro. Questa ferita rimarrà sempre aperta, e il resto della sua esistenza sarà profondamente segnato dalle conseguenze del crollo psichiatrico ed emotivo.

Fortunatamente era ancora giovanissimo (sembra incredibile, ma ha solo 25 anni), incontra l’industriale e mecenate Pierre Berge, lo aiuta nella causa contro Dior: insieme la vincono.

Da questo incontro professionale e sentimentale nasce la maison Yves Saint Laurent. Il nostro stilista può finalmente creare senza briglie. Disegna un’intera collezione dedicata a Mondrian, soprattutto crea la donna del ’68: abiti maschili declinati al femminile, lo Smoking ispirato alla Dietrich, pantaloni per tutte.
Fu il primo a far sfilare le donne di colore e le sue testimonial, prima su tutte la sua musa Catherine Deneuve (che noi abbiamo amato in 8 donne e un mistero).

Sfilate a tema Cina per il lancio di Opium, ancora oggi uno dei profumi più venduti, l’amore sconfinato per il Marocco (la sua seconda casa), coraggiose campagne pubblicitarie, genialità e innovazione, snobismo intellettuale e amore per il mondo: questo il carburante che fa decollare Yves Saint Laurent.

Ma nei primi anni 2000 l’alcol, gli abusi di farmaci, la fragilità psicologica lo inducono a dire addio alla moda, dopo 40 anni di carriera.
YSL diventa gruppo Gucci (ora Kering) e chiude in bellezza con una sfilata memorabile, che ripercorre i suoi successi.

Lo show si chiude con 100, magnifici, smoking neri. Nel 2008 muore. Al funerale la sua musa Catherine Deneuve indossa il trench nero iconico del film “Bella di giorno” come ultimo omaggio.

Oggi, il brand si chiama solo Saint Laurent e fa parte del gruppo Kering. Durante questa crisi sanitaria dovuta al Covid-12, Saint Laurent ha iniziato a produrre mascherine nelle sue fabbriche, per supportare i grandi sforzi sanitari.

Gli archivi del maestro rimarranno per sempre fonte di ispirazione, ma chi lo sostituisce oggi alla guida della maison ha difficoltà a ritrovare il genio.
YSL ha creato lo stile del XX secolo. E diffidate da chi dice il contrario!

E se vi è venuta voglia di Francia…

Micaela Paciotti

Micaela Paciotti
Appassionata di moda da sempre, curiosa di tutto, vorrei vivere in mezzo alla natura, ma non riesco a staccarmi da Roma.

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